Economia

politica monetaria

Draghi: "Ancora rischi per la crescita Ue"
Inflazione sopra il 2% per tutto il 2012

Il presidente della Banca centrale europea spiega la decisione di lasciare invariato il costo del denaro: "Impossibile valutare l'andamento dell'economia europea. Siamo sempre pronti ad agire"

2 minuti di lettura
MILANO - Tassi d'interesse fermi all'1% e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, mette in guardia i mercati dai rischi della crescita, allontanando - per il momento - i timori legati alla spinta inflazionistica: "La crescita dei prezzi rimarrà sopra il 2% per diversi mesi salvo poi tornare sotto target entro fine anno". La vera preoccupazione di Francoforte è quindi legata al "moderato" ritmo di crescita dell'Eurozona e ai rischi per l'evoluzione delle crisi del debito sovrano: "L'outlook rimane incerto ed esposto a rischi". Proprio per questo Draghi chiede all'Unione europea che il Fiscal Compact sia chiaro e non ambiguo su target e regole, augurandosi che la trattativa si conclude entro fine mese.
A preoccupare Francoforte è anche la situazione in Ungheria dove il governo di Vitkor Orban ha varato una legge che limita l'indipendenza della Banca centrale ungherese: "Siamo preoccupati. Questa norma non è in sintonia con lo spirito dei trattati europei per quanto riguarda l'indipendenza delle banche centrali. Per questo seguiamo con attenzione gli svluppi".

E, anche per questo, la Bce difende con ancora più forza la propria indipendenza sulle decisione in materia di politica monetaria: "Sui tassi come sempre posso solo dire che non ci impegniamo mai prima ma che rimaniamo sempre pronti ad agire" ha sottolineato il governatore rivendicando l'ampio "uso della recente asta a tre anni che dimostra l'importanza dello strumento utilizzato. L'andamento delle aste Bot è la dimostrazione che i finanziamenti dell'Eurotower circolano nell'economia: la prossima asta a tre anni sarà pronta per il 29 febbraio. Ma è urgente che venga messo in opera il fondo SalvaStati".

Per il governatore è "quasi impossibile dare un giudizio sull'andamento medio dell'economia europea. Ci sono alcuni Paesi che sembrano destinati a entrare in recessione e altri che invece appaiono in grado di superare l'attuale crisi senza contrazione economica. E' un momento di grande incertezza e siamo tutti chiamati alla massima sorveglianza rimanendo pronti ad adottare tutte le misure necessarie". Draghi ha quindi voluto sottolineare come i mercati apprezzino quanto fatto dall'Italia ricordando che "alcuni Paesi stanno compiendo progressi davvero notevoli nei programmi di consolidamento fiscale e i mercati dovrebbero appezzare questi progressi".

Draghi ha si è quindi augurato che "i programmi di ricapitalizzazione delle banche non risultino in sviluppi a detrimento delle attività economiche". Anche se per il momento, in riguardo alle attività di credito delle banche, il numero uno della Bce ha indicato che i dati in possesso di Francoforte a fine novembre non indicano una significativa contrazione delle attività di prestito a famiglie e imprese.

Infine il governatore sottolinea come l'esercizio condotto dall'Eba fosse giusto in principio, ma è stato deciso in momenti diversi da quelli attuali e sulla base di condizioni che non si sono verificate e quindi si è "rivelato prociclico", cioè ha accentuato l'attuale momento di tensioni anzichè attenuarle. "Quando l'Eba ha deciso di farlo - ha detto Draghi - si dava per scontato che il capitale pubblico sarebbe stato già presente e invece questo non è successo e ci si aspettava che l'Efsf sarebbe stato pienamente operativo, il che avrebbe avuto un effetto positivo sul mercato dei bond sovrani e invece non era ancora attivo. Quindi i bisogni di capitale che sono stati trovati per le singole banche sono stati individuati sulla base di prezzi dei bond sovrani che sono in un momento di grande stress. Quindi l'esercizio dell'Eba, pur giusto, si è rivelato prociclico e credo che in futuro verrà ripetuto sulla base di premesse diverse".

"Riguardo all'ungheria siamo davvero molto preoccupati". Lo ha detto il governatore della bce mario draghi in risposta a una domanda sulla nuova legge varata dal governo di budapest che limita l'indipendenza della banca centrale ungherese.
"Questa legge - ha detto - non è in sintonia con lo spirito dei trattati europei per quanto riguarda l'indipendenza delle banche centrali. Per questo seguiamo con attenzione gli svluppi a riguardo".