Economia

i mercati: la chiusura

Rendimento in forte calo per l'asta Btp
Seduta in flessione per le Borse europee

Seduta negativa anche a Wall Street. Male l'Asia. Stabile lo spread. Il Portogallo fatica a collocare il suo debito. Attesa per l'esito del primo vertice europeo del 2012. Sul tavolo le nuove regole di disciplina di bilancio. Euro in rialzo e greggio in calo

2 minuti di lettura
MILANO - Seduta negativa a Piazza Affari (Ftse-Mib: -1,21%) nonostante il Tesoro abbia collocato tutti i due miliardi di Btp a 10 anni nell'asta di oggi con rendimenti in calo al 6,08% dal 6,98% di dicembre. Giù anche il tasso nell'asta per i titoli a 5 anni: ne sono stati collocati 3,57 miliardi contro una richiesta di 4,63 miliardi di euro. Il rendimento è calato al 5,39% dal precedente 6,47%, a un livello leggermente sopra le attese degli analisti. Sul mercato secondario, però, lo spread resta vicino a 430 punti base con il decennale che rende il 6,054%, il quinquennale il 4,934% e il biennale il 3,592%.

A pesare sui mercati sono state ancora una volta le tensioni che circondano le Grecia. Tensioni anche in Portogallo dove il rendimento pagato dai titoli quinquennali di Lisbona è balzato al 22,69%, segnando un massimo storico per i dodici anni di vita dell'euro. La Bce - riferiscono fonti di mercato - sta intervenendo con acquisti sul debito lusitano. Soffrono anche le altre Piazza europee: Londra ha perso l'1,19%, Francoforte l'1,02%, Parigi dell'1,60%.

A Milano contrastate Unipol e Fonsai dopo l'annuncio del controverso accordo di integrazioni tra le due compagnie. Unipol ha perso oltre il 3,3%, Fondiaria Sai l'8,3%, mentre per Premafin il tonfo ha superato il 22%.

Attesa anche per l'esito del summit europeo iniziato alle 15 a Bruxelles, il primo del 2012, sulle nuove regole di disciplina di bilancio degli Stati europei, il cosiddetto "Fiscal compact". Male anche Madrid, in flessione dell'1,5%, per via dei dati sul Pil, calato dello 0,3% nel quarto trimestre rispetto ai tre mesi precedenti (ma in rialzo dello 0,3% su base annuale). E, peggio, il premier Mariano Rajoy ha ammesso che la Spagna non raggiungerà gli obiettivi di bilancio per il 2012. Pesante, in avvio, anche Wall Street: il Dow Jones cede lo 0,7%, lo S&P 500 lo 0,7%, il Nasdaq l'1%.

L'euro però non pare soffrire le tensioni politiche del Vecchio continente, così si muove a quota 1,3104 nei confronti del dollaro, in rialzo rispetto alla chiusura di venerdì a 1,29.

I redditi dei lavoratori americani sono cresciuti in dicembre dello 0,5%, un decimo in più delle attese degli analisti. Secondo i dati resi noti oggi dal dipartimento del commercio, le spese per i consumi personali sono invece rimaste invariate nel mese, contro attese per un incremento dello 0,1%. Di conseguenza il tasso di risparmio è salito in dicembre al 4% dal 3,5% di novembre. In rialzo anche l'indice sull'attività manifatturiera dell'area di Chicago, salito dell'1,7% mensile e dell'8,4% annuo in dicembre.

Seduta negativa anche sui mercati asiatici: Tokyo ha chiuso in calo dello 0,54% e scontato la debole seduta segnata venerdì da Wall Street e il recupero dello yen. Shanghai ha chiuso in calo del l'1,47%, Seul dell'1,24, mentre Hong Kong perde circa l'1,5%.

All'inizio della seduta a New York, il barile si attesta in calo, dopo che l'Iran ha rimandato la decisione su un possibile stop alle esportazioni di greggio verso l'Unione europea, riducendo almeno per il momento il rischio di una riduzione dell'offerta. I future sul petrolio a febbraio sono scambiati a 98,64 dollari al barile, in calo di 92 centesimi rispetto alla chiusura di venerdì. In chiusura a Wall Street il Dow Jones perde lo 0,05%, il Nasdaq lo 0,16%.