MILANO - Rimbalza Piazza Affari sullo slancio del positivo vertice europeo di Bruxelles, ma sul finale lima i guadagni e dopo aver recuperato anche oltre l'1,5%, il Ftse-Mib chiude in progressione dello 0,48%. A pesare sul finale di seduta sono i listini Usa che dopo una buona partenza hanno ripiegato in territorio negativo a causa dell'indice dei direttori acquisti stilato dall'Ism di Chicago (sceso a gennaio a 60,2 punti dai precedenti 62,2 punti). Sull'andamento dei mercati hanno influito anche i prezzi delle case in calo - secondo l'indice Case/Shiller delle principali aree metropolitante - dello 0,7% a novembre, più dell'atteso arretramento dello 0,5%. In netta frenata anche la fiducia dei consumatori: a gennaio arretra a 61,1 punti, contro i 64,8 punti di dicembre e contro un atteso rialzo a 68 punti. L'indice delle aspettative scende da 77 a 76,2 punti e quello sulle condizioni attuali arretra da 46,5 a 38,4 punti. E così Wall Street ha archiviato una seduta debole: il dow jones ha chiuso a - 0,16%, il Nasdaq a +0,07.
Nel resto del Vecchio continente Londra recupera lo 0,28%, Francoforte lo 0,27% e Parigi l'1,12%. In calo a 416 punti il differenziale tra il Btp e il Bund a 10 anni. Sul mercato secondario il decennale scende sotto il 6% a 5,91%, il quinquennale il 4,68%, il biennale il 3,41%. A sostenere i mercati sono i titoli bancari, tutti in netta ripresa. Il settore sale complessivamente dello 0,9%, in attesa che si possa raggiungere un accordo sul debito della Grecia. I mercati plaudono alle decisioni prese ieri dal Consiglio europeo che ha avviato le riforme per i nuovi trattati di stabilità del Vecchio continente. L'euro però è in calo nei confronti del dollaro a 1,307.
Calano a sorpresa le vendite al dettaglio in Germania. Nel mese di dicembre, secondo l'ufficio federale di statistica, le vendite sono scese dello 0,9% su base annua e dell'1,4% su base mensile. Gli analisti si aspettavano un +0,5% mensile. Sull'intero 2011 il retail è cresciuto dello 0,9% rispetto all'anno precedente. Tensioni sul mercato del lavoro. In Germania la disoccupazione è ai minimi da 20 anni al 6,7%, in Italia è tornata al livello del 2001 all'8,9%, mentre nell'Eurozona è stabile al 10,4%. Quanto all'inflazione l'Ocse rileva che a fine dicembre è scesa al 2,9%, dal 3,1% di novembre, grazie in particolare a un rallentamento della corsa dei prezzi energetici (+8,1%, contro il +11,6% del mese precedente). Nell'Eurozona i prezzi, su base annua, hanno rallentato dal 3 al 2,7%; stabile invece al 3,3% il dato dell'Italia.
La Borsa di Tokyo ha chiuso poco sopra la parità (+0,11%) una seduta volatile. Oltre alle incertezze legate all'Europa, ha pesato l'incremento del tasso di disoccupazione di dicembre salito al 4,6% in termini percentuali e calato di 240 mila unità a 2,75 milioni in termini assoluti rispetto a un anno fa. Nel resto dell'Asia, Shanghai ha chiuso a +0,33%, Seul a +0,79% e Hong Kong guadagna l'1,14%. Chiusura in lieve calo, ieri, per Wall Street dove l'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,05% a 12.653,72 punti, mentre l'indice tecnologico Nasdaq ha archiviato la seduta a 2.811,94 punti (-0,16%).
Petrolio in rialzo sui mercati asiatici dove il barile è tornato sopra la barra dei 99 dollari all'indomani del summit europeo di Bruxelles e sulla scia del positivo dato giapponese sui consumi delle famiglie. Il Wti per consegna marzo è trattato oltre quota 98,8 dollari al barile dai 98,78 di ieri. Lo stesso contratto per il Brent scambia a 111,05 dollari da 110,75.
Nel resto del Vecchio continente Londra recupera lo 0,28%, Francoforte lo 0,27% e Parigi l'1,12%. In calo a 416 punti il differenziale tra il Btp e il Bund a 10 anni. Sul mercato secondario il decennale scende sotto il 6% a 5,91%, il quinquennale il 4,68%, il biennale il 3,41%. A sostenere i mercati sono i titoli bancari, tutti in netta ripresa. Il settore sale complessivamente dello 0,9%, in attesa che si possa raggiungere un accordo sul debito della Grecia. I mercati plaudono alle decisioni prese ieri dal Consiglio europeo che ha avviato le riforme per i nuovi trattati di stabilità del Vecchio continente. L'euro però è in calo nei confronti del dollaro a 1,307.
Calano a sorpresa le vendite al dettaglio in Germania. Nel mese di dicembre, secondo l'ufficio federale di statistica, le vendite sono scese dello 0,9% su base annua e dell'1,4% su base mensile. Gli analisti si aspettavano un +0,5% mensile. Sull'intero 2011 il retail è cresciuto dello 0,9% rispetto all'anno precedente. Tensioni sul mercato del lavoro. In Germania la disoccupazione è ai minimi da 20 anni al 6,7%, in Italia è tornata al livello del 2001 all'8,9%, mentre nell'Eurozona è stabile al 10,4%. Quanto all'inflazione l'Ocse rileva che a fine dicembre è scesa al 2,9%, dal 3,1% di novembre, grazie in particolare a un rallentamento della corsa dei prezzi energetici (+8,1%, contro il +11,6% del mese precedente). Nell'Eurozona i prezzi, su base annua, hanno rallentato dal 3 al 2,7%; stabile invece al 3,3% il dato dell'Italia.
La Borsa di Tokyo ha chiuso poco sopra la parità (+0,11%) una seduta volatile. Oltre alle incertezze legate all'Europa, ha pesato l'incremento del tasso di disoccupazione di dicembre salito al 4,6% in termini percentuali e calato di 240 mila unità a 2,75 milioni in termini assoluti rispetto a un anno fa. Nel resto dell'Asia, Shanghai ha chiuso a +0,33%, Seul a +0,79% e Hong Kong guadagna l'1,14%. Chiusura in lieve calo, ieri, per Wall Street dove l'indice Dow Jones ha ceduto lo 0,05% a 12.653,72 punti, mentre l'indice tecnologico Nasdaq ha archiviato la seduta a 2.811,94 punti (-0,16%).
Petrolio in rialzo sui mercati asiatici dove il barile è tornato sopra la barra dei 99 dollari all'indomani del summit europeo di Bruxelles e sulla scia del positivo dato giapponese sui consumi delle famiglie. Il Wti per consegna marzo è trattato oltre quota 98,8 dollari al barile dai 98,78 di ieri. Lo stesso contratto per il Brent scambia a 111,05 dollari da 110,75.