Economia

la congiuntura

Cina, frena l'indice Pmi
"La domanda rallenta"

Secondo i dati preliminari raccolti da Hsbc a novembre l'indicatore stilato dai responsabili degli acquisti dovrebbe scendere da 51 a 48 punti. Colpa di una flessione dell'export, ma anche dei consumi interni

1 minuti di lettura
MILANO - Secondo i dati preliminari del Purchasing manager index di Hsbc a novembre l'attività manifatturiera in Cina ha registrato il calo più massiccio dal marzo del 2009. L'indice dei responsabili degli acquisti ha raggiunto quota 48 a novembre, contro il 51 di ottobre e conferma e rafforza quanto detto pochi giorni fa dal vicepremier Wang Qishan, responsabile della finanza, che ha previsto una recessione prolungata dell'economia mondiale e sottolineato la dipendenza della Cina nei confronti delle esportazioni. Il declino nel Pmi "implica che la crescita della produzione industriale dovrebbe scendere all'11% o al 12% annuo nei prossimi mesi", ha detto in una nota di analisi Qu Hongbin, economista per la Cina di Hsbc. In ottobre la produzione industriale è aumentata del 13,2% su base annua e del 13,8% a settembre.
"La domanda interna rallenta e la domanda esterna dovrebbe indebolirsi" spiega Qu. Nel mese di ottobre, le esportazioni cinesi verso l'Unione europea sono scese a 28,74 miliardi di dollari contro 31,61 miliardi nel mese di settembre, mentre le esportazioni verso gli Stati Uniti sono scese a 28,6 miliardi contro i 30,11 miliardi di dollari in settembre. La contrazione del commercio estero della Cina si inserisce in un contesto di rallentamento della crescita nella seconda economia del mondo, che passa dal 10,4% dell'anno scorso al 9,7% nel primo trimestre, al 9,5% nel secondo e al 9,1% nel terzo. Tuttavia, secondo Qu, il rallentamento dell'inflazione "darà più spazio a Pechino per misure selettive di allentamento della politica monetaria". I prezzi al consumo sono saliti del 5,5% nel mese di ottobre rispetto a un anno fa, il livello più basso dal mese di maggio, dopo il picco del 6,5% nel mese di luglio. Per lottare contro l'inflazione, la Cina ha aumentato più volte dal 2010 i tassi di interesse e i prelievi sulla riserva minima obbligatoria bancaria.