MILANO - La bilancia commerciale del Giappone è ripiombata in rosso a ottobre a causa di un calo delle esportazioni di prodotti elettronici e di un sussulto della bolletta energetica. Lo ha comunicato il ministero delle Finanze. La bilancia commerciale della terza più grande economia del mondo ha segnato un deficit di 273,8 miliardi di yen (2,61 miliardi di euro). Nel mese di settembre, era tornata in attivo, dopo un pesante deficit segnato nel mese di agosto.
Lo scorso anno in ottobre la bilancia commerciale giapponese aveva segnato un surplus di 812,6 miliardi di yen. Nel mese di settembre, era di nuovo in attivo, dopo un pesante deficit nel mese di agosto. Abitualmente eccedentaria, la bilancia commerciale dell'arcipelago stenta a ritrovare un percorso di crescita regolare dopo il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo scorso nel nord-est del paese. Le esportazioni nel mese di ottobre sono diminuite del 3,7% annuo a 5.512,8 miliardi di yen (52,5 miliardi di euro), con una diminuzione delle spedizioni verso i mercati più importanti (cina, stati uniti, unione europea).
La fragilità della domanda globale e la crisi del debito europeo da un lato, e l'effetto debilitante del caro-yen, dall'altro hanno di fatto minato la ripresa dei produttori di elettronica. Le vendite di semiconduttori all'estero si sono contratte del 20,8%, quelle degli apparecchi audiovisivi del 27,4% e delle della telefonia del 19%. Se le consegne di auto sono leggermente aumentate, del 4,7%, questo non è stato sufficiente per invertire la rotta. Le importazioni del giappone salite del 17,9% a 5.786,6 miliardi di yen (55,11 miliardi di euro) a causa dell'aumento del prezzo del greggio.
Lo scorso anno in ottobre la bilancia commerciale giapponese aveva segnato un surplus di 812,6 miliardi di yen. Nel mese di settembre, era di nuovo in attivo, dopo un pesante deficit nel mese di agosto. Abitualmente eccedentaria, la bilancia commerciale dell'arcipelago stenta a ritrovare un percorso di crescita regolare dopo il terremoto e lo tsunami dell'11 marzo scorso nel nord-est del paese. Le esportazioni nel mese di ottobre sono diminuite del 3,7% annuo a 5.512,8 miliardi di yen (52,5 miliardi di euro), con una diminuzione delle spedizioni verso i mercati più importanti (cina, stati uniti, unione europea).
La fragilità della domanda globale e la crisi del debito europeo da un lato, e l'effetto debilitante del caro-yen, dall'altro hanno di fatto minato la ripresa dei produttori di elettronica. Le vendite di semiconduttori all'estero si sono contratte del 20,8%, quelle degli apparecchi audiovisivi del 27,4% e delle della telefonia del 19%. Se le consegne di auto sono leggermente aumentate, del 4,7%, questo non è stato sufficiente per invertire la rotta. Le importazioni del giappone salite del 17,9% a 5.786,6 miliardi di yen (55,11 miliardi di euro) a causa dell'aumento del prezzo del greggio.