BRUXELLES - "L'Europa non ha motivo di avere paura d'Italia. Abbiamo una merce molto rara in Europa, un consenso di base dell'opinione pubblica a favore dell'integrazione europea". Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, parla del delicato passaggio dell'economia del vecchio continente, e dell'Italia. "Sono stato commissario europeo per dieci anni. Il presidente della Repubblica è un convinto europeo. Abbiamo messo l'Europa al centro delle nostre preoccupazioni - aggiunge Monti - concentrando i nostri sforzi sui vincoli europei che Silvio Berlusconi si è trovato obbligato ad accettare in una situazione di emergenza, compreso il ritorno a un bilancio in pareggio nel 2013, che abbiamo tradotto in azione. Quindi nessuna paura. Gli italiani hanno accettato con flemma britannica le pesanti misure loro imposte. Hanno dimostrato un ammirevole senso di responsabilità. Hanno capito che i vincoli europei sono imposti per le generazioni future. Tutti gli analisti - conclude Monti - concordano sul fatto che l'Italia ha fatto il suo dovere".
E mercoledì prossimo il presidente del Consiglio italiano incontrerà la cancelliera tedesca Angela Merkel incontrerà a Berlino mercoledì prossimo il premier italiano Mario Monti, come ha annunciato il portavoce del governo tedesco George Streiter a Berlino. Ce ha aggiunto: "I colloqui saranno su temi bilaterali internazionali, sulla situazione nell'Eurozona e sugli sviluppi della situazione economica in Europa". Si tratta della prima visita diplomatica del premier italiano nella capitale tedesca, dove Monti vedrà Merkel per un pranzo di lavoro. L'incontro con Monti avverrà due giorni dopo la visita del presidente francese Sarkozy a Berlino. Il premier italiano si recherà inoltre a Londra per vedere il primo ministro britannico David Cameron il 18 gennaio.
Ancora Monti a Le Figaro: "L'armonia tra la Francia e la Germania è una condizione assolutamente necessaria per il corretto funzionamento e lo sviluppo dell'Europa. Ma non è sufficiente. Due su 27 paesi, siano essi i due più grandi, non possono decidere per tutti gli altri". Così il presidente del Consiglio, Mario Monti, in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro. "Sono a favore dell'approccio comunitario, non semplicemente ideale, perchè si evita l'eccesso del metodo intergovernativo che abbiamo vissuto nel 2003 durante la discussione del patto di stabilità. Sono molto sensibile al fatto che Sarkozy e Merkel sono stati aperti verso l'Italia. Farò tutto per il contributo dell'Italia - conclude Monti -, ma sempre cercando di rendere al minimo la geometria variabile nel processo comunitario".
L'allarme sull'economia continentalo è arrivato dal Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo e premier del Lussemburgo: "L'Europa è sull'orlo della recessione". Per Juncker, l'Europa deve agire in modo adeguato al rallentamento economico. Parlando alla radio tedesca Ndr, Juncker ha dichiarato che la zona dell'euro è sull'orlo di una recessione la cui ampiezza potenziale resta sconosciuta. "Deve essere ancora determinata", ha detto. Nella stessa intervista, il presidente dell'Eurogruppo ha escluso che la Grecia possa uscire dall'euro. La Grecia "non sta contemplando il ritorno alla Dracma", ha affermato Juncker, secondo il quale il ritorno alla moneta greca "non è un'opzione".
A conferma delle parole di Juncker ci sono le stime del centro studi Markit economics relative alle aziende europee. Le imprese dell'area euro, infatti, sono rimaste coinvolte da un quadro chiaramente recessivo lo scorso dicembre, anche se lievemente meno acuto di quanto inzialmente stimato, secondo i dati definitivi dell'indagine condotta presso i responsabili degli approvvigionamenti.
Il Purchasing managers index, o pmi si è attestato a 48,3 punti, in leggera risalita dai 47 punti del mese precedente e al di sopra dei 47,9 punti indicati nella stima preliminare. I dati, riferiti dal centro studi Markit economics, si sono rivelati lievemente superiori anche alle attese medie degli analisti, ma anche così restano orientati alla contrazione dato che in questa indagine, come in altre analoghe, i 50 punti rappresentano la soglia di demarcazione tra espansione e calo dell'attività delle imprese.
L'area euro sembra mostrare una dinamica più debole da quelle evidenziate dalle indagini sulle imprese di Usa e Cina. Secondo Markit le contrazioni in Spagna e Italia hanno annullato i segnali di ripresa della Germania. "La ripresa del Pmi di dicembre serve poco a placare le preoccupazioni circa il ritorno di una recessione. Nonostante il segnale positivo, il quarto trimestre ha registrato la contrazione più netta dalla primavera del 2009 - osserva il capo economista di Markit, Chris Williamson in un comunicato - e gli indicatori per il futuro suggeriscono come un'altra contrazione è prevedibile per il primo trimestre del 2012".
Williamson rimarca come "ovviamente la debolezza si concentra in Italia e Spagna", dove si profila "il ritorno di una recessione a causa delle nuove manovre finanziarie che andranno ad indebolire ulteriormente le esportazioni".