Economia

I negoziati

Volata finale (ad ostacoli)
per l'intesa Grecia-debitori

Ultimatum delle banche: "Abbiamo fatto l'ultima offerta". La palla sul tavolo del governo ellenico che concorderà una risposta assieme al Fondo e alla Ue. Resta il nodo della cedola sui nuovi bond

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MILANO - Ore decisive ad Atene per l'intesa tra il governo ellenico e i suoi creditori privati destinata a ridurre del 50% il valore nominale del debito del paese. Le due parti hanno già raggiunto un accordo di massima su quasi tutti i temi più delicati: banche ed hedge fund accetteranno di dimezzare il valore nominale dei titoli che hanno in portafoglio. In cambio dovrebbero ricevere un parziale rimborso in contanti e un nuovo bond trentennale a cedole ridotte. Alla fine la perdita complessiva per i creditori dovrebbe essere tra il 65% e il 70%. L'esecutivo di Papademos e la delegazione dell'International institute of finance (Iif) non riescono invece a trovare un'intesa sul rendimento dei nuovi bond. L'Iif spinge per un valore compreso tra il 4 e il 4,5%, legato magari a una variabile proporzionale alle performance dell'economia grecia. Atene (sostenuta da Germania e Fmi) vorrebbe limitare l'esborso al 3%.
La firma deve comunque arrivare in tempi brevi. Il 20 marzo Papademos deve rimborsare 14,4 miliardi di bond in scadenza. E senza l'intesa con i creditori privati la Troika Ue-Fmi-Bce non gli garantirà i 130 miliardi di aiuti necessari per rimborsare i titolari di queste obbligazioni. Con altissimi rischi di default. La conclusione positiva dei negoziati dovrebbe consentire all'esecutivo ellenico di ridurre dal 160% al 120% entro il 2020 il rapporto debito/pil.