Economia

IL DISCORSO

Draghi: "Situazione gravissima"
S&P declassa il fondo Salva-Stati

Il presidente della Bce parla di incertezze sul debito sovrano e sulla prospettive di crescita. E chiede di accelerare sulle misure anti-crisi. Ma intanto l'Efsf subisce un taglio del rating. E il governatore avverte: "A questo punto servono più contributi dai Paesi con tripla A"

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BERLINO - La situazione dell'eurozona e dell'Europa intera è molto grave, è ben peggiorata in pochi mesi, guai a chiudere gli occhi: ora tocca dare la priorità alle politiche per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Il durissimo grido d'allarme l'ha lanciato Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea (Bce) parlando a un'audizione del Parlamento europeo. E contemporaneamente, Standard&Poor - l'agenzia di rating che la settimana scorsa aveva deciso il downgrading di Italia, Francia, Austria, e altre economie chiave dell'eurozona - ha declassato il fondo salvastati europeo Efsf, abbassando la sua classifica da AAA ad A+. L'Efsf in caso di declassamento, ha sempre detto Draghi, potrà prestare o dare garanzie per la stessa quantità di denaro e allo stesso interesse solo se gli Stati dell'eurozona che ancora hanno il massimo rating, cioè appunto AAA, gli forniranno più risorse. Altrimenti dovrà rincarare i suoi tassi o prestare meno.

L'allarme di Draghi è il più serio che un presidente della Bce abbia mai lanciato da quando l'euro e quindi con esso l'istituto esistono. La situazione è molto grave, non possiamo chiudere gli occhi, ha detto "SuperMario" agli eurodeputati. Si è molto aggravata persino da quando in ottobre il mio predecessore, Jean-Claude Trichet, parlandovi aveva definito la situazione 'crisi sistemica'. Perché la crisi del debito sovrano e le incertezze sulla crescita hanno creato gravi distorsioni nell'economia reale. E'inevitabile, ha sottolineato Draghi, che le pur necessarie e lodevoli manovre di tagli e riforme per consolidare i pubblici bilanci portino a breve termine a tendenze di recessione. Per cui a questo punto la priorità deve essere data a politiche di rilancio della crescita e dell'occupazione. Risanamento e rilancio di crescita e lavoro devono andare insieme, ha ammonito.

Infine ma non ultimo, Draghi ha attaccato il declassamento dei paesi dell'Eurozona (esclusi Germania, Olanda e pochi altri) affermando che bisogna imparare a vivere quasi facendo a meno delle agenzie di rating. Loro hanno un monopolio, sarebbe bene avere più concorrenza nel settore, e nel frattempo, egli ha affermato in sostanza, sarebbe bene imparare a tenere meno conto dei loro giudizi, a prenderli come valutazioni tra tante altre. Con il suo discorso all'Europarlamento, Draghi ha apertamente contestato la linea dura tedesca del rigore come priorità a tutti i costi  -  Berlino chiede appunto prima i tagli ai debiti sovrani e poi misure di crescita, e dice di no a ogni richiesta di più pagamenti degli Stati all'Efsf, pagamenti che sarebbero in massima parte tedeschi visto il peso della prima economia europea-  a pochi giorni dal vertice dei capi di Stato e di governo dell'Unione europea e proprio mentre veniva rinviato da venerdì prossimo a febbraio il summit a Roma tra Angela Merkel, Mario Monti e Nicolas Sarkozy.