Lo spread chiude a 432 punti base
Seduta negativa per le Borse europee
Giornata contrastata in Europa e Usa. Circolano voci di un accordo preliminare tra la Grecia e i suoi creditori privati, ma resta l'incertezza. Bene le trimestrali tecnologiche Usa, con l'eccezione di Google. L'euro si consolida sopra 1,29 sul dollaro. Petrolio in ribasso vicino ai 98 dollari al barile
MILANO - Le borse Europee restano in preda alla volatilità e dopo aver cambiato direzione più di una volta mandano in archivio una giornata contrastata, spinte verso l'alto dalle notizie provenienti dall'economia Usa e al ribasso dalle tensioni sulle trattative greche. A fine giornata Milano segna un calo dello 0,13%, nonostante il +10% di Finmeccanica. Parigi e Londra perdono lo 0,22% e Londra lo 0,18%.
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In matt…
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In matt…
MILANO - Le borse Europee restano in preda alla volatilità e dopo aver cambiato direzione più di una volta mandano in archivio una giornata contrastata, spinte verso l'alto dalle notizie provenienti dall'economia Usa e al ribasso dalle tensioni sulle trattative greche. A fine giornata Milano segna un calo dello 0,13%, nonostante il +10% di Finmeccanica. Parigi e Londra perdono lo 0,22% e Londra lo 0,18%.
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In mattinata, sui mercati asiatici, Tokyo aveva chiuso con un guadagno dell'1,47%, Hong Kong dello 0,84%, Shanghai dell'1% e Seul dell'1,82%.
Continuano però a calare le tensioni sul debito pubblico italiano, in attesa del decreto liberalizzazione al vaglio del Consiglio dei ministri. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha chiuso a quota 432 punti base, il livello più basso dal 10 dicembre scorso. I titoli a 10 anni rendono così il 6,24%, quelli a 5 anni il 5,091%, quelli a 2 il 3,707% restringendo la forbice nei confronti della Spagna a meno di 60 punti base.
In recupero l'euro a 1,2933 nei confronti del dollaro e a 99,54 verso lo yen. A rilanciare la moneta unica anche la presa di posizione, a Tokyo, di Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno e ai Servizi finanziari, secondo cui le scommesse sul crollo dell'euro sono sbagliate perché la crisi dell'Eurozona sarà battuta con le riforme e grazie al fatto che "ai livelli più alti c'è un'assoluta volontà politica di adottare le misure necessarie". Barnier sottolinea che i governi sono nel processo di costruzione di "una nuova Europa più forte e integrata", col patto fiscale di dicembre a sancire una svolta su risanamento conti e coordinamento economico.
A New York, il greggio si attesta in ribasso, tornando al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile e invertendo la tendenza rispetto alla battute precedenti. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 98,03 dollari al barile, in calo del 2,34% rispetto a ieri.
Seduta contrastata anche a Wall Street che sembra soffrire ancora una volta delle tensioni che attraversano l'Europa e non riesce a capitalizzare sulle buone trimestrali delle aziende tecnologiche (Ibm, Intel e Microsoft). A fine giornata il Dow Jones guadagna lo 0,76% anche grazie al fatto che le vendite di case esistenti negli Usa sono salite del 5% a dicembre a 4,61 milioni di unità, il top da 11 mesi, contro un atteso incremento del 4,1%. A novembre era salita del 3,3%. Penalizzata in Borsa Google per i conti inferiori alle aspettative dei mercati.
In mattinata, sui mercati asiatici, Tokyo aveva chiuso con un guadagno dell'1,47%, Hong Kong dello 0,84%, Shanghai dell'1% e Seul dell'1,82%.
Continuano però a calare le tensioni sul debito pubblico italiano, in attesa del decreto liberalizzazione al vaglio del Consiglio dei ministri. Il differenziale di rendimento tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ha chiuso a quota 432 punti base, il livello più basso dal 10 dicembre scorso. I titoli a 10 anni rendono così il 6,24%, quelli a 5 anni il 5,091%, quelli a 2 il 3,707% restringendo la forbice nei confronti della Spagna a meno di 60 punti base.
In recupero l'euro a 1,2933 nei confronti del dollaro e a 99,54 verso lo yen. A rilanciare la moneta unica anche la presa di posizione, a Tokyo, di Michel Barnier, commissario Ue al Mercato interno e ai Servizi finanziari, secondo cui le scommesse sul crollo dell'euro sono sbagliate perché la crisi dell'Eurozona sarà battuta con le riforme e grazie al fatto che "ai livelli più alti c'è un'assoluta volontà politica di adottare le misure necessarie". Barnier sottolinea che i governi sono nel processo di costruzione di "una nuova Europa più forte e integrata", col patto fiscale di dicembre a sancire una svolta su risanamento conti e coordinamento economico.
A New York, il greggio si attesta in ribasso, tornando al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile e invertendo la tendenza rispetto alla battute precedenti. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 98,03 dollari al barile, in calo del 2,34% rispetto a ieri.