Economia

Istat, cala il fatturato dell'industria
e mancano anche i nuovi ordini

Dopo il rimbalzo del mese precedente, il fatturato dell'industria, a settembre, è diminuito del 5,4% congiunturale secondo i dati destagionalizzati elaborati dall'Istat, segnando il calo più ampio dal novembre 2008, ed è cresciuto dell'1,9% tendenziale. Tiene l'energia, calano tutti gli altri beni. 

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MILANO - Dopo il rimbalzo del mese precedente, il fatturato dell'industria (1), a settembre, è diminuito del 5,4% congiunturale secondo i dati destagionalizzati elaborati dall'Istat, segnando il calo più ampio dal novembre 2008, ed è cresciuto dell'1,9% tendenziale (sia per i dati corretti per effetto di calendario che per i dati grezzi). In nove mesi l'aumento è stato dell'8,1% per i dati corretti per gli effetti di calendario, con un +12,1% sul mercato estero e un +6,4% sul mercato interno.

Forte calo anche degli ordinativi industriali (2) che, in settembre, hanno registrato una flessione dell'8,3% congiunturale in base ai dati destagionalizzati elaborati dall'Istat, segnando il calo più ampio dall'agosto 2009. Il dato tendenziale, in base ai dati grezzi, mostra un calo del 3,6%, dato peggiore da ottobre 2009. In nove mesi l'aumento è stato del 9,1%: per la componente estera del 14%, per quella interna del 6,3 per cento.

(1) Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali di industrie segnano una variazione congiunturale positiva per l'energia (+0,7%) e variazioni negative per i beni strumentali (-10,4%), per i beni intermedi (-6,4%) e per i beni di consumo (-1,5%, con +0,7% per quelli durevoli e -1,9% per quelli non durevoli). L'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in settembre aumenta, in termini tendenziali, del 12,7% per l'energia, dell'1,7% per i beni di consumo (+0,4% per quelli durevoli e +1,8% per quelli non durevoli) e dell'1,6% per i beni intermedi, mentre diminuisce dell'1,2% per i beni strumentali.

In settembre l'indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario, segna le variazioni positive più significative nei settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+12,9%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (+6,1%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+3,8%). Le variazioni negative più marcate si rilevano nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-16,2%), nelle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,4%) e nella fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-3,1%).

(2) In settembre gli ordini sono scesi del 10,1% sul mercato interno e del 5,5% sul mercato estero. I cali maggiori, spiega l'istat, si osservano per la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, app. di misurazione e orologi (-28,5%) e fabbricazione di mezzi di trasporto (-15,8%). Il fatturato registra, a settembre, in base ai dati destagionalizzati, un calo del 5,4% sul mercato interno e del 5,3% su quello estero.  Gli indici destagionalizzati del fatturato, rileva ancora l'istat, segnano incrementi congiunturali dello 0,7% per l'energia e diminuzioni del 10,4% per i beni strumentali, del 6,4% per i beni intermedi, dell'1,5% per i beni di consumo.

Nel confronto tendenziale, il contributo più ampio alla crescita del fatturato viene dalla componente estera dei beni intermedi. Il settore di attività economica per il quale si registra l'incremento tendenziale maggiore del fatturato è quello della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+12,9%).