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Saccomanni: "Italia paga recessione
Non c'è un problema di sprechi"

Il direttore generale di Banca d'Italia a Parigi per il Financial Stability report plaude alla visita di Monti a Bruxelles e dice: "Sottovalutato troppo a lungo il rischio contagio"

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MILANO - Debito, fiducia e Ici. Il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, parla a tutto campo della situazione italiana margine della presentazione del Financial Stability report a Parigi e plaude alla visita del neo premier, Mario Monti, a Bruxelles: "Storicamente l'Italia ha sempre dato un contributo importante alla costruzione europea, ed è un peccato che da alcuni anni questa possibilità non esista più. Non possiamo affidare la gestione di crisi che hanno conseguenze gravi per tutti i Paesi a un piccolo direttorio. Servono consultazioni multilaterali, bisogna trovare un nuovo sistema di governance europeo che faciliti la gestione di situazioni di crisi".

Secondo Saccomanni, poi, il deteriorarsi del rapporto debito/Pil non è dovuto a una politica di sperpero della spesa, ma alla recessione economica: "L'Italia da alcuni anni, con il mercato unico e poi il patto di stabilità, ha avviato un processo di consolidamento delle finanze pubbliche che era cominciato prima della crisi e che è stato frenato dalla crisi. Si è però tardato ad accettare il rischio contagio". E adesso per ridurre il debito il banchiere suggerisce la reintroduzione dell'Ici perché - dice - l'Italia "è l'unico grande Paese senza una tassa sulla prima casa", un'imposta che servirebbe anche a recuperare l'evasione fiscale.  La situazione italiana resta comunque "gestibile e il rendimento al 7% dei btp non rappresenta una soglia di non ritorno".

Il direttore generale di Bankitalia si è quindi soffermato sulla situazione del sistema bancario e ha spiegato che le banche europee stanno affrontando problemi di finanziamento e uno dei modi per risolverli potrebbe essere quello di ampliare il collaterale che la Bce accetta per garantire liquidità.