MILANO - Commissione ed eurogruppo dovranno rafforzare la sorveglianza sui paesi sotto procedura per deficit eccessivo. Lo ha detto il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso confermando che presenterà una proposta tra una settimana. Le 'finanziarie' nazionali dovranno essere esaminate e valutate prima di essere adottate dai parlamenti nazionali e potrà essere richiesta una seconda lettura. Inoltre nella fase di controllo dell'attuazione Bruxelles potrà chiedere "emendamenti" nel corso dell'anno.
L'ultima parola sulle scelte di bilancio nazionale resterà ai parlamenti, ha detto Barroso, "ma i parlamenti dovranno essere più consapevoli delle regole europee, un aumento della sorveglianza della Commissione condurrà inevitabilmente a un suo ruolo più forte in ambiti prima riservati ai governi o ai parlamenti nazionali". Per Barroso si tratta di "una scelta necessaria se vogliano avere una moneta comune". La Commissione europea, ha annunciato ancora Barroso, ritiene che i paesi sotto salvataggio finanziario dovranno essere al centro di una "sorveglianza maggiore a livello europeo" sia quando i programmi di intervento sono in corso sia "successivamente".
Inoltre, Barroso ritiene che con ogni probabilità si dovrà andare più avanti nel controllo dei paesi con deficit pubblico eccessivo: si tratterà di decidere se le sanzioni dovranno essere più automatiche di quanto previsto adesso (le nuove regole entreranno in vigore dal 2012 e già si ritiene che non siano sufficienti) e se sia necessario andare aldilà delle multe finanziarie procedendo verso "la sospensione del diritto di voto, dei fondi strutturali o intervenire nelle procedure nazionali di bilanci".
"Se non sarà sufficiente tagliare la spesa pubblica ha aggiunto Barroso - per riequilibrare i bilanci sarà necessario prevedere una tassazione dei patrimoni più ingenti".
L'ultima parola sulle scelte di bilancio nazionale resterà ai parlamenti, ha detto Barroso, "ma i parlamenti dovranno essere più consapevoli delle regole europee, un aumento della sorveglianza della Commissione condurrà inevitabilmente a un suo ruolo più forte in ambiti prima riservati ai governi o ai parlamenti nazionali". Per Barroso si tratta di "una scelta necessaria se vogliano avere una moneta comune". La Commissione europea, ha annunciato ancora Barroso, ritiene che i paesi sotto salvataggio finanziario dovranno essere al centro di una "sorveglianza maggiore a livello europeo" sia quando i programmi di intervento sono in corso sia "successivamente".
Inoltre, Barroso ritiene che con ogni probabilità si dovrà andare più avanti nel controllo dei paesi con deficit pubblico eccessivo: si tratterà di decidere se le sanzioni dovranno essere più automatiche di quanto previsto adesso (le nuove regole entreranno in vigore dal 2012 e già si ritiene che non siano sufficienti) e se sia necessario andare aldilà delle multe finanziarie procedendo verso "la sospensione del diritto di voto, dei fondi strutturali o intervenire nelle procedure nazionali di bilanci".
"Se non sarà sufficiente tagliare la spesa pubblica ha aggiunto Barroso - per riequilibrare i bilanci sarà necessario prevedere una tassazione dei patrimoni più ingenti".