Economia

EUROPA E LAVORO

Barroso: "Mercato del lavoro da riformare"
Draghi: "Troppa flessibilità crea incertezza"

Il presidente della Commissione Ue annuncia raccomandazioni agli Stati membri per un cambio delle regole che favorisca l'inserimento dei giovani. Implicito sostegno all'azione del ministro Fornero, attaccata dai sindacati sull'articolo 18. Ieri il presidente della Bce aveva avvertito sui rischi del modello americano

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BRUXELLES - Da Bruxelles arriva un significativo e implicito sostegno al governo di Mario Monti e, in particolare, al ministro Fornero, attaccato dai sindacati per aver individuato nell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori un ostacolo da rimuovere nella riforma del lavoro per favorire l'occupazione giovanile. Senza entrare nel merito del dibattito italiano, il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso spinge per un cambio delle regole a livello comunitario con una iniziativa che ha lo stesso obiettivo posto da Fornero. "Bisogna riformare il mercato del lavoro per agevolare l'ingresso dei giovani" dichiara Barroso a Bruxelles, presentando alla stampa la nuova iniziativa per combattere la disoccupazione giovanile.

La crisi "ha colpito duramente tutti i cittadini europei, ma soprattutto i giovani - spiega il presidente della Commissione -. Un giovane su cinque in Europa non trova lavoro, in alcuni Stati si arriva al 50%". Per questo, la Commissione nella sua ultima riunione del 2011, lancia un'iniziativa per stimolare gli Stati a combattere la disoccupazione giovanile.

Barroso ricorda i 30 miliardi di euro inutilizzati del Fondo sociale europeo, che dovrebbero essere sfruttati "per aiutare gli Stati a creare schemi di sostegno all'occupazione giovanile". Il Commissario Laszlo Andor focalizza la situazione del "Sud dell'Italia, dove il problema della disoccupazione giovanile è particolarmente sentito, occorre creare maggiori opportunità e utilizzare i fondi in maniera più efficace".

"Le misure sono urgenti - riprende Barroso - e devono essere concordate con le parti sociali per contribuire agli obiettivi di crescita. Il prossimo Consiglio europeo di fine gennaio sarà concentrato proprio su questi temi". "Bisogna affrontare problemi sistemici, a partire da quello dell'abbandono scolastico, e agevolare l'accesso dei giovani al mondo del lavoro" conclude Barroso, anticipando che "nel 2012 la Commissione varerà su questo raccomandazioni specifiche per gli Stati membri".

Premesso che le raccomandazioni della Commissione Ue hanno alto valore politico ma non vincolano gli Stati membri, senza un eccessivo sforzo di immaginazione, la parola chiave dovrebbe essere, ancora una volta, "flessibilità". Anche di questo ha parlato ieri il presidente della Bce Mario Draghi, in un ampio intervento davanti alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. In particolare, invitando a riflettere sulle dinamiche del mercato del lavoro americano. Dove, secondo Draghi, "il mercato del lavoro è anche troppo flessibile", e "la flessibilità crea incertezza".

Il governatore della Banca centrale europea ha richiamato l'attenzione dell'Europa su un altro passaggio particolarmente sentito in Italia dopo la manovra varata dall'esecutivo di Monti: gli interventi contro gli squilibri in tema di pensioni. "Penso - ha detto Draghi - che bisogna fare di più sul ribilanciamento degli squilibri inter generazionali" nei sistemi pensionistici dei paesi europei.

Altro tema del discorso di Draghi con chiari riferimenti alla situazione italiana, la riflessione sui rischi di recessione conseguenti una manovra fatta di sole tasse. Draghi non ha avallato un rapporto necessariamente negativo di causa ed effetto tra austerità di bilancio e crescita economica, "perché se da un lato queste misure possono tendere a deprimere la crescita dall'altro rilanciando la fiducia possono anche favorire un rafforzamento dell'attività". Tuttavia, ha aggiunto, se nelle manovre di bilancio "si alzano le tasse e basta, non solo rischi di avere un effetto di contrazione sul lungo termine, ma rischi anche di avere recessione nel medio termine". Precedentemente, in più occasioni, la Bce aveva ripetuto che le manovre di risanamento dei conti pubblici devono concentrarsi preferibilmente e prevalentemente sulle riduzioni della spesa pubblica.