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L'asta Btp delude, spread a 516 punti
Borse Ue e Piazza Affari recuperano sul finale

Collocati dal Tesoro 7 miliardi di euro in titoli di Stato con scadenze fra i tre e i dieci anni: tasso al 6,98%, gli investitori speravano in un un crollo dei rendimenti. Milano guadagna lo 0,76%, bene tutte le altre Borse Ue

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MILANO - Cala il rendimento dei Btp in asta, ma la tensione resta alta. Il tasso dei titoli di Stato a 10 anni in asta oggi è calato al 6,98%, ma a novembre era stato registrato il record storico dall'introduzione dell'euro con un rendimento del 7,56%. Insomma, quello di oggi, è il primo segnale di un'inversione di tendenza, ma non entusiasma i mercati. Troppo vicina la soglia del 7% e così non si ferma la corsa del differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e tedeschi: lo spread è salito a 516 punti base. Tradotto: l'Italia per finanziare il proprio debito deve pagare il 5,16% in più di Berlino e così il tasso dei titoli di Stato sul mercato secondario si muove poco sotto il 7%.

A fronte di un obiettivo massimo di 8,5 miliardi, il Tesoro è riuscito a collocare 7 miliardi di euro. Il calo più significativo è stato registrato sulla scadenze a tre anni: il tasso è sceso dal 7,89% al 5,62%. Di certo, però, non si è ripetuto il boom di ieri, quando il rendimento dei Bot semestrali a un anno si è dimezzato rispetto a novembre: dal 6,5% al 3,2%. Nel dettaglio il Tesoro ha collocato 2,5 miliardi con scadenza al 15 novembre 2014 (tra 2 e 3 miliardi l'offerta), 1,1 miliardi al primo settembre 2021 (2 miliardi l'offerta), 2,5 miliardi al primo marzo 2022 (assegnata l'intera offerta) e 803 milioni del Ccteu con scadenza 15 aprile 2018, tasso variabile, rendimento al 7,42%.

I mercati si riprendono sul finale, grazie al buon andamento di Wall Street che procede in rialzo, sostenuta da alcuni dati macro Usa. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito a quota 14.908,53 punti in progresso dello 0,76%, con Azimut (+2,4%) e Tod's (+1,2%) in deciso rialzo. Tra le Borse europee, la migliore è stata Parigi, dove il Cac 40 guadagna l'1,84% a 3.127,56 punti. A Londra il Ftse 100 avanza dello 1,08% a 5.566,77 punti. Bene anche Francoforte con il Dax che sale dell'1,34% a 5.848,78 punti e Madrid +1,55% a 8.487,9 punti.

La Bce, intanto, ha comunicato che la crescita della massa monetaria m3 nell'Eurozona a novembre è rallentata al 2% dal +2,6% di ottobre, a fronte di stime che puntavano su un +2,5%. La media dei tre mesi a novembre è scesa al 2,5% dal 2,8% del periodo agosto-ottobre (mentre gli analisti aspettavano una limatura al 2,7%). La concessione dei prestiti ai privati ha accusato una frenata all'1,7% dopo il +2,7% di ottobre. La m1 è accelerata a +2,1% da +1,7%.

Oltreoceano, invece, le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione settimanali negli Usa, sono cresciute di 15mila unità a 381mila contro un'attesa di 375mila e le 364mila dell'ultima settimana. Segnali positivo arrivano, invece, dall'Ism Chicago (l'indice che misura la fiducia dei direttori acquisti delle principali aziende del Paese) a quota 62,5 punti in novembre, contro un'attesa di 61 punti: un dato sopra quota 50 indica una fase economica in espansione. A Wall Street, il Dow Jones ha chiuso in crescita dell'1,1%, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,92%.

Il miglioramento del quadro macroeconomico americano ha rilancaito il dollaro. L'euro è sceso contro il dollaro a 1,293 ed è crollato al minimo degli ultimi dieci anni contro yen. Il petrolio è invariato a 99,5 dollari al barile, mentre prosegue la discesa dell'oro a 1.548 dollari l'oncia.