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Liberalizzazioni e articolo 18
Il governo Monti nel mirino

Sindacati contro la modifica dell'articolo sui licenziamenti.. Fassina (Pd): "Tenere fuori le norme sul lavoro". Confcommercio: "Monti ci ascolti". Critiche anche dai petrolieri: "Sono espropri". Berlusconi: "Vanno fatte ma solo quelle utili". Bossi: "Sono troppo forzate"
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ROMA -Scatena polemiche la bozza sulle liberalizzazioni che il governo ha intenzione di varare. A partire dalla Cgil che, su Twitter, alza la voce: "Noi vogliamo un confronto serio e il testo delle liberalizzazioni non è serio. Pare che qualcuno non voglia ci sia confronto tra governo e sindacati. Monti smentisce la bozza del decreto sulle liberalizzazioni. Prendiamo atto: il premier è uomo d'onore. Ma gli scherzi di Carnevale non aiutano". "Eppure - aggiunge la Cgil - la bozza del decreto sulle liberalizzazioni non è una trovata giornalistica. Da quale cassetto esce? Appunti del governo precedente?".  Rincara il segretario della Cisl Raffele Bonanni: "E' davvero singolare ritrovare il tema dell'articolo 18 in una bozza di provvedimento sulle liberalizzazioni che non è stata oggetto di confronto con le parti sociali". Per il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, "le liberalizzazioni sono un elemento import…
ROMA -Scatena polemiche la bozza sulle liberalizzazioni che il governo ha intenzione di varare. A partire dalla Cgil che, su Twitter, alza la voce: "Noi vogliamo un confronto serio e il testo delle liberalizzazioni non è serio. Pare che qualcuno non voglia ci sia confronto tra governo e sindacati. Monti smentisce la bozza del decreto sulle liberalizzazioni. Prendiamo atto: il premier è uomo d'onore. Ma gli scherzi di Carnevale non aiutano". "Eppure - aggiunge la Cgil - la bozza del decreto sulle liberalizzazioni non è una trovata giornalistica. Da quale cassetto esce? Appunti del governo precedente?".  Rincara il segretario della Cisl Raffele Bonanni: "E' davvero singolare ritrovare il tema dell'articolo 18 in una bozza di provvedimento sulle liberalizzazioni che non è stata oggetto di confronto con le parti sociali". Per il segretario generale dell'Ugl, Giovanni Centrella, "le liberalizzazioni sono un elemento importante per la crescita del Paese ma vanno fatte dove davvero servono. Non si genera crescita liberalizzando farmacie o taxi. In quest'ultimo caso, ad esempio, a parte le grandi città non ci sono grandi servizi di taxi, quindi non si avrebbe nuova crescita. Occupiamoci invece di energia, gas, trasporti affinché i costi per i cittadini siano minori".

IL DECRETO


Taxi. Un blocco totale del servizio dei taxi "non potrebbe essere considerato legittimo". Lo afferma l'Autorità di garanzia sugli scioperi precisando che, nel caso "ha l'obbligo di intervenire con i poteri che la legge le attribuisce". Nel frattempo il fronte dei tassisti si spacca. "Andremo a Roma, il prossimo lunedì 16 gennaio" dicono gli autisti che stanno occupando Piazza del Plebiscito a Napoli. Mentre uno dei leader storici capitolini, Loreno Bittarelli, dice no al blocco delle città. Confidando di poter far capire al governo "che liberalizzare le auto bianche sarebbe un errore".

Berlusconi. Sì soltanto alle liberalizzazioni che servono a "sviluppare l'economia", "no a quelle inutili". E' quanto ha spiegato Silvio Berlusconi. L'ex premier, riferendosi in particolare ad alcune categorie come quelle dei farmacisti, ha spiegato: "così rischiano di chiudere".

Bossi. Per il Senatur le liberalizzazioni a cui il governo sta lavorando "sono troppo forzate", specie "quelle che riguardano i taxisti". "Dopo che uno ha lavorato una vita, non è che arriva un altro e impone... Per tanti taxisti che hanno lavorato una vita sottopagati per comprarsi la licenza quello è tutto. Adesso invece è arrivato Monti... Ma lui il suo stipendio non se l'è mica diminuito, l'ha fatto con quello degli altri". Insomma, per il senatur, monti "ha fatto un errore tirando addosso a una categoria importante, perchè se si fermano i taxisti paralizzano le città. Mi sembra che non ci sia stata cautela da parte del governo".

Pd. "L'articolo 18 e le norme sul lavoro vanno tenute fuori dal pacchetto sulle liberalizzazioni"  dice il responsabile economico del Pd, Stefano Fassina. Più cauto il segretario democratico Pier Luigi Bersani: "Io non ragiono sulle bozze, voglio vedere gli atti del governo e poi come sempre dirò con chiarezza cosa mi piace e cosa no. La proposta del Pd è chiara, le discussioni sulle bozze creano solo agitazione".

Draghi.
"Le riforme strutturali sono cruciali per rilanciare la crescita e creare occupazione" sottolinea il presidente della Bce, Mario Draghi, commentando le liberalizzazioni che il governo italiano sta cercando di far passare.

Cooperative. L'alleanza delle cooperative italiane (Confcooperative, Legacoop e Agci) è favorevole a un processo di liberalizzazioni ma chiede azioni "vere" e "non d'immagine". In occasione di una conferenza stampa, il portavoce dell'alleanza, Luigi Marino, ha spiegato: "Non bisogna dare l'attenzione ai pesci piccoli, come i tassisti", ma affrontare un "processo di liberalizzazioni che offra a cittadini e imprese servizi più efficienti e a costi più contenuti". Su "energia, trasporti, rifiuti, utilities, negli anni abbiamo assistito al tramonto di monopoli pubblici sostituiti da oligopoli semiprivati, come le municipalizzate che hanno determinato, nella maggior parte dei casi un aumento delle tariffe e non sempre un miglioramento dei servizi. Rilanciamo il modello della cooperazione di utenza tanto sviluppata in altri Paesi", ha sottolineato l'alleanza.

Commercianti. 
"Dopo la scelta sbagliata e senza confronto in materia di deregolamentazione del commercio, si registra, ormai quotidianamente, l'accavallarsi di notizie di stampa su ulteriori interventi di liberalizzazione che avrebbero ad oggetto il settore del commercio da cui emerge la possibilità di madornali errori, a partire dall'asserita totale deregolamentazione delle vendite straordinarie". E' quanto si legge in una nota di Confcommercio-Imprese per l'Italia. E anche la Confesercenti si dice pronta a valutare "forti iniziative di protesta e mobilitazione" contro la deregulation dei saldi.

Consumatori.
Il Codacons invece approva totalmente la liberalizzazione dei saldi contenuta nella bozza del decreto legge sulla concorrenza. "Si tratta di una misura che il Codacons chiede da vent'anni - spiega il presidente Carlo Rienzi - Non ha più alcun senso limitare gli sconti obbligando i negozianti ad applicarli solo in alcuni giorni dell'anno e solo a determinate condizioni, e la conferma di ciò arriva dall'andamento negativo dei saldi stagionali registrato negli ultimi cinque anni". 

Petrolieri. Le misure del governo trovano l'industria petrolifera totalmente contraria. Lo afferma una nota dell'Up in cui si evidenzia che "se tali ipotesi dovessero infatti trovare seguito in atti normativi, esse si configurerebbero come un vero e proprio esproprio a danno delle aziende con effetti dirompenti sul sistema petrolifero italiano già colpito dalla crisi della raffinazione, minando alla base la capacità di garantire l'approvvigionamento energetico del paese.