ROMA - Serve una soluzione per salvare l'Eurozona dalla crisi del debito e dalle angherie dei mercati, ma quella soluzione non arriverà dal vertice in programma da domani a Bruxelles. I capi di stato e di governo arrivano divisi all'appuntamento divisi fra "grandi" e comparse, ma persino tra Francia e Germania non c'è intesa su tutto. Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto oggi ai suoi colleghi di partito che il "rischio di esplosione" dell'Unione europea rimarrà "concreto" fino a quando l'accordo trovato lunedì scorso tra Parigi e Berlino per un nuovo trattato Ue non diventerà effettivo.
Servono "decisioni forti su un patto di bilancio che sia credibile per i cittadini, i partner internazionali ed i mercati", ha detto Sarkozy definendo il patto con la Germania una scelta senza alternative: "L'Europa ha bisogno di rifinanziare il suo debito - ha detto - e gli investitori non hanno più fiducia. Per ritrovarla c'è una sola strategia: l'alleanza tra Francia e Germania, non c'è alternativa". E avrebbe aggiunto: "Invito chi critica questa alleanza a dire ciò che propongono come alleanza: con l'Italia? la Spagna?".
Berlino, dal canto suo, si dice pessimista sul buon esito del vertice, aggiungendo che "ci sono ancora dei Paesi che non si rendono conto della gravità della situazione"; dichiarazione che basta a far scendere le Borse europee, anche perché da Londra arrivano parole tutt'altro che disponibili su una riapertura dei trattati che non preveda, da parte dell'Eurozona, una "contropartita" in termini di "agibilità" sui mercati finanziari.
Aldilà, comunque, delle alleanze e delle esigenze nazionali, il vertice discuterà principalmente di come potenziare la governance comunitaria e gli strumenti finanziari comuni per soccorrere in futuro i paesi in difficoltà e soprattutto ridurre le possibilità di contagio della crisi del debito. Ecco di seguito i punti caldi del confronto.
Fondo salva-stati - E' da sempre l'unica arma in grado di impressionare i mercati. Oggi guadagna terreno l'idea di trasformarlo in un vero Fondo monetario europeo. L'Efsf, meccanismo transitorio che passerà il testimone all'Esm nel 2013, è stato ampliato dopo numerosi summit ed Eurogruppi, ma con un sistema macchinoso (garanzie degli Stati più veicolo per attirare investimenti esterni) che lo ha reso poco rassicurante. Van Rompuy, presidente del Consiglio d'Europa, propone quindi di anticipare l'Esm al 2012, di dargli lo statuto di banca in modo da poter chiedere prestiti alla Bce e dargli una dotazione di partenza maggiore, sommando ai suoi 500 miliardi la parte che resterà dell'Efsf. Su questa proposta, Berlino non ci sta perché, in quanto economia forte, sarebbe chiamata a un impegno maggiore nel finanziamento.
L'unione di bilancio - E' l'obiettivo di tutta l'Eurozona, per dare ai mercati un segnale di unità e serietà. E' la linea caldeggiata dal presidente della Bce, Mario Draghi, parlando di 'fiscal compact'. Van Rompuy, la cancelleria tedesca Angela Merkel e Sarkozy propongono sanzioni automatiche per chi sfora i vincoli di budget, e più poteri a Commissione ed Eurogruppo che così potranno 'imporrè controlli e misure straordinarie di risanamento per i Paesi che escono dal Patto di stabilità. Merkel e Sarkozy vorrebbero inserire queste regole più rigide in un nuovo Patto, firmato a 17 o più (con chi ci sta), invece Van Rompuy punta a una modifica del Trattato a 27. Che sarebbe un percorso molto più lento e complicato.
La revisione del Trattato - Per creare l'unione di bilancio, dunque, si devono modificare le regole del gioco: Van Rompuy ipotizza una procedura 'leggerà in grado di evitare le ratifiche dei singoli paesi. Uilizzando il protocollo 14 dell'art.126 del Trattato, si può intervenire infatti in tutti quei campi che non prevedono "trasferimenti di poteri". Questa via, per la stessa ragione, non consente però che modifiche limitate. Per tutto il resto, si dovrebbe aprire la procedura standard che prevede tempi lunghissimi, con la convocazione di una Convenzione e di una conferenza intergovernativa, oltre alle 27 ratifiche.
Le incognite Bce e Fmi - L'Eurozona in difficoltà guarda sempre al Fondo monetario internazionale, tanto che domani anche la sua guida, Christine Lagarde, sarà al vertice. Si discuterà di come coinvolgere il Fondo, che potrebbe fare da ponte tra Bce ed Eurozona per aggirare il divieto della Banca centrale di prestare direttamente fondi agli Stati. Quanto alla Bce, il suo ruolo è legato in parte all'ipotesi dell'unione di bilancio; in tal caso avrebbe mano più libera per intervenire su titoli di Stato e non solo.
Servono "decisioni forti su un patto di bilancio che sia credibile per i cittadini, i partner internazionali ed i mercati", ha detto Sarkozy definendo il patto con la Germania una scelta senza alternative: "L'Europa ha bisogno di rifinanziare il suo debito - ha detto - e gli investitori non hanno più fiducia. Per ritrovarla c'è una sola strategia: l'alleanza tra Francia e Germania, non c'è alternativa". E avrebbe aggiunto: "Invito chi critica questa alleanza a dire ciò che propongono come alleanza: con l'Italia? la Spagna?".
Berlino, dal canto suo, si dice pessimista sul buon esito del vertice, aggiungendo che "ci sono ancora dei Paesi che non si rendono conto della gravità della situazione"; dichiarazione che basta a far scendere le Borse europee, anche perché da Londra arrivano parole tutt'altro che disponibili su una riapertura dei trattati che non preveda, da parte dell'Eurozona, una "contropartita" in termini di "agibilità" sui mercati finanziari.
Aldilà, comunque, delle alleanze e delle esigenze nazionali, il vertice discuterà principalmente di come potenziare la governance comunitaria e gli strumenti finanziari comuni per soccorrere in futuro i paesi in difficoltà e soprattutto ridurre le possibilità di contagio della crisi del debito. Ecco di seguito i punti caldi del confronto.
Fondo salva-stati - E' da sempre l'unica arma in grado di impressionare i mercati. Oggi guadagna terreno l'idea di trasformarlo in un vero Fondo monetario europeo. L'Efsf, meccanismo transitorio che passerà il testimone all'Esm nel 2013, è stato ampliato dopo numerosi summit ed Eurogruppi, ma con un sistema macchinoso (garanzie degli Stati più veicolo per attirare investimenti esterni) che lo ha reso poco rassicurante. Van Rompuy, presidente del Consiglio d'Europa, propone quindi di anticipare l'Esm al 2012, di dargli lo statuto di banca in modo da poter chiedere prestiti alla Bce e dargli una dotazione di partenza maggiore, sommando ai suoi 500 miliardi la parte che resterà dell'Efsf. Su questa proposta, Berlino non ci sta perché, in quanto economia forte, sarebbe chiamata a un impegno maggiore nel finanziamento.
L'unione di bilancio - E' l'obiettivo di tutta l'Eurozona, per dare ai mercati un segnale di unità e serietà. E' la linea caldeggiata dal presidente della Bce, Mario Draghi, parlando di 'fiscal compact'. Van Rompuy, la cancelleria tedesca Angela Merkel e Sarkozy propongono sanzioni automatiche per chi sfora i vincoli di budget, e più poteri a Commissione ed Eurogruppo che così potranno 'imporrè controlli e misure straordinarie di risanamento per i Paesi che escono dal Patto di stabilità. Merkel e Sarkozy vorrebbero inserire queste regole più rigide in un nuovo Patto, firmato a 17 o più (con chi ci sta), invece Van Rompuy punta a una modifica del Trattato a 27. Che sarebbe un percorso molto più lento e complicato.
La revisione del Trattato - Per creare l'unione di bilancio, dunque, si devono modificare le regole del gioco: Van Rompuy ipotizza una procedura 'leggerà in grado di evitare le ratifiche dei singoli paesi. Uilizzando il protocollo 14 dell'art.126 del Trattato, si può intervenire infatti in tutti quei campi che non prevedono "trasferimenti di poteri". Questa via, per la stessa ragione, non consente però che modifiche limitate. Per tutto il resto, si dovrebbe aprire la procedura standard che prevede tempi lunghissimi, con la convocazione di una Convenzione e di una conferenza intergovernativa, oltre alle 27 ratifiche.
Le incognite Bce e Fmi - L'Eurozona in difficoltà guarda sempre al Fondo monetario internazionale, tanto che domani anche la sua guida, Christine Lagarde, sarà al vertice. Si discuterà di come coinvolgere il Fondo, che potrebbe fare da ponte tra Bce ed Eurozona per aggirare il divieto della Banca centrale di prestare direttamente fondi agli Stati. Quanto alla Bce, il suo ruolo è legato in parte all'ipotesi dell'unione di bilancio; in tal caso avrebbe mano più libera per intervenire su titoli di Stato e non solo.