MILANO - I russi salvano Sawiris. E il 30,6% di azioni (20% ordinarie e il 10,6% privilegiata convertibili tra 5 anni) che il Faraone detiene in Vimpelcom, frutto della fusione con la sua holding Weather. Quella che in cassaforte ha Wind. Un'operazione da 21 miliardi di dollari chiusa marzo con la quale i russi si sono accollati i 15 miliardi di debiti accumulati da Naguib Sawiris a cui hanno aggiunto altri 7 miliardi tra contanti (1,5 miliardi) e azioni.
Fino a oggi sul futuro finanziario del magnate egiziano pendeva come una spada di Damocle il destino di Djezzy, la controllata algerina che il governo di Algeri vorrebbe privatizzare per circa 2 miliardi di dollari (Sawiris ne detiene il 51,7%) a fronte di una valutazione data da Vimpelcom di 7 miliardi. Insomma i russi rischierebbe una minusvalenza da oltre 2,5 miliardi. Un pericolo che a marzo era stato congelato scrivendo nel contratto che ogni perdita relativa all'Algeria sarebbe stata a carico di Sawiris. Una clausola alla quale, però, oggi la società russa, presentando i conti trimestrali, ha rinunciato. Un rinuncia che permette al Faraone di tirare un sospiro di sollievo. lI 4 gennaio 2013 i fondi di private equity Apax, Madison e Ta potranno recedere dalle quote Wind per 2 miliardi di euro. E senza i soldi, Sawiris perderebbe la sua società (e quindi le azioni Vimpelcom).
Cancellato il rischio minusvalenza, Sawiris potrebbe saldare già oggi i suoi azionisti e dedicarsi alla campagna di Russia. Oggi il suo 20% vale 3,6 miliardi di dollari, cui si aggiungono 1,5 miliardi incassati in contanti (e 1,9 miliardi di privilegiate). Il magnate è ancora fuori dal cda, ma a questo punto potrebbe decidere di tentare la scalata.
Intanto Wind archivia i primi 9 mesi dell'anno con ricavi in crescita a 4 miliardi, margine operativo lordo in calo a 1,58 miliardi e utili scesi da 102 a 9 milioni.
Fino a oggi sul futuro finanziario del magnate egiziano pendeva come una spada di Damocle il destino di Djezzy, la controllata algerina che il governo di Algeri vorrebbe privatizzare per circa 2 miliardi di dollari (Sawiris ne detiene il 51,7%) a fronte di una valutazione data da Vimpelcom di 7 miliardi. Insomma i russi rischierebbe una minusvalenza da oltre 2,5 miliardi. Un pericolo che a marzo era stato congelato scrivendo nel contratto che ogni perdita relativa all'Algeria sarebbe stata a carico di Sawiris. Una clausola alla quale, però, oggi la società russa, presentando i conti trimestrali, ha rinunciato. Un rinuncia che permette al Faraone di tirare un sospiro di sollievo. lI 4 gennaio 2013 i fondi di private equity Apax, Madison e Ta potranno recedere dalle quote Wind per 2 miliardi di euro. E senza i soldi, Sawiris perderebbe la sua società (e quindi le azioni Vimpelcom).
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Intanto Wind archivia i primi 9 mesi dell'anno con ricavi in crescita a 4 miliardi, margine operativo lordo in calo a 1,58 miliardi e utili scesi da 102 a 9 milioni.