MILANO - Mentre L'agenzia di rating Fitch avverte l'Italia che "il taglio di due livelli è una delle possibili opzioni", Mario Monti non perde la fiducia, annuncia per venerdì "un secondo round di misure per aumentare la crescita" e assicura: "Convincerò i mercati che Italia è solida e affidabile".
Il presidente del Consiglio ha incontrato a Londra il premier britannico David Cameron ("il premier italiano è un leader forte") a cui ha rinnovato "la volontà di lavorare insieme per il mercato unico che è nell'interesse dell'Inghilterra e dell'Italia e sarà uno strumento per la crescita economica". Resta, però, il problema della governance dell'Eurozona "che non è ancora perfettamente adeguata e all'altezza della sfida". Di una cosa, però, Monti si dice certo: "C'è comune interesse sulla crescita economica e crediamo che la disciplina fiscale sia una condizione necessaria, anche se non sufficiente".
VIDEO: MONTI A LONDRA
Cameron. Per Cameron "serve un'agenda a lungo termine per la crescita. Finora si è lavorato, ma non abbastanza bene. Bisogna capire cosa fare di più". A stretto giro vanno presi provvedimenti "firewall" per evitare il contagio e "soluzioni importanti per la Grecia". Ma c'è anche bisogno, aggiunge Cameron, "di un'agenda a lungo termine sulla competitività e il deficit fiscale. Di questo abbiamo parlato con Monti". Il primo ministro britannico sottolinea la necessità di "un'agenda a lungo termine per risolvere questi problemi e iniziare il 27 gennaio per il mercato digitale, per l'energia, i servizi, la crescita. Dobbiamo fare aprire tutti i mercati dei paesi. In particolare quelli limitati".
Dopo l'incontro con Cameron Monti è andato nella sede della Borsa di Londra, il London Stock Exchange, dove ha incontrato a porte chiuse gli investitori istituzionali internazionali che trattano i titoli di Stato italiani e i big degli istituti bancari britannici. Al termina il premier annuncia: "Stiamo facendo sforzi per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro e per l'ingresso dei giovani" nello stesso. Riguardo alle liberalizzazioni il premer rivela che il consiglio dei ministri affronterà la questione di come "separare" il mercato della produzione e distribuzione del gas. Infine un acccenno alla situazione politica italiana: "Da noi c'è un governo non politico, basato sul supporto di tre gruppi in Parlamento che fino a pochi giorni fa erano in posizione diverse tra di loro e che ancora oggi preferiscono parlare con il governo invece che avere colloqui tra di loro".
"Fisco, presto noti i soliti ignoti". Mentre il premier è a Londra, la Radio Vaticana e l'Osservatore Romano diffondono un'intervista in cui Monti dichiara che nel 2012 "verrà dimostrato che alcuni, molti cosiddetti 'soliti ignoti' diventeranno presto 'soggetti noti' dal punto di vista fiscale". Nessuna vessazione, garantisce il presidente del Consiglio, ma chi evade le tasse, ammonisce, non solo "reca danno ai cittadini", ma "offre ai propri figli un pane avvelenato" perché "li renderà cittadini di un Paese non vivibile". Poi un passaggio sulle liberalizzazioni: ""Le tradizioni qualche volta sono diventate corporazioni chiusure corporative e non sempre sono state vissute come un bene di cui essere orgogliosi". "Per me - spiega Monti - liberalizzare significa offrire benefici, risparmi e benessere a un numero più elevato di cittadini, senza per questo compromettere l'esistenza di nessuno (...). Una più sana concorrenza, maggiori spazi per il merito, soprattutto a beneficio dei giovani, degli esclusi". Arriva il "no all'antipolitica" e un passaggio sulal crisi "che si supera alzando la 'bandiera dei valori' sugli stessi 'interessi della moneta', e riconoscendo come la moneta, a sua volta, non sia certo solo un fatto tecnico".
Fitch. "Il taglio di due notch è una delle possibili opzioni" che potrebbe prendere Fitch in merito alla valutazione del debito sovrano dell'Italia. Lo ha detto Alessandro Settepani, senior director dell'agenzia di rating, spiegando che l'eventuale accordo sul fiscal compact "è uno dei fattori che sono presi in considerazione dal comitato di valutazione". L'economista, parlando a margine di un convegno, ha spiegato che se per raggiungere quest'accordo la strada "sarà lunga, lenta e dolorosa è un conto, ma se sarà immediata e veloce è un altro". Ma, specifica l'agenzia, "non ci aspettiamo un default dell'Italia, è veramente troppo grande per fallire".
Moody's. L'Italia dovrebbe essere in recessione nel 2012, con un rialzo dei fallimenti aziendali e un calo dei prezzi immobiliari. Lo riferiscono le agenzie internazionali. La Germania, invece, dovrebbe evitare di cadere in recessione nel 2012.
Il no di Berlino. Nel giorno della missione, il Financial Times ha pubblicato la versione integrale dell'intervista rilasciata due giorni fa, in cui il premier ha chiesto alla Germania e agli altri paesi creditori di fare di più per aiutare l'Italia ad abbassare i costi di finanziamento sul mercato, ammonendo sul rischio di "potente reazione" tra gli elettori della periferia in difficoltà dell'eurozona, se ciò non avvenisse. "La Germania fa già molto per aiutare i partner europei" dice il ministro tedesco dell'Economia Philipp Roesler - Non vedo ragioni per ulteriori interventi". Una risposta a una domanda sulle richieste italiane del governo Monti. Ma da Monti arriva una secca risposta: "Alla Germania non chiedo nulla, il problema è migliorare la governance dell'Eurozona".
Il presidente del Consiglio ha incontrato a Londra il premier britannico David Cameron ("il premier italiano è un leader forte") a cui ha rinnovato "la volontà di lavorare insieme per il mercato unico che è nell'interesse dell'Inghilterra e dell'Italia e sarà uno strumento per la crescita economica". Resta, però, il problema della governance dell'Eurozona "che non è ancora perfettamente adeguata e all'altezza della sfida". Di una cosa, però, Monti si dice certo: "C'è comune interesse sulla crescita economica e crediamo che la disciplina fiscale sia una condizione necessaria, anche se non sufficiente".
VIDEO: MONTI A LONDRA
Cameron. Per Cameron "serve un'agenda a lungo termine per la crescita. Finora si è lavorato, ma non abbastanza bene. Bisogna capire cosa fare di più". A stretto giro vanno presi provvedimenti "firewall" per evitare il contagio e "soluzioni importanti per la Grecia". Ma c'è anche bisogno, aggiunge Cameron, "di un'agenda a lungo termine sulla competitività e il deficit fiscale. Di questo abbiamo parlato con Monti". Il primo ministro britannico sottolinea la necessità di "un'agenda a lungo termine per risolvere questi problemi e iniziare il 27 gennaio per il mercato digitale, per l'energia, i servizi, la crescita. Dobbiamo fare aprire tutti i mercati dei paesi. In particolare quelli limitati".
Dopo l'incontro con Cameron Monti è andato nella sede della Borsa di Londra, il London Stock Exchange, dove ha incontrato a porte chiuse gli investitori istituzionali internazionali che trattano i titoli di Stato italiani e i big degli istituti bancari britannici. Al termina il premier annuncia: "Stiamo facendo sforzi per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro e per l'ingresso dei giovani" nello stesso. Riguardo alle liberalizzazioni il premer rivela che il consiglio dei ministri affronterà la questione di come "separare" il mercato della produzione e distribuzione del gas. Infine un acccenno alla situazione politica italiana: "Da noi c'è un governo non politico, basato sul supporto di tre gruppi in Parlamento che fino a pochi giorni fa erano in posizione diverse tra di loro e che ancora oggi preferiscono parlare con il governo invece che avere colloqui tra di loro".
"Fisco, presto noti i soliti ignoti". Mentre il premier è a Londra, la Radio Vaticana e l'Osservatore Romano diffondono un'intervista in cui Monti dichiara che nel 2012 "verrà dimostrato che alcuni, molti cosiddetti 'soliti ignoti' diventeranno presto 'soggetti noti' dal punto di vista fiscale". Nessuna vessazione, garantisce il presidente del Consiglio, ma chi evade le tasse, ammonisce, non solo "reca danno ai cittadini", ma "offre ai propri figli un pane avvelenato" perché "li renderà cittadini di un Paese non vivibile". Poi un passaggio sulle liberalizzazioni: ""Le tradizioni qualche volta sono diventate corporazioni chiusure corporative e non sempre sono state vissute come un bene di cui essere orgogliosi". "Per me - spiega Monti - liberalizzare significa offrire benefici, risparmi e benessere a un numero più elevato di cittadini, senza per questo compromettere l'esistenza di nessuno (...). Una più sana concorrenza, maggiori spazi per il merito, soprattutto a beneficio dei giovani, degli esclusi". Arriva il "no all'antipolitica" e un passaggio sulal crisi "che si supera alzando la 'bandiera dei valori' sugli stessi 'interessi della moneta', e riconoscendo come la moneta, a sua volta, non sia certo solo un fatto tecnico".
Fitch. "Il taglio di due notch è una delle possibili opzioni" che potrebbe prendere Fitch in merito alla valutazione del debito sovrano dell'Italia. Lo ha detto Alessandro Settepani, senior director dell'agenzia di rating, spiegando che l'eventuale accordo sul fiscal compact "è uno dei fattori che sono presi in considerazione dal comitato di valutazione". L'economista, parlando a margine di un convegno, ha spiegato che se per raggiungere quest'accordo la strada "sarà lunga, lenta e dolorosa è un conto, ma se sarà immediata e veloce è un altro". Ma, specifica l'agenzia, "non ci aspettiamo un default dell'Italia, è veramente troppo grande per fallire".
Moody's. L'Italia dovrebbe essere in recessione nel 2012, con un rialzo dei fallimenti aziendali e un calo dei prezzi immobiliari. Lo riferiscono le agenzie internazionali. La Germania, invece, dovrebbe evitare di cadere in recessione nel 2012.
Il no di Berlino. Nel giorno della missione, il Financial Times ha pubblicato la versione integrale dell'intervista rilasciata due giorni fa, in cui il premier ha chiesto alla Germania e agli altri paesi creditori di fare di più per aiutare l'Italia ad abbassare i costi di finanziamento sul mercato, ammonendo sul rischio di "potente reazione" tra gli elettori della periferia in difficoltà dell'eurozona, se ciò non avvenisse. "La Germania fa già molto per aiutare i partner europei" dice il ministro tedesco dell'Economia Philipp Roesler - Non vedo ragioni per ulteriori interventi". Una risposta a una domanda sulle richieste italiane del governo Monti. Ma da Monti arriva una secca risposta: "Alla Germania non chiedo nulla, il problema è migliorare la governance dell'Eurozona".