MILANO - Le borse Europee restano in preda alla volatilità e dopo aver cambiato direzione più di una volta mandano in archivio una giornata contrastata, spinte verso l'alto dalle notizie provenienti dall'economia Usa e al ribasso dalle tensioni sulle trattative greche. A fine giornata Milano segna un calo dello 0,13%, nonostante il +10% di Finmeccanica. Parigi e Londra perdono lo 0,22% e Londra lo 0,18%.
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In mattinata, sui mercati asiatici, Tokyo aveva chiuso con un guadagno dell'1,47%, Hong Kong dello 0,84%, Shanghai dell'1% e Seul dell'1,82%.
Continuano però a calare le tensioni sul debito pubblico italiano, in attesa del decreto liberalizzazione al vaglio del Consiglio dei ministri. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha chiuso a quota 432 punti base, il livello più basso dal 10 dicembre scorso. I titoli a 10 anni rendono così il 6,24%, quelli a 5 anni il 5,091%, quelli a 2 il 3,707% restringendo la forbice nei confronti della Spagna a meno di 60 punti base.
In recupero l'euro a 1,2933 nei confronti del dollaro e a 99,54 verso lo yen. A rilanciare la moneta unica anche la presa di posizione, a Tokyo, di Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno e ai Servizi finanziari, secondo cui le scommesse sul crollo dell'euro sono sbagliate perché la crisi dell'Eurozona sarà battuta con le riforme e grazie al fatto che "ai livelli più alti c'è un'assoluta volontà politica di adottare le misure necessarie". Barnier sottolinea che i governi sono nel processo di costruzione di "una nuova Europa più forte e integrata", col patto fiscale di dicembre a sancire una svolta su risanamento conti e coordinamento economico.
A New York, il greggio si attesta in ribasso, tornando al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile e invertendo la tendenza rispetto alla battute precedenti. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 98,03 dollari al barile, in calo del 2,34% rispetto a ieri.
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In mattinata, sui mercati asiatici, Tokyo aveva chiuso con un guadagno dell'1,47%, Hong Kong dello 0,84%, Shanghai dell'1% e Seul dell'1,82%.
Continuano però a calare le tensioni sul debito pubblico italiano, in attesa del decreto liberalizzazione al vaglio del Consiglio dei ministri. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha chiuso a quota 432 punti base, il livello più basso dal 10 dicembre scorso. I titoli a 10 anni rendono così il 6,24%, quelli a 5 anni il 5,091%, quelli a 2 il 3,707% restringendo la forbice nei confronti della Spagna a meno di 60 punti base.
In recupero l'euro a 1,2933 nei confronti del dollaro e a 99,54 verso lo yen. A rilanciare la moneta unica anche la presa di posizione, a Tokyo, di Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno e ai Servizi finanziari, secondo cui le scommesse sul crollo dell'euro sono sbagliate perché la crisi dell'Eurozona sarà battuta con le riforme e grazie al fatto che "ai livelli più alti c'è un'assoluta volontà politica di adottare le misure necessarie". Barnier sottolinea che i governi sono nel processo di costruzione di "una nuova Europa più forte e integrata", col patto fiscale di dicembre a sancire una svolta su risanamento conti e coordinamento economico.
A New York, il greggio si attesta in ribasso, tornando al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile e invertendo la tendenza rispetto alla battute precedenti. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 98,03 dollari al barile, in calo del 2,34% rispetto a ieri.