MILANO - Crisi, banche e costo del denaro. Mario Draghi a tutto campo. Il presidente della Banca centrale europea, parlando a Berlino nel corso di una conferenza, ha gettato acqua sul fuoco approvando le decisione "molto importante" prese nell'ultimo Eurosummit, difendendo il taglio dei tassi "attenuato dalle condizioni del mercato" e invitando le banche potenziarsi "raccogliendo nuovo capitale anziché vendendo asset o riducendo il reddito a privati e aziende". E a chi dubita sulla tenuta dell'Unione europea il banchiere risponde: "La Grecia rimarrà un caso unico".
La banche. Sul comparto del credito Draghi è duro invitando le banche ad adeguarsi ai nuovi standard "raccogliendo nuovo capitale anzichè vendendo asset o riducendo il credito a privati e aziende". Per esempio, ha proseguito il presidente della Bce "le banche farebbero bene a considerare l'opzione di ridurre dividendi e compensi" per migliorare la propria situazione: "Noi abbiamo fatto molto per aiutare le banche a rifinanziarsi", in particolare "con i prestiti a 3 anni". Secono il banchiere, infatti, molte delle turbolenze sono provocate dalla corsa degli istituti bancari a ridurre le proprie esposizioni, senza dimenticare che il ricorso allo sportello depositi della Bce è sugli stessi livelli di quando collassò Lehman Brothers. Per Draghi, però, non vi è più uno stigma nell'utilizzare lo sportello per ricevere crediti in dollari e la decisione di abbassare i requisiti di riserva ha liberato fino a 100 miliardi di euro in liquidità. Al momento tuttavia il rischio di una crisi sistemica "sta seriamente ostacolando l'economia".
I tassi. La politica accomodante della Bce continuerà. Draghi non lo dice apertamente, ma spiega che le attuali condizioni del mercato stanno attenuando l'impatto dei due tagli al costo del denaro varati dalla Bce. Secondo Draghi, le misure straordinarie varate nel corso dell'ultimo consiglio direttivo dell'Eurotower dovrebbero essere percepite in maniera più "tangibile". Il presidente della Bce esclude però il ricorso al quantitative easing (creazione di moneta e immissione di liquidità nel sistema) chiesto ai mercati sulla scia di quanto fatto dalla Federal Reserve e dalla Banca d'Inghilterra: "Non penso che porti a performance stellari dell'economia e non vedo indicazioni che questa politica stia producendo grandi risultati per gli Stati Uniti o l'Inghilterra".
La crisi. La Bce sta facendo la sua parte, ma l'uscita dalla crisi arriverà solo con l'impulso dei governi che "devono annunciare immediatamente passi chiari nel cammino verso il consolidamento fiscale" anche perchè "gli acquisti di eurobond non sono nè eterni nè infiniti". Se tutti gli stati consolideranno i loro bilanci, ha sottolineato Draghi, allora la contrazione sarà di breve durata: "Credo che siano sulla strada giusta". La crisi, però, passerà e l'euro sopravviverà perché la Grecia rimarrà "un caso unico", a patto che il fondo salva-stati (Efsf) sia pienamente finanziato il prima possibile: "La crisi non è ancora finita, ma siamo a un punto di svolta".
La banche. Sul comparto del credito Draghi è duro invitando le banche ad adeguarsi ai nuovi standard "raccogliendo nuovo capitale anzichè vendendo asset o riducendo il credito a privati e aziende". Per esempio, ha proseguito il presidente della Bce "le banche farebbero bene a considerare l'opzione di ridurre dividendi e compensi" per migliorare la propria situazione: "Noi abbiamo fatto molto per aiutare le banche a rifinanziarsi", in particolare "con i prestiti a 3 anni". Secono il banchiere, infatti, molte delle turbolenze sono provocate dalla corsa degli istituti bancari a ridurre le proprie esposizioni, senza dimenticare che il ricorso allo sportello depositi della Bce è sugli stessi livelli di quando collassò Lehman Brothers. Per Draghi, però, non vi è più uno stigma nell'utilizzare lo sportello per ricevere crediti in dollari e la decisione di abbassare i requisiti di riserva ha liberato fino a 100 miliardi di euro in liquidità. Al momento tuttavia il rischio di una crisi sistemica "sta seriamente ostacolando l'economia".
I tassi. La politica accomodante della Bce continuerà. Draghi non lo dice apertamente, ma spiega che le attuali condizioni del mercato stanno attenuando l'impatto dei due tagli al costo del denaro varati dalla Bce. Secondo Draghi, le misure straordinarie varate nel corso dell'ultimo consiglio direttivo dell'Eurotower dovrebbero essere percepite in maniera più "tangibile". Il presidente della Bce esclude però il ricorso al quantitative easing (creazione di moneta e immissione di liquidità nel sistema) chiesto ai mercati sulla scia di quanto fatto dalla Federal Reserve e dalla Banca d'Inghilterra: "Non penso che porti a performance stellari dell'economia e non vedo indicazioni che questa politica stia producendo grandi risultati per gli Stati Uniti o l'Inghilterra".
La crisi. La Bce sta facendo la sua parte, ma l'uscita dalla crisi arriverà solo con l'impulso dei governi che "devono annunciare immediatamente passi chiari nel cammino verso il consolidamento fiscale" anche perchè "gli acquisti di eurobond non sono nè eterni nè infiniti". Se tutti gli stati consolideranno i loro bilanci, ha sottolineato Draghi, allora la contrazione sarà di breve durata: "Credo che siano sulla strada giusta". La crisi, però, passerà e l'euro sopravviverà perché la Grecia rimarrà "un caso unico", a patto che il fondo salva-stati (Efsf) sia pienamente finanziato il prima possibile: "La crisi non è ancora finita, ma siamo a un punto di svolta".