MILANO - La dimensione dell'evasione fiscale in Italia è al "18% del Pil e colloca il nostro Paese al secondo posto nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia". Ad affermarlo il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, durante un'audizione in commissione finanze del Senato. Ovviamente, ha aggiunto Giampaolino, ciò non fa che "deprimere ulteriormente il gettito teorico acquisibile".
Ma non basta, perché le "implicazioni del fenomeno emergono ancora più nettamente quando si va a calcolare la pressione fiscale "effettiva", rapportando il carico impositivo solo al Pil "dichiarato" al fisco: la pressione fiscale effettiva va corretta verso l'alto, di circa 10 punti rispetto a quella "apparente", con l'effetto, così, anche di un ampliamento della distanza dai partners europei, a causa del nostro più alto tasso di evasione".
Una pressione fiscale che è già "elevata" e che "ormai - ha ricordato il presidente della Corte dei Conti - è proiettata oltre il 43%". Un fenomeno destinato ad accentuarsi ulteriormente "nei prossimi anni", ma se si considera "il già contabilizzato taglio delle agevolazioni fiscali recato dalla recente manovra estiva si arriva al 44,8% già nel 2013". Una soglia che potrebbe crescere ancora considerando "gli aumenti di prelievo che potranno derivare dall'impiego della leva fiscale da parte di regioni ed enti locali".
Tra le imposte più evase l'Iva con un tasso che arriva al 36%, "inferiore soltanto a quello della Spagna". La struttura dell'Iva ha concluso Giampaolino, è rimasta quella di "inizio decennio" con un livello più basso nel confronto europeo e il "rendimento dell'imposta italiana risulta intaccato dal livello e dall'estensione delle basi imponibili diverse da quella ordinaria, oltreché dai regimi speciali e di esenzione".
Ma non basta, perché le "implicazioni del fenomeno emergono ancora più nettamente quando si va a calcolare la pressione fiscale "effettiva", rapportando il carico impositivo solo al Pil "dichiarato" al fisco: la pressione fiscale effettiva va corretta verso l'alto, di circa 10 punti rispetto a quella "apparente", con l'effetto, così, anche di un ampliamento della distanza dai partners europei, a causa del nostro più alto tasso di evasione".
Una pressione fiscale che è già "elevata" e che "ormai - ha ricordato il presidente della Corte dei Conti - è proiettata oltre il 43%". Un fenomeno destinato ad accentuarsi ulteriormente "nei prossimi anni", ma se si considera "il già contabilizzato taglio delle agevolazioni fiscali recato dalla recente manovra estiva si arriva al 44,8% già nel 2013". Una soglia che potrebbe crescere ancora considerando "gli aumenti di prelievo che potranno derivare dall'impiego della leva fiscale da parte di regioni ed enti locali".
Tra le imposte più evase l'Iva con un tasso che arriva al 36%, "inferiore soltanto a quello della Spagna". La struttura dell'Iva ha concluso Giampaolino, è rimasta quella di "inizio decennio" con un livello più basso nel confronto europeo e il "rendimento dell'imposta italiana risulta intaccato dal livello e dall'estensione delle basi imponibili diverse da quella ordinaria, oltreché dai regimi speciali e di esenzione".