MILANO - Germania e Francia andranno avanti sul percorso di riforme tracciato. E poca importa di quanto fanno le agenzie di rating. Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino, parlando della minaccia di declassamento di Standard and Poor's spiegando che il processo avviato non verrà interrotto.
"Ho sempre detto che questo è un processo lungo, che durerà ancora molto. Ma la strada è stata tracciata, anche ieri nell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, e andremo avanti su questo percorso", ha detto Merkel che poi ha aggiunto: "Quel che fa un'agenzia di rating è responsabilità della stessa agenzia di rating. Giovedì e venerdì noi prenderemo le decisioni che riteniamo importanti e irrinunciabili, dando il nostro contributo per la stabilizzazione dell'Eurozona, credo conquistando anche fiducia".
Secondo Le Nouvel Observateur, il presidente francese, Nicola Sarkozy, avrebbe definito la situazione "grave" isistendo sul fatto che il Paese ha "bisogno di unità", mentre per il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaueble, la mossa di S&P rappresenta "il miglior stimolo possibile" in vista dell'eurosummit. Dure critiche, invece, dal ministro degli esteri francese Alain Juppé e dal governatore francese Christian Noyer.
Il nodo del Vecchio continente resta però la la crescita. Secondo i dati Eurostat, nel terzo trimestre dell'anno il Pil nell'Eurozona è cresciuto dello 0,2%, come nel secondo trimestre rispetto al primo, mentre l'aumento rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso scende all'1,4% rispetto all'1,7% del trimestre precedente.
"Ho sempre detto che questo è un processo lungo, che durerà ancora molto. Ma la strada è stata tracciata, anche ieri nell'incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy, e andremo avanti su questo percorso", ha detto Merkel che poi ha aggiunto: "Quel che fa un'agenzia di rating è responsabilità della stessa agenzia di rating. Giovedì e venerdì noi prenderemo le decisioni che riteniamo importanti e irrinunciabili, dando il nostro contributo per la stabilizzazione dell'Eurozona, credo conquistando anche fiducia".
Secondo Le Nouvel Observateur, il presidente francese, Nicola Sarkozy, avrebbe definito la situazione "grave" isistendo sul fatto che il Paese ha "bisogno di unità", mentre per il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaueble, la mossa di S&P rappresenta "il miglior stimolo possibile" in vista dell'eurosummit. Dure critiche, invece, dal ministro degli esteri francese Alain Juppé e dal governatore francese Christian Noyer.
Il nodo del Vecchio continente resta però la la crescita. Secondo i dati Eurostat, nel terzo trimestre dell'anno il Pil nell'Eurozona è cresciuto dello 0,2%, come nel secondo trimestre rispetto al primo, mentre l'aumento rispetto al corrispondente periodo dell'anno scorso scende all'1,4% rispetto all'1,7% del trimestre precedente.