MILANO - Alla vigilia dei cda decisivi per il riassetto di Unipol e Fonsai, cui seguirà il responso della Consob sullo schema di integrazione annunciato, i piccoli azionisti di Unipol, Fondiaria-Sai e Milano assicurazioni alzano la voce.
Molti di loro, già attivi sui forum online, si sono dati un nome e scritto a Repubblica per manifestare tutte le loro critiche e contrarietà contro l'operazione congegnata dalla società bolognese, che prevede una complessa integrazione con Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni, dopo onerosi aumenti di capitale e mentre il pagamento di un corrispettivo avverrà solo al piano della holding Premafin, dove quasi tutto il capitale è nelle mani della famiglia Ligresti. Anche i 14 milioni promessi alla famiglia imprenditoriale siciliana come "patto di non concorrenza", al termine di una disastrata esperienza gestionale, raccolgono aspre critiche.
Tutte le lettere sono firmate, da parte di piccoli azionisti (a volte anche dipendenti) che in questi anni - sia dalla parte della galassia Ligresti sia dalla parte delle cooperative rosse - ben poche soddisfazioni hanno avuto dai loro investimenti e dai manager cui erano stati affidati.
LE LETTERE.
Sono un piccolo azionista di Unipol. Si sta per compiere l'ennesima "truffa-legalizzata" ai danni di chi ha deciso di investire qualche risparmio nelle Azienda italiane. Dopo i forti cali del titolo cui quest'anno sono seguite rassicuranti parole dell'amministratore delegato Carlo Cimbri circa un miglioramento dei conti ecco che a sorpresa si prospetta un'operazione finanziaria che, a parere di molti economisti neutrali, più che un affare è finalizzata a venire incontro ai debiti di Mediobanca e Unicredit, salvare la famiglia Ligresti nonché acquisire importanti poltrone a scapito dei piccoli azionisti che oltre a subire il crollo del titolo dovranno presto sborsare altri soldi per aderire all'aumento di capitale, pena la perdita pressoché totale dei loro investimenti. Il tutto mentre la Consob invece di stopparla sta per benedire una operazione che ha molti punti oscuri.
Massimo B.
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Buongiorno, di fronte all'esposto dell'Adusbef alla procura di Milano, alle autorevoli opinioni di esperti quali Borghesi e Zingales, alla vergogna che si sta alzando da parte dei piccoli risparmiatori, riuscirà il vostro organismo almeno questa volta a tutelare i piccoli azionisti? Possibile che tale vicenda, che richiederebbe per oscenità dei dettagli subito l'intervento della Finanza nelle sedi delle società coinvolte, possa diventare l'ennesimo furto ai danni dei piccoli risparmiatori? Vi chiediamo con forza che venga imposta l'Opa a cascata su Fonsai, in quanto Fonsai ha i mezzi per salvarsi da sola ed è quindi scorretto parlare di salvataggio, disponendo di partecipazioni azionarie importanti liquidabili immediatamente e controllando Milano Assicurazioni, con solidità di tutto riguardo.
Ecco un estratto del testo riguardante l'esposto alla procura di Milano inviato dall'Adusbef: "E' scandaloso che la famiglia Ligresti, artefice di un disastro gestionale senza precedenti nella compagnia Fondiaria-Sai, invece di essere cacciata, sia stata liquidata con il concorso del "salotto buono", con più di cento milioni, uno stipendio riconosciuto ai quattro membri di ben cinque annualità, ossia 700 mila euro ciascuno, pari a 2,8 milioni l'anno come patto di non concorrenza, dopo che dai bilanci è emerso che gli stessi hanno percepito emolumenti per 60 milioni di euro negli ultimi cinque anni, con l'ulteriore benefit della Tenuta Cesarina, in portafoglio a Fonsai: Unipol - Finsoe, ma anche i suoi azionisti di minoranza - pagheranno così circa 150 milioni di euro alla "famiglia" che ha dissestato i conti del Gruppo.
Il pacchetto di controllo Premafin (pari al 51,287%) verrà pagato 76,941milioni, cioè 0,3656 euro per ogni azione con un premio, rispetto alle quotazioni dell'ultimo mese e degli ultimi tre, del 100% mentre "scende" al 43% se si considerano gli ultimi sei mesi, e la stessa Premafin, una holding con Nav negativo costituito dalla partecipazione in Fonsai (al 35,7%) e da debiti per circa 330 milioni, addosserà ai nuovi "salvatori" l'esposizione bancaria, con le banche, capofila Unicredit, che potranno rientrare al 100% della loro esposizione verso la holding Premafin nonostante il valore netto dell'attivo sia negativo per quasi 300 milioni di euro.
In pratica la holding di controllo è stata ridotta al default, ma le banche come Unicredit e Mediobanca, oltre a non pagare pegno per aver finanziato aziende già decotte, potranno così effettuare ulteriori affidamenti ai nuovi azionisti, alla holding delle Cooperative Finsoe, per far fronte al nuovo mega aumento di capitale che Unipol dovrà affrontare per finanziare tutta l'operazione, aumento che graverà pesantemente sui piccoli azionisti della compagnia e sugli assicurati che pagano tariffe obbligatorie tra le più elevate d'Europa, con il concorso del controllore, un'Isvap collaterale che non è riuscita mai a prevenire frodi, truffe ed abusi a danno di assicurati ed azionisti di minoranza.
L'Opa obbligatoria su Fonsai e Milano Assicurazioni, qualora non dovesse svolgersi con il pretesto del "salvataggio" invocato dall'Isvap, arrecherebbe ulteriore danno ai piccoli azionisti che hanno puntato i propri soldi su queste società e devono versarne altri invece che beneficiare del cambio di controllo. Quindi, se la vostra commissione (ovvero Consob), che dovrebbe per sua natura tutelare i piccoli risparmiatori, permettesse che si faccia l'Opa al piano di sopra di Premafin, il cui beneficiario è quasi interamente Ligresti, e non imponesse l'obbligo di Opa ai piani di sotto, ovvero per prima cosa su Fonsai, provocherebbe con tale decisione un autentico disastro per i piccoli risparmiatori ed azionisti, che sarebbero beffati due volte, ovvero al posto di trarre vantaggio dal cambio di controllo, sarebbero costretti a partecipare a corposi aumenti di capitale con conseguente ulteriore discesa dei valori dei titoli in borsa, dopo le ingenti perdite già subite negli ultimi anni per i disastri attribuibili ai Ligresti, di cui sopra (perdita di almeno il 90 % del valore delle azioni stesse).
Riassumendo, le nostre richieste sono quindi che venga imposta l'Opa a cascata su Fonsai, questo per tutelare i piccoli azionisti contro gli evidenti danni che rischiano di subire e per i motivi già esposti in precedenza, anche perché in tale vicenda non è appropriato usare il termine "salvataggio", visto che Fonsai possiede quote azionarie rilevanti di aziende Italiane importanti liquidabili in tempi rapidi ed è azionista di maggioranza anche di Milano assicurazioni (con parametri di solvibilità di tutto rispetto), cedibile anch'essa o integrabile con la stessa Fonsai.
Più che mai quindi vi chiediamo che questa volta la Consob si erga a difesa dei piccoli azionisti, con il supporto anche delle autorevoli opinioni di esperti quali Zingales e Borghesi, e in risposta all'esposto presentato dall'Adusbef alla procura di Milano".
Piccoli risparmiatori Fonsai ed Unipol
Cristiano F.
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Sono un piccolo azionista Milano Assicurazioni, ero piccolo e ora piccolissimo visto come i Ligresti e i loro conniventi hanno ridotto la società.
1) Il rafforzamento delle riserve degli ultimi anni è totalmente anomalo rispetto ad ogni altra compagnia planetaria. I bilanci passati scontavano politiche strane e si distribuivano dividendi a Ligresti che probabilmente non erano distribuzione di utili ma di capitale.
2) In molti bilanci passati la società dichiarava politiche di riservazione "particolarmente prudenti".
3) Fausto Marchionni ha avuto una buonuscita da 10 milioni di euro per aver condotto la società al collasso.
4) Il budget presentato da Emanuele Erbetta a inizio 2011 considerava un utile di 50 miliani, ci saranno perdite per quasi un miliardo con la giustificazione "a causa delle svalutazioni". Ora ci sarà un ulteriore rafforzamento di riserve per centinaia di milioni, come faceva Erbetta a non sapere un anno fa che sarebbe stato necessario?
Massimiliano M.
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Il salvataggio Fonsai mi disgusta all'estremo. In un momento in cui c'è questa crisi e il governo invoca equità e giustizia si deve leggere che Unipol darebbe una buona uscita di quel valore a coloro che hanno portato l'azienda sul lastrico? E magari il tutto anche senza Opa su Fonsai e Milano Assicurazioni. A Ligresti viene offerta una cifra per un controvalore di circa 4,6 euro per azione, una liquidazione di 700mila euro l'anno per 5 anni a lui e ai figli per un patto di non concorrenza e a noi azionisti di minoranza tocca un nuovo aumento di capitale da sottoscrivere per pagarlo. Ci vuole una class action, altro che buona uscita!
Moravio S.
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Buongiorno, vi prego di fare luce, sull'operazione che Unipol e la famiglia Ligresti con l'aiuto di Mediobanca e Unicredit (creditori di entrambi) stanno facendo ai danni dei piccoli risparmiatori Unipol e Fonsai. E' uno scandalo che i Ligresti vengano pagati 5 volte il valore del titolo e non ci sia un'Opa su Fonsai.
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Buongiorno, bisogna difendere i piccoli risparmiatori, non le famiglie come i Ligresti che negli anni si sono distinte per lo sprezzante modo di fare finanza rovinando con tale condotta il nostro Paese. Vi chiediamo di fare una forte pressione per il ritiro immediato di tale progetto di fusione Fonsai-Unipol, o quanto meno modificarlo al fine di andare incontro ai piccoli risparmiatori in ogni caso evitando di premiare i Ligresti con un lauto compenso, che è la vera vergogna del progetto attuale, a scapito invece dei piccoli azionisti e risparmiatori, che anzi sarebbero in futuro ancora chiamati a mettere i propri risparmi in pesanti aumenti di capitale, di cui si sta attualmente parlando, con conseguente ulteriore crollo delle quotazioni, perdite che si aggiungerebbero alle perdite, in un momento già così pesante per i risparmiatori.
La vicenda sta infatti giustamente ottenendo molto clamore, anche grazie all'esposto alla procura di Milano da parte dell'Adusbef, l'immagine del mondo cooperativo potrebbe quindi essere per sempre danneggiata in modo grave se il progetto andasse avanti.
Giorgio T.
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Egregio Signore, in qualità di piccola azionista Unipol, mi permetto disturbarLa per chiederLe di voler dedicare la Sua attenzione alla situazione Unipol che rischia di danneggiare ulteriormente e gravemente i piccoli azionisti. La situazione Le è certamente nota, molti analisti e giornalisti finanziari ne hanno già scritto denunciando la situazione, un esposto è stato presentato alla Magistratura da parte dell'Adusbef, non occorre quindi che La annoi con ulteriori dettagli. La nostra speranza è che non si allenti l'attenzione su questa vicenda, in modo che vengano prese dagli organi competenti le giuste
decisioni al riguardo.
Graziella B.
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Mi auguro con tutto il cuore che il mondo cooperativo non voglia ignorare in un momento così critico i piccoli risparmiatori, infatti il progetto Unipol-Fonsai al momento disegnato recherebbe un danno economico devastante ai piccoli risparmiatori, e andrebbe solo a premio della famiglia Ligresti, per decenni sulle cronache dei giornali per fatti ben noti, certo non esempio di onestà e legalità.
Possibile che il mondo cooperativo voglia diventare con tale progetto complice di questa triste storia ai danni dei piccoli risparmiatori? Qualcuno ha valutato quale potrebbe essere il danno di immagine per il mondo cooperativo e i suoi tanti interessi, primo fra tutti la grande distribuzione?
Unipol può continuare la sua strada da sola o magari acquisire Fonsai partendo dalle azioni in mano ai piccoli risparmiatori (che clamorosamente potrebbero essere acquistate a prezzo inferiore di 5 volte circa a quello che si vuole pagare ai Ligresti), in ogni caso non dovrebbe per ovvie ragioni etiche pagare nessun premio ai Ligresti. Ancora di più, se tutto ciò viene fatto ai danni dei piccoli risparmiatori, che poi sono anche consumatori del mondo cooperativo stesso, e a danno anche delle stesse Cooperative, che con un prezzo ben inferiore potrebbero effettuare la stessa operazione.
Michele C.
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Mi chiedo, perchè il mondo della Cooperazione Legacoop si accinga ad intraprendere tale strada sbagliata sia eticamente che economicamente, esponendo il mondo della Cooperazione a perdite di credibilità ed economiche, oltrechè possibili azioni giudiziarie?
Già l'Adusbef, in merito alla valutazione di Premafin e a tutela dei piccoli azionisti, dei Lavoratori e dei Clienti Unipol (in antitesi al regalo proposto ai Ligresti) ha presentato un esposto alla magistratura, azione che condivido, approvo e sostengo in pieno. Aggiungo che a mio parere, se l'intento di Unipol è quello di salvare ed entrare nel capitale di FondiariaSai prendendone il controllo (per successiva fusione), lo stesso risultato può essere ottenuto applicando la metodologia usata per il salvataggio di Banca Profilo nel 2009 (aumento di capitale dell'azienda salvata riservato ad un nuovo azionista (fondo Sator) con apporto di capitale in cambio di azioni per ottenerne il controllo).
Allo stato attuale Unipol potrebbe dover pagare 748,5 mln di Euro per il 35% di Fonsai (150 milioni per Opa su Premafin, 322 milioni i debiti di Premafin, 260 milioni ricapitalizzazione Premafin per sottoscrizione aumento capitale del proprio 35% di FondiariaSai e 14 milioni per patto di non concorrenza a famiglia Ligresti).
Alle analoghe modalità dell'aumento di capitale effettuato per il salvataggio di Banca Profilo, con gli stessi 748,5 milioni Unipol potrebbe sottoscrivere interamente l'aumento di capitale necessario e previsto per FondiariaSai (riservando l'aumento di capitale ad Unipol, senza fare regali ai Ligresti ed escludendo i vecchi azionisti FondiariaSai dal dover aprire il portafoglio per ripianare le perdite) arrivando però al 46,19% della società (e non solo al 35%).
Concludo che non è giusto e tradisce lo spirito e gli ideali cooperativi l'eventuale decisione di sperperare tante risorse frutto del lavoro e della fiducia di tante donne e uomini onesti in favore solo della famiglia Ligresti.
Fabio B.
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Buongiorno, ho sempre creduto nel movimento cooperativo sostenendolo nelle varie cause: dal rapporto di Socio a consumatore di prodotti Coop passando anche attraverso l'adesione a varie iniziative del sistema cooperativo come la sottoscrizione di polizze Unipol e la sottoscrizione di azioni della stessa Unipol. I miei risparmi sono stati investiti in queste azioni e mi hanno visto sottoscrittore in occasione dell'ultimo aumento di capitale. A distanza di soli 18 mesi il valore del titolo ha falcidiato i miei risparmi a meno di un quinto dell'importo iniziale.
La mia stima e la mia fedelta' nei confronti del movimento comincia ad incrinarsi notevolmente. Alle luce dei fatti di cui si parla in questi giorni (Unipol/Fonsai) il valore dei piccoli azionisti di Unipol viene ulteriormente mortificato, mentre da parte delle Cooperative socie di Unipol non vedo nessuna iniziativa volta alla difesa dei piccoli soci che sono quasi sempre soci del movimento, frequentatori abituali dei punti di vendita Coop, talvolta dipendenti delle stesse cooperative e fruitori dei vari servizi offerti (polizze e quantaltro).
Credo che il compito dei dirigenti che ci rappresentano sia quello di difendere strenuamente le posizioni di questi soggetti, azione che non percepisco. Se ciò non cambierà smetterò di acquistare presso i punti vendita Coop e restituirò la mia tessera sociale, tagliata in due per spregio e fortissimo dissenso verso questo comportamento.
Molti di loro, già attivi sui forum online, si sono dati un nome e scritto a Repubblica per manifestare tutte le loro critiche e contrarietà contro l'operazione congegnata dalla società bolognese, che prevede una complessa integrazione con Premafin, Fonsai e Milano assicurazioni, dopo onerosi aumenti di capitale e mentre il pagamento di un corrispettivo avverrà solo al piano della holding Premafin, dove quasi tutto il capitale è nelle mani della famiglia Ligresti. Anche i 14 milioni promessi alla famiglia imprenditoriale siciliana come "patto di non concorrenza", al termine di una disastrata esperienza gestionale, raccolgono aspre critiche.
Tutte le lettere sono firmate, da parte di piccoli azionisti (a volte anche dipendenti) che in questi anni - sia dalla parte della galassia Ligresti sia dalla parte delle cooperative rosse - ben poche soddisfazioni hanno avuto dai loro investimenti e dai manager cui erano stati affidati.
LE LETTERE.
Sono un piccolo azionista di Unipol. Si sta per compiere l'ennesima "truffa-legalizzata" ai danni di chi ha deciso di investire qualche risparmio nelle Azienda italiane. Dopo i forti cali del titolo cui quest'anno sono seguite rassicuranti parole dell'amministratore delegato Carlo Cimbri circa un miglioramento dei conti ecco che a sorpresa si prospetta un'operazione finanziaria che, a parere di molti economisti neutrali, più che un affare è finalizzata a venire incontro ai debiti di Mediobanca e Unicredit, salvare la famiglia Ligresti nonché acquisire importanti poltrone a scapito dei piccoli azionisti che oltre a subire il crollo del titolo dovranno presto sborsare altri soldi per aderire all'aumento di capitale, pena la perdita pressoché totale dei loro investimenti. Il tutto mentre la Consob invece di stopparla sta per benedire una operazione che ha molti punti oscuri.
Massimo B.
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Buongiorno, di fronte all'esposto dell'Adusbef alla procura di Milano, alle autorevoli opinioni di esperti quali Borghesi e Zingales, alla vergogna che si sta alzando da parte dei piccoli risparmiatori, riuscirà il vostro organismo almeno questa volta a tutelare i piccoli azionisti? Possibile che tale vicenda, che richiederebbe per oscenità dei dettagli subito l'intervento della Finanza nelle sedi delle società coinvolte, possa diventare l'ennesimo furto ai danni dei piccoli risparmiatori? Vi chiediamo con forza che venga imposta l'Opa a cascata su Fonsai, in quanto Fonsai ha i mezzi per salvarsi da sola ed è quindi scorretto parlare di salvataggio, disponendo di partecipazioni azionarie importanti liquidabili immediatamente e controllando Milano Assicurazioni, con solidità di tutto riguardo.
Ecco un estratto del testo riguardante l'esposto alla procura di Milano inviato dall'Adusbef: "E' scandaloso che la famiglia Ligresti, artefice di un disastro gestionale senza precedenti nella compagnia Fondiaria-Sai, invece di essere cacciata, sia stata liquidata con il concorso del "salotto buono", con più di cento milioni, uno stipendio riconosciuto ai quattro membri di ben cinque annualità, ossia 700 mila euro ciascuno, pari a 2,8 milioni l'anno come patto di non concorrenza, dopo che dai bilanci è emerso che gli stessi hanno percepito emolumenti per 60 milioni di euro negli ultimi cinque anni, con l'ulteriore benefit della Tenuta Cesarina, in portafoglio a Fonsai: Unipol - Finsoe, ma anche i suoi azionisti di minoranza - pagheranno così circa 150 milioni di euro alla "famiglia" che ha dissestato i conti del Gruppo.
Il pacchetto di controllo Premafin (pari al 51,287%) verrà pagato 76,941milioni, cioè 0,3656 euro per ogni azione con un premio, rispetto alle quotazioni dell'ultimo mese e degli ultimi tre, del 100% mentre "scende" al 43% se si considerano gli ultimi sei mesi, e la stessa Premafin, una holding con Nav negativo costituito dalla partecipazione in Fonsai (al 35,7%) e da debiti per circa 330 milioni, addosserà ai nuovi "salvatori" l'esposizione bancaria, con le banche, capofila Unicredit, che potranno rientrare al 100% della loro esposizione verso la holding Premafin nonostante il valore netto dell'attivo sia negativo per quasi 300 milioni di euro.
In pratica la holding di controllo è stata ridotta al default, ma le banche come Unicredit e Mediobanca, oltre a non pagare pegno per aver finanziato aziende già decotte, potranno così effettuare ulteriori affidamenti ai nuovi azionisti, alla holding delle Cooperative Finsoe, per far fronte al nuovo mega aumento di capitale che Unipol dovrà affrontare per finanziare tutta l'operazione, aumento che graverà pesantemente sui piccoli azionisti della compagnia e sugli assicurati che pagano tariffe obbligatorie tra le più elevate d'Europa, con il concorso del controllore, un'Isvap collaterale che non è riuscita mai a prevenire frodi, truffe ed abusi a danno di assicurati ed azionisti di minoranza.
L'Opa obbligatoria su Fonsai e Milano Assicurazioni, qualora non dovesse svolgersi con il pretesto del "salvataggio" invocato dall'Isvap, arrecherebbe ulteriore danno ai piccoli azionisti che hanno puntato i propri soldi su queste società e devono versarne altri invece che beneficiare del cambio di controllo. Quindi, se la vostra commissione (ovvero Consob), che dovrebbe per sua natura tutelare i piccoli risparmiatori, permettesse che si faccia l'Opa al piano di sopra di Premafin, il cui beneficiario è quasi interamente Ligresti, e non imponesse l'obbligo di Opa ai piani di sotto, ovvero per prima cosa su Fonsai, provocherebbe con tale decisione un autentico disastro per i piccoli risparmiatori ed azionisti, che sarebbero beffati due volte, ovvero al posto di trarre vantaggio dal cambio di controllo, sarebbero costretti a partecipare a corposi aumenti di capitale con conseguente ulteriore discesa dei valori dei titoli in borsa, dopo le ingenti perdite già subite negli ultimi anni per i disastri attribuibili ai Ligresti, di cui sopra (perdita di almeno il 90 % del valore delle azioni stesse).
Riassumendo, le nostre richieste sono quindi che venga imposta l'Opa a cascata su Fonsai, questo per tutelare i piccoli azionisti contro gli evidenti danni che rischiano di subire e per i motivi già esposti in precedenza, anche perché in tale vicenda non è appropriato usare il termine "salvataggio", visto che Fonsai possiede quote azionarie rilevanti di aziende Italiane importanti liquidabili in tempi rapidi ed è azionista di maggioranza anche di Milano assicurazioni (con parametri di solvibilità di tutto rispetto), cedibile anch'essa o integrabile con la stessa Fonsai.
Più che mai quindi vi chiediamo che questa volta la Consob si erga a difesa dei piccoli azionisti, con il supporto anche delle autorevoli opinioni di esperti quali Zingales e Borghesi, e in risposta all'esposto presentato dall'Adusbef alla procura di Milano".
Piccoli risparmiatori Fonsai ed Unipol
Cristiano F.
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Sono un piccolo azionista Milano Assicurazioni, ero piccolo e ora piccolissimo visto come i Ligresti e i loro conniventi hanno ridotto la società.
1) Il rafforzamento delle riserve degli ultimi anni è totalmente anomalo rispetto ad ogni altra compagnia planetaria. I bilanci passati scontavano politiche strane e si distribuivano dividendi a Ligresti che probabilmente non erano distribuzione di utili ma di capitale.
2) In molti bilanci passati la società dichiarava politiche di riservazione "particolarmente prudenti".
3) Fausto Marchionni ha avuto una buonuscita da 10 milioni di euro per aver condotto la società al collasso.
4) Il budget presentato da Emanuele Erbetta a inizio 2011 considerava un utile di 50 miliani, ci saranno perdite per quasi un miliardo con la giustificazione "a causa delle svalutazioni". Ora ci sarà un ulteriore rafforzamento di riserve per centinaia di milioni, come faceva Erbetta a non sapere un anno fa che sarebbe stato necessario?
Massimiliano M.
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Il salvataggio Fonsai mi disgusta all'estremo. In un momento in cui c'è questa crisi e il governo invoca equità e giustizia si deve leggere che Unipol darebbe una buona uscita di quel valore a coloro che hanno portato l'azienda sul lastrico? E magari il tutto anche senza Opa su Fonsai e Milano Assicurazioni. A Ligresti viene offerta una cifra per un controvalore di circa 4,6 euro per azione, una liquidazione di 700mila euro l'anno per 5 anni a lui e ai figli per un patto di non concorrenza e a noi azionisti di minoranza tocca un nuovo aumento di capitale da sottoscrivere per pagarlo. Ci vuole una class action, altro che buona uscita!
Moravio S.
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Buongiorno, vi prego di fare luce, sull'operazione che Unipol e la famiglia Ligresti con l'aiuto di Mediobanca e Unicredit (creditori di entrambi) stanno facendo ai danni dei piccoli risparmiatori Unipol e Fonsai. E' uno scandalo che i Ligresti vengano pagati 5 volte il valore del titolo e non ci sia un'Opa su Fonsai.
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Buongiorno, bisogna difendere i piccoli risparmiatori, non le famiglie come i Ligresti che negli anni si sono distinte per lo sprezzante modo di fare finanza rovinando con tale condotta il nostro Paese. Vi chiediamo di fare una forte pressione per il ritiro immediato di tale progetto di fusione Fonsai-Unipol, o quanto meno modificarlo al fine di andare incontro ai piccoli risparmiatori in ogni caso evitando di premiare i Ligresti con un lauto compenso, che è la vera vergogna del progetto attuale, a scapito invece dei piccoli azionisti e risparmiatori, che anzi sarebbero in futuro ancora chiamati a mettere i propri risparmi in pesanti aumenti di capitale, di cui si sta attualmente parlando, con conseguente ulteriore crollo delle quotazioni, perdite che si aggiungerebbero alle perdite, in un momento già così pesante per i risparmiatori.
La vicenda sta infatti giustamente ottenendo molto clamore, anche grazie all'esposto alla procura di Milano da parte dell'Adusbef, l'immagine del mondo cooperativo potrebbe quindi essere per sempre danneggiata in modo grave se il progetto andasse avanti.
Giorgio T.
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Egregio Signore, in qualità di piccola azionista Unipol, mi permetto disturbarLa per chiederLe di voler dedicare la Sua attenzione alla situazione Unipol che rischia di danneggiare ulteriormente e gravemente i piccoli azionisti. La situazione Le è certamente nota, molti analisti e giornalisti finanziari ne hanno già scritto denunciando la situazione, un esposto è stato presentato alla Magistratura da parte dell'Adusbef, non occorre quindi che La annoi con ulteriori dettagli. La nostra speranza è che non si allenti l'attenzione su questa vicenda, in modo che vengano prese dagli organi competenti le giuste
decisioni al riguardo.
Graziella B.
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Mi auguro con tutto il cuore che il mondo cooperativo non voglia ignorare in un momento così critico i piccoli risparmiatori, infatti il progetto Unipol-Fonsai al momento disegnato recherebbe un danno economico devastante ai piccoli risparmiatori, e andrebbe solo a premio della famiglia Ligresti, per decenni sulle cronache dei giornali per fatti ben noti, certo non esempio di onestà e legalità.
Possibile che il mondo cooperativo voglia diventare con tale progetto complice di questa triste storia ai danni dei piccoli risparmiatori? Qualcuno ha valutato quale potrebbe essere il danno di immagine per il mondo cooperativo e i suoi tanti interessi, primo fra tutti la grande distribuzione?
Unipol può continuare la sua strada da sola o magari acquisire Fonsai partendo dalle azioni in mano ai piccoli risparmiatori (che clamorosamente potrebbero essere acquistate a prezzo inferiore di 5 volte circa a quello che si vuole pagare ai Ligresti), in ogni caso non dovrebbe per ovvie ragioni etiche pagare nessun premio ai Ligresti. Ancora di più, se tutto ciò viene fatto ai danni dei piccoli risparmiatori, che poi sono anche consumatori del mondo cooperativo stesso, e a danno anche delle stesse Cooperative, che con un prezzo ben inferiore potrebbero effettuare la stessa operazione.
Michele C.
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Mi chiedo, perchè il mondo della Cooperazione Legacoop si accinga ad intraprendere tale strada sbagliata sia eticamente che economicamente, esponendo il mondo della Cooperazione a perdite di credibilità ed economiche, oltrechè possibili azioni giudiziarie?
Già l'Adusbef, in merito alla valutazione di Premafin e a tutela dei piccoli azionisti, dei Lavoratori e dei Clienti Unipol (in antitesi al regalo proposto ai Ligresti) ha presentato un esposto alla magistratura, azione che condivido, approvo e sostengo in pieno. Aggiungo che a mio parere, se l'intento di Unipol è quello di salvare ed entrare nel capitale di FondiariaSai prendendone il controllo (per successiva fusione), lo stesso risultato può essere ottenuto applicando la metodologia usata per il salvataggio di Banca Profilo nel 2009 (aumento di capitale dell'azienda salvata riservato ad un nuovo azionista (fondo Sator) con apporto di capitale in cambio di azioni per ottenerne il controllo).
Allo stato attuale Unipol potrebbe dover pagare 748,5 mln di Euro per il 35% di Fonsai (150 milioni per Opa su Premafin, 322 milioni i debiti di Premafin, 260 milioni ricapitalizzazione Premafin per sottoscrizione aumento capitale del proprio 35% di FondiariaSai e 14 milioni per patto di non concorrenza a famiglia Ligresti).
Alle analoghe modalità dell'aumento di capitale effettuato per il salvataggio di Banca Profilo, con gli stessi 748,5 milioni Unipol potrebbe sottoscrivere interamente l'aumento di capitale necessario e previsto per FondiariaSai (riservando l'aumento di capitale ad Unipol, senza fare regali ai Ligresti ed escludendo i vecchi azionisti FondiariaSai dal dover aprire il portafoglio per ripianare le perdite) arrivando però al 46,19% della società (e non solo al 35%).
Concludo che non è giusto e tradisce lo spirito e gli ideali cooperativi l'eventuale decisione di sperperare tante risorse frutto del lavoro e della fiducia di tante donne e uomini onesti in favore solo della famiglia Ligresti.
Fabio B.
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Buongiorno, ho sempre creduto nel movimento cooperativo sostenendolo nelle varie cause: dal rapporto di Socio a consumatore di prodotti Coop passando anche attraverso l'adesione a varie iniziative del sistema cooperativo come la sottoscrizione di polizze Unipol e la sottoscrizione di azioni della stessa Unipol. I miei risparmi sono stati investiti in queste azioni e mi hanno visto sottoscrittore in occasione dell'ultimo aumento di capitale. A distanza di soli 18 mesi il valore del titolo ha falcidiato i miei risparmi a meno di un quinto dell'importo iniziale.
La mia stima e la mia fedelta' nei confronti del movimento comincia ad incrinarsi notevolmente. Alle luce dei fatti di cui si parla in questi giorni (Unipol/Fonsai) il valore dei piccoli azionisti di Unipol viene ulteriormente mortificato, mentre da parte delle Cooperative socie di Unipol non vedo nessuna iniziativa volta alla difesa dei piccoli soci che sono quasi sempre soci del movimento, frequentatori abituali dei punti di vendita Coop, talvolta dipendenti delle stesse cooperative e fruitori dei vari servizi offerti (polizze e quantaltro).
Credo che il compito dei dirigenti che ci rappresentano sia quello di difendere strenuamente le posizioni di questi soggetti, azione che non percepisco. Se ciò non cambierà smetterò di acquistare presso i punti vendita Coop e restituirò la mia tessera sociale, tagliata in due per spregio e fortissimo dissenso verso questo comportamento.