ROMA - Sono partiti verso Roma a centinaia, e al Circo Massimo sono diventati migliaia. I tassisti di Napoli arrivano nella Capitale per manifestare in coincidenza con l'incontro con il governo. Le auto bianche, parcheggiate per cinque giorni e cinque notti in piazza Plebiscito hanno lasciato ieri sera Napoli per dirigersi a Roma. Ai tassisti partenopei si sono aggiunti colleghi della Capitale. Ma l'incontro col governo si è tradotto in un nulla di fatto, secondo i tassisti per la mancanza di volontà dell'esecutivo a trattare. Il governo avrebbe presentato un testo modificato in leggerissima parte rispetto all'originale, che i conducenti delle auto pubbliche respingono in toto. L'incontro è aggiornato a domani.
IMMAGINI: TASSISTI AL CIRCO MASSIMO
VIDEO: CORTEO VERSO PALAZZO CHIGI
Fumata nera. Nessun risultato per il vertice tra i tassisti e il governo a palazzo Chigi, almeno per oggi. L'incontro è aggiornato a domani. "Abbiamo visto il testo del decreto sulle liberalizzazioni per la parte che riguarda i taxi e lo respingiamo in toto. La trattativa è aggiornata a domani". Così un rappresentante della delegazione delle 23 sigle delle auto pubbliche. Il testo presentato dal governo rende più vincolante il giudizio dei sindaci, demandando ai questi la scelta di incrementare il numero delle licenze complessive e anche rispetto al singolo tassista. I tassisti si riuniranno domattina in un gruppo di lavoro per valutare eventuali modifiche. La Cisl considera la proposta del governo "un passo avanti", la Cgil parla invece di esecutivo fermo sulle sue posizioni e sulla necessità di consultare i lavoratori sulle prossime iniziative. E ancora in serata, forti esplosioni di petardi in via del Corso: Dopo che i delegati sindacali sono usciti da palazzo Chigi, è scoppiato ulteriore caos tra i tassisti, qualcuno ha urlato "Mettiamo a ferro e fuoco questa citta".
"Pronti allo sciopero a oltranza".
"Se liberalizzano, sciopero ad oltranza". Queste alcune delle voci che si rincorrono tra i tassisti, provenienti da tutta Italia in presidio al Circo Massimo contro i progetti del governo.
"Stiamo aspettando il verdetto di Monti" , dice un tassista romano, "se liberalizzano non so che faremo, probabilmente sciopero ed assemblea ad oltranza". "Vogliamo che questa liberalizzazione sia archiviata per sempre", aggiunge Eugenio, un delegato della Uil arrivato da Bari. "Noi guadagniamo millecinquecento euro netti al mese, non siamo una casta. Se liberalizzano sarà sciopero ad oltranza".
Un altro tassista romano gli fa eco: "Noi non c'entriamo niente con i notai ed i farmacisti, guadagniamo un decimo di quello che guadagnano loro. Che faremo a Roma se liberalizzano? Non lo so, decideranno i sindacati insieme alla base. Ma dobbiamo essere uniti in tutta Italia". Tra i manifestanti sono tanti i tassisti napoletani. Secondo quanto riferiscono, il guadagno netto di un tassista nel capoluogo campano "è inferiore a mille euro". "Se liberalizzano, altro che sciopero ad oltranza", dice uno di loro, "io mi uccido proprio. Pensa che finirò di pagare il mutuo per la licenza tra dieci anni".
Calci e pugni a via del Corso, Monti "comunista". Momenti di tensione tra tassisti a via del Corso, in cui sono volati calci e pugni. Il confronto tra la categoria in strada a Roma si è incendiato e dalle parole si è passati anche ai fatti. In via del Corso si è verificata una rissa tra un gruppo di manifestanti, mentre tutti gli altri a centinaia, continuano a intonare cori verso Palazzo Chigi: "Blocchiamo tutta l'Italia". La manifestazione non accenna a diminuire di intensità: il premier Mario Monti è il principale bersaglio polemico delle auto bianche. "Mari e monti vieni in taxi con noi e poi ci racconti", recita un cartello senza troppa fantasia. Lo striscione principale ribadisce la linea maginot della trattativa, nell'ottica dei lavoratori: "un taxi, un conducente, una licenza", è scritto.
Non manca la critica ideologica, più o meno calzante. "Non ci faremo espropriare dall'ultimo governo comunista della storia", si legge ad esempio su un cartello. I tassisti hanno anche acceso alcuni fumogeni davanti palazzo Chigi e esploso petardi, cantando in coro "Ve bloccamo tutta Roma" e "La licenza non si tocca".
La giornata di protesta. E' prevalsa quindi una linea intransigente nei confronti dell'ipotesi di liberalizzare la concessione delle licenze. I tassisti hanno protestato con un presidio a pochi passi da Palazzo Chigi, successivamente smobilitato, anche per via di alcuni episodi di strattonamento e aggressione ai danni di colleghi in servizio e giornalisti. Dopo in sit in davanti alla Galleria Colonna, i conducenti delle auto bianche che manifestano senza slogan nè cartelli, si sono diretti verso il Circo Massimo, facendo prima esplodere due petardi davanti alla Galleria Alberto Sordi. A convincere i manifestanti ad andare via è stato l'intervento del portavoce Ciro Langella: "Ora stiamo esagerando", ha detto rivolto ai tassisti, "Se continuiamo così il governo non ci convoca più".
Petardi, polemiche e risse coi tassisti romani. Le auto bianche si sono quindi concentrate al Circo Massimo, dove ieri si è svolta un'assemblea dei tassisti romani a cui hanno partecipato delegazioni di loro colleghi provenienti da altre città. I tassisti hanno esposto uno striscione con su scritto: "Monti scendi in pianura, la vita è dura". "I tassisti romani ci hanno tradito - dice un tassista napoletano - noi siamo in assemblea permanente da giorni e loro hanno lavorato anche stamattina. Forse nel pomeriggio si aggregheranno". "Quelli in circolazione a Roma sono i taxi di servizio - replica un altro - devono garantire il servizio ed è giusto che sia così. Nel pomeriggio ci appoggeranno, anche perchè siamo tutti sulla stessa barca, anche se a Napoli la nostra è un pò più affondata delle altre".
Noi una lobby? - dice un pò alterato un altro tassista in presidio al Circo Massimo - venissero a lavorare con noi e vedessero quanto guadagniamo ogni giorno, poi vediamo se siamo una lobby". "Alle 6 ci concentriamo tutti a Palazzo Chigi - annunciano - ora siamo un pò sparpagliati per Roma".
Minacce e danni ai taxi in servizio. Taxi in servizio danneggiati dai manifestanti, fischi e insulti all'indirizzo dei colleghi al lavoro.La giornata di protesta dei taxi napoletani a Roma ha generato anche atti di intolleranza contro chi ha scelto di lavorare, sfociata anche con calci e pugni contro le portiere delle auto in servizio. La delegazione di tassisti campana ha lanciato urla e fischi ad ogni passaggio di taxi in servizio. Applausi e apprezzamenti sono stati invece riservati alle 'botticelle', le tipiche 'carrozzelle' romane trainate da cavalli che accompagnano i turisti nei 'tour' della Capitale.
Altre minacce al Circo Massimo, alla stazione Termini, all'Eur e all'aeroporto. Il presidente di Unitaxi, Loreno Bittarelli (video), e il segretario di Ciisa Taxi, Alessandro Atzeni si dissociano dicendo: "Questi spiacevoli episodi che stanno avvenendo in diverse zone della città devono restare isolati".
Ma l'atmosfera al Circo Massimo si è surriscaldata per qualche minuto: mentre un tassista romano stava rilasciando un'intervista, è stato aggredito verbalmente da un gruppetto di tassisti napoletani che gli hanno rinfacciato: "Siamo venuti da Napoli e abbiamo fermato le macchine! Dovevate fermarle pure voi!", facendo seguire degli insulti. Ne è seguito un piccolo litigio verbale tra un gruppo di romani e napoletani. Il tassista romano insultato ha poi spiegato: "Io prima aspetto l'esito dell'incontro con il Governo e poi facciamo tutto quello che dobbiamo fare...Non accetto questi insulti".
Alemanno: "Intervenga la Questura". Sulla questione interviene il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "E' inammissibile che mentre sta per svolgersi l'incontro fra il Governo e i rappresentanti sindacali dei tassisti nascano manifestazioni spontanee non autorizzate di alcuni lavoratori del settore. Chiedo alla questura di intervenire". "Si tratta quasi esclusivamente di operatori provenienti da fuori Roma che stanno bloccando la città e minacciando i colleghi romani".
Il governo. Il premier Mario Monti e l'esecutivo hanno confermato che un decreto ad hoc per la categoria sarà approvato in settimana e hanno convocato i sindacati dei tassisti per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, per illustrare le intenzioni del governo e ascoltare le loro richieste. La convocazione segue la decisione dello sciopero nazionale promosso dai tassisti per il 23 gennaio contro gli interventi di liberalizzazione del settore annunciati dal governo.
Ma sono in agitazione anche altre categorie coinvolte dal decreto legge che l'esecutivo ha intenzione di approvare nel consiglio dei ministri convocato per dopodomani. Farmacisti ed edicolanti hanno già in programma alcuni scioperi nel caso il governo confermi le liberalizzazioni nei due settori. Anche i notai si sono schierati contro l'eventuale aumento delle sedi notarili e la liberalizzazione delle tariffe per gli atti di propria competenza. Le parafarmacie al contrario manifestano al favore del governo, favorevoli al programma di liberalizzazioni.
Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalità sono ancora da decidere, hanno però precisato che "si tratterà di una chiusura prolungata di sette giorni". "La scelta di intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti - hanno sottolineto Figisc e Anisa - non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti".
Agitazioni pure contro i provvedimenti economici dell'esecutivo. Gli avvocati hanno deciso di disertare le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario che si terranno nei distretti di corte d'appello il prossimo 28 gennaio. Lo ha annunciato ieri Guido Alpa, presidente del consiglio nazionale forense. In un documento di questa associazione si legge che le misure prospettate dal governo "sono ispirate a soli criteri economici con una pericolosa indifferenza per i valori giuridici e senza cercare il confronto con l'avvocatura".
Quattro giorni di sciopero per medici di famiglia, guardia medica e 118 per protestare contro la manovra Monti e le ricadute negative che potrebbe avere sulla categoria, in particolare sulla cassa di previdenza Enpam, sono stati decisi consiglio nazionale della federazione italiana medici di famiglia (Fimmg). Il 10 e 13 febbraio si asterranno dal lavoro i medici di famiglia, l'11 e 12 febbraio la guardia medica e il 118. Ha spiegato Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg: "Ci sentiamo costretti ad avviare queste azioni di lotta sindacale in quanto il governo, in sede di approvazione della manovra, non solo ha detto no alle nostre richieste, ma non ci ha dato nessuna garanzia di ascolto".
Parafarmacisti incatenati a Montecitorio. Due parafarmacisti si sono incatenati a Montecitorio, di fronte alla Camera, "per chiedere al Governo - spiegano - di proseguire sulle liberalizzazioni, come aveva iniziato a fare a dicembre, rendendo vendibili anche fuori dalle farmacie i farmaci di fascia C". Altri colleghi farmacisti si sono assiepati vicino ai due "incatenati", e poco dopo la Polizia è intervenuta per far sgombrare il presidio improvvisato, anche alla luce della prevista (e autorizzata) manifestazione dei parafarmacisti che si terrà domani dalle 10 alle 14 sempre a Montecitorio. I due in ogni caso saranno ricevuti questo pomeriggio alle 18 dal ministro della Salute Renato Balduzzi.
IMMAGINI: TASSISTI AL CIRCO MASSIMO
VIDEO: CORTEO VERSO PALAZZO CHIGI
Fumata nera. Nessun risultato per il vertice tra i tassisti e il governo a palazzo Chigi, almeno per oggi. L'incontro è aggiornato a domani. "Abbiamo visto il testo del decreto sulle liberalizzazioni per la parte che riguarda i taxi e lo respingiamo in toto. La trattativa è aggiornata a domani". Così un rappresentante della delegazione delle 23 sigle delle auto pubbliche. Il testo presentato dal governo rende più vincolante il giudizio dei sindaci, demandando ai questi la scelta di incrementare il numero delle licenze complessive e anche rispetto al singolo tassista. I tassisti si riuniranno domattina in un gruppo di lavoro per valutare eventuali modifiche. La Cisl considera la proposta del governo "un passo avanti", la Cgil parla invece di esecutivo fermo sulle sue posizioni e sulla necessità di consultare i lavoratori sulle prossime iniziative. E ancora in serata, forti esplosioni di petardi in via del Corso: Dopo che i delegati sindacali sono usciti da palazzo Chigi, è scoppiato ulteriore caos tra i tassisti, qualcuno ha urlato "Mettiamo a ferro e fuoco questa citta".
"Pronti allo sciopero a oltranza".
"Se liberalizzano, sciopero ad oltranza". Queste alcune delle voci che si rincorrono tra i tassisti, provenienti da tutta Italia in presidio al Circo Massimo contro i progetti del governo."Stiamo aspettando il verdetto di Monti" , dice un tassista romano, "se liberalizzano non so che faremo, probabilmente sciopero ed assemblea ad oltranza". "Vogliamo che questa liberalizzazione sia archiviata per sempre", aggiunge Eugenio, un delegato della Uil arrivato da Bari. "Noi guadagniamo millecinquecento euro netti al mese, non siamo una casta. Se liberalizzano sarà sciopero ad oltranza".
Un altro tassista romano gli fa eco: "Noi non c'entriamo niente con i notai ed i farmacisti, guadagniamo un decimo di quello che guadagnano loro. Che faremo a Roma se liberalizzano? Non lo so, decideranno i sindacati insieme alla base. Ma dobbiamo essere uniti in tutta Italia". Tra i manifestanti sono tanti i tassisti napoletani. Secondo quanto riferiscono, il guadagno netto di un tassista nel capoluogo campano "è inferiore a mille euro". "Se liberalizzano, altro che sciopero ad oltranza", dice uno di loro, "io mi uccido proprio. Pensa che finirò di pagare il mutuo per la licenza tra dieci anni".
Calci e pugni a via del Corso, Monti "comunista". Momenti di tensione tra tassisti a via del Corso, in cui sono volati calci e pugni. Il confronto tra la categoria in strada a Roma si è incendiato e dalle parole si è passati anche ai fatti. In via del Corso si è verificata una rissa tra un gruppo di manifestanti, mentre tutti gli altri a centinaia, continuano a intonare cori verso Palazzo Chigi: "Blocchiamo tutta l'Italia". La manifestazione non accenna a diminuire di intensità: il premier Mario Monti è il principale bersaglio polemico delle auto bianche. "Mari e monti vieni in taxi con noi e poi ci racconti", recita un cartello senza troppa fantasia. Lo striscione principale ribadisce la linea maginot della trattativa, nell'ottica dei lavoratori: "un taxi, un conducente, una licenza", è scritto.
Non manca la critica ideologica, più o meno calzante. "Non ci faremo espropriare dall'ultimo governo comunista della storia", si legge ad esempio su un cartello. I tassisti hanno anche acceso alcuni fumogeni davanti palazzo Chigi e esploso petardi, cantando in coro "Ve bloccamo tutta Roma" e "La licenza non si tocca".
La giornata di protesta. E' prevalsa quindi una linea intransigente nei confronti dell'ipotesi di liberalizzare la concessione delle licenze. I tassisti hanno protestato con un presidio a pochi passi da Palazzo Chigi, successivamente smobilitato, anche per via di alcuni episodi di strattonamento e aggressione ai danni di colleghi in servizio e giornalisti. Dopo in sit in davanti alla Galleria Colonna, i conducenti delle auto bianche che manifestano senza slogan nè cartelli, si sono diretti verso il Circo Massimo, facendo prima esplodere due petardi davanti alla Galleria Alberto Sordi. A convincere i manifestanti ad andare via è stato l'intervento del portavoce Ciro Langella: "Ora stiamo esagerando", ha detto rivolto ai tassisti, "Se continuiamo così il governo non ci convoca più".
Petardi, polemiche e risse coi tassisti romani. Le auto bianche si sono quindi concentrate al Circo Massimo, dove ieri si è svolta un'assemblea dei tassisti romani a cui hanno partecipato delegazioni di loro colleghi provenienti da altre città. I tassisti hanno esposto uno striscione con su scritto: "Monti scendi in pianura, la vita è dura". "I tassisti romani ci hanno tradito - dice un tassista napoletano - noi siamo in assemblea permanente da giorni e loro hanno lavorato anche stamattina. Forse nel pomeriggio si aggregheranno". "Quelli in circolazione a Roma sono i taxi di servizio - replica un altro - devono garantire il servizio ed è giusto che sia così. Nel pomeriggio ci appoggeranno, anche perchè siamo tutti sulla stessa barca, anche se a Napoli la nostra è un pò più affondata delle altre".
Noi una lobby? - dice un pò alterato un altro tassista in presidio al Circo Massimo - venissero a lavorare con noi e vedessero quanto guadagniamo ogni giorno, poi vediamo se siamo una lobby". "Alle 6 ci concentriamo tutti a Palazzo Chigi - annunciano - ora siamo un pò sparpagliati per Roma".
Minacce e danni ai taxi in servizio. Taxi in servizio danneggiati dai manifestanti, fischi e insulti all'indirizzo dei colleghi al lavoro.La giornata di protesta dei taxi napoletani a Roma ha generato anche atti di intolleranza contro chi ha scelto di lavorare, sfociata anche con calci e pugni contro le portiere delle auto in servizio. La delegazione di tassisti campana ha lanciato urla e fischi ad ogni passaggio di taxi in servizio. Applausi e apprezzamenti sono stati invece riservati alle 'botticelle', le tipiche 'carrozzelle' romane trainate da cavalli che accompagnano i turisti nei 'tour' della Capitale.
Altre minacce al Circo Massimo, alla stazione Termini, all'Eur e all'aeroporto. Il presidente di Unitaxi, Loreno Bittarelli (video), e il segretario di Ciisa Taxi, Alessandro Atzeni si dissociano dicendo: "Questi spiacevoli episodi che stanno avvenendo in diverse zone della città devono restare isolati".
Ma l'atmosfera al Circo Massimo si è surriscaldata per qualche minuto: mentre un tassista romano stava rilasciando un'intervista, è stato aggredito verbalmente da un gruppetto di tassisti napoletani che gli hanno rinfacciato: "Siamo venuti da Napoli e abbiamo fermato le macchine! Dovevate fermarle pure voi!", facendo seguire degli insulti. Ne è seguito un piccolo litigio verbale tra un gruppo di romani e napoletani. Il tassista romano insultato ha poi spiegato: "Io prima aspetto l'esito dell'incontro con il Governo e poi facciamo tutto quello che dobbiamo fare...Non accetto questi insulti".
Alemanno: "Intervenga la Questura". Sulla questione interviene il sindaco di Roma Gianni Alemanno: "E' inammissibile che mentre sta per svolgersi l'incontro fra il Governo e i rappresentanti sindacali dei tassisti nascano manifestazioni spontanee non autorizzate di alcuni lavoratori del settore. Chiedo alla questura di intervenire". "Si tratta quasi esclusivamente di operatori provenienti da fuori Roma che stanno bloccando la città e minacciando i colleghi romani".
Il governo. Il premier Mario Monti e l'esecutivo hanno confermato che un decreto ad hoc per la categoria sarà approvato in settimana e hanno convocato i sindacati dei tassisti per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, per illustrare le intenzioni del governo e ascoltare le loro richieste. La convocazione segue la decisione dello sciopero nazionale promosso dai tassisti per il 23 gennaio contro gli interventi di liberalizzazione del settore annunciati dal governo.
Ma sono in agitazione anche altre categorie coinvolte dal decreto legge che l'esecutivo ha intenzione di approvare nel consiglio dei ministri convocato per dopodomani. Farmacisti ed edicolanti hanno già in programma alcuni scioperi nel caso il governo confermi le liberalizzazioni nei due settori. Anche i notai si sono schierati contro l'eventuale aumento delle sedi notarili e la liberalizzazione delle tariffe per gli atti di propria competenza. Le parafarmacie al contrario manifestano al favore del governo, favorevoli al programma di liberalizzazioni.
Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalità sono ancora da decidere, hanno però precisato che "si tratterà di una chiusura prolungata di sette giorni". "La scelta di intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti - hanno sottolineto Figisc e Anisa - non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti".
Agitazioni pure contro i provvedimenti economici dell'esecutivo. Gli avvocati hanno deciso di disertare le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario che si terranno nei distretti di corte d'appello il prossimo 28 gennaio. Lo ha annunciato ieri Guido Alpa, presidente del consiglio nazionale forense. In un documento di questa associazione si legge che le misure prospettate dal governo "sono ispirate a soli criteri economici con una pericolosa indifferenza per i valori giuridici e senza cercare il confronto con l'avvocatura".
Quattro giorni di sciopero per medici di famiglia, guardia medica e 118 per protestare contro la manovra Monti e le ricadute negative che potrebbe avere sulla categoria, in particolare sulla cassa di previdenza Enpam, sono stati decisi consiglio nazionale della federazione italiana medici di famiglia (Fimmg). Il 10 e 13 febbraio si asterranno dal lavoro i medici di famiglia, l'11 e 12 febbraio la guardia medica e il 118. Ha spiegato Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg: "Ci sentiamo costretti ad avviare queste azioni di lotta sindacale in quanto il governo, in sede di approvazione della manovra, non solo ha detto no alle nostre richieste, ma non ci ha dato nessuna garanzia di ascolto".
Parafarmacisti incatenati a Montecitorio. Due parafarmacisti si sono incatenati a Montecitorio, di fronte alla Camera, "per chiedere al Governo - spiegano - di proseguire sulle liberalizzazioni, come aveva iniziato a fare a dicembre, rendendo vendibili anche fuori dalle farmacie i farmaci di fascia C". Altri colleghi farmacisti si sono assiepati vicino ai due "incatenati", e poco dopo la Polizia è intervenuta per far sgombrare il presidio improvvisato, anche alla luce della prevista (e autorizzata) manifestazione dei parafarmacisti che si terrà domani dalle 10 alle 14 sempre a Montecitorio. I due in ogni caso saranno ricevuti questo pomeriggio alle 18 dal ministro della Salute Renato Balduzzi.