MILANO - Dopo la Grecia, Moody's taglia rating e outlook di 114 banche in 16 Paesi europei. La scorsa notte l'agenzia ha rivisto il proprio giudizio su diversi enti locali, anche italiani, minando ulteriormente la fiducia degli investitori. Moody's spiega che la decisione riflette il prolungarsi della crisi dell'Eurozona e il deterioramento dell'affidabilità dei prestiti sovrani dell'area. Gli istituti di credito italiani coinvolti sono 24.
Lo spread tra titoli di Stato tedeschi e italiani a 10 anni cala in chiusura a 376 punti dopo aver toccato quota 410 punti per la prima volta dalla fine di gennaio, mentre i titoli delle banche trascinano in rosso le Borse: l'indice Stoxx di settore cede il 10%. Pesante anche il comparto auto (-1%) in scia ai dati negativi sulle immatricolazioni di gennaio. In chiusura di seduta Piazza Affari riduce il rosso e si ferma a -0,87%, mentre Londra perde lo 0,12%, Francoforte lo 0,19%, Parigi, invece, chiude in appena sopra la parità (+0,03%). Tra i titoli in evidenza a Milano c'è Prysmian (+1,57%) grazie a una commessa record da 800 milioni di euro per la realizzazione del progetto Western Hvdc Link, un nuovo collegamento elettrico sottomarino tra la Scozia e l'Inghilterra. Pesante Enel (-5,41%) dopo il taglio di raccomandazione arrivato da JpMorgan: secondo alcuni rumor la domanda di energia in Italia è calata del 3% a gennaio. E la generazione di energia pesa per il 22% dell'ebitda del gruppo: se lo scenario venisse confermato il margine del gruppo potrebbe calare del 4%.
A sostenere le quotazioni sui mercati europei è Wall Street: il Dow Jones recupera nella giornata lo 0,6%, come l'S&P e il Nasdaq. Gli acquisti sono spinti anche dal calo di 13mila unità, a quota 348mila, dei sussidi settimanali di disoccupazione, ai minimi da quattro e meglio delle attese degli analisti. In aumento dell'1,5% a 699mila unità la costruzione di nuove case, per il presidente della Fed, Ben Bernanke, però la ripresa dell'economia americana rimane "lenta in modo frustrante" nonostante alcuni recenti segnali di miglioramento. Wall Street ha chiuso in rialzo spinta dai buoni dati macroedonomici Usa e dalla speranza che la prossima settimana sia firmato l'accordo sul debito greco. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,96% e chiuso a quota 12904,16; il Nasdaq è cresciuto dell'1,51% a 2959,85 punti.
Sul fronte macroeconomico europeo, il Prodotto interno lordo della Spagna è calato dello 0,3% nel quarto trimestre 2011, mentre nell'intero anno appena chiuso ha registrato un progresso dello 0,7%. In Portogallo, invece, il tasso di disoccupazione è salito al 14% nel corso del quarto trimestre dal 12,4% dei tre mesi precedenti. Segnali positivi sul fronte del debito pubblico: la Spagna ha raccolto sul mercato 4,074 miliardi di euro mediante due collocamenti a 3 e 7 anni registrando una solida domanda ma tassi con andamenti contrastanti a seconda delle scadenze: sui tre anni è salito al 3,332% dal 2,861%, sui sette anni è sceso al 4,832% dal 5,352% di due settimane fa.
La Francia colloca bene 8,45 miliardi di bond con scadenza a 2, 3 e 5 anni. C'era attesa per i 5 miliardi di euro di nuovi quinquennali, collocati all'1,93% e per i quali ci sono state richieste di oltre 10 miliardi di euro.
Euro in lieve recupero nei confronti del dollaro a quota 1,307, mentre nel cambio con lo yen l'euro passa di mano oggi a quota 101,97 contro i 101,93 dell'ultima valutazione. Si è interrotta, invece, dopo tre sedute consecutive la striscia positiva che ieri aveva visto issarsi ai nuovi massimi da sei mesi la Borsa di Tokyo, tornata oggi in seppur lieve ribasso al termine di una giornata contrastata. L'indebolimento dello yen sui mercati valutari, potenzialmente positivo per l'export nipponico, ha comunque contribuito ad arginare le perdite.
Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida è sceso così a quota 9.238,10 dopo aver ceduto non più di 22,24 punti pari allo 0,24%. Analogo l'andamento odierno del Topix relativo all'intero listino, che a sua volta ha lasciato sul terreno 2,71 punti pari allo 0,33% per attestarsi in chiusura a quota 800,25.
Listini del petrolio in lieve rialzo: il Wti è salito a 101,93 dollari il barile, il Brent è ripresa a 119,60 dollari.
Lo spread tra titoli di Stato tedeschi e italiani a 10 anni cala in chiusura a 376 punti dopo aver toccato quota 410 punti per la prima volta dalla fine di gennaio, mentre i titoli delle banche trascinano in rosso le Borse: l'indice Stoxx di settore cede il 10%. Pesante anche il comparto auto (-1%) in scia ai dati negativi sulle immatricolazioni di gennaio. In chiusura di seduta Piazza Affari riduce il rosso e si ferma a -0,87%, mentre Londra perde lo 0,12%, Francoforte lo 0,19%, Parigi, invece, chiude in appena sopra la parità (+0,03%). Tra i titoli in evidenza a Milano c'è Prysmian (+1,57%) grazie a una commessa record da 800 milioni di euro per la realizzazione del progetto Western Hvdc Link, un nuovo collegamento elettrico sottomarino tra la Scozia e l'Inghilterra. Pesante Enel (-5,41%) dopo il taglio di raccomandazione arrivato da JpMorgan: secondo alcuni rumor la domanda di energia in Italia è calata del 3% a gennaio. E la generazione di energia pesa per il 22% dell'ebitda del gruppo: se lo scenario venisse confermato il margine del gruppo potrebbe calare del 4%.
A sostenere le quotazioni sui mercati europei è Wall Street: il Dow Jones recupera nella giornata lo 0,6%, come l'S&P e il Nasdaq. Gli acquisti sono spinti anche dal calo di 13mila unità, a quota 348mila, dei sussidi settimanali di disoccupazione, ai minimi da quattro e meglio delle attese degli analisti. In aumento dell'1,5% a 699mila unità la costruzione di nuove case, per il presidente della Fed, Ben Bernanke, però la ripresa dell'economia americana rimane "lenta in modo frustrante" nonostante alcuni recenti segnali di miglioramento. Wall Street ha chiuso in rialzo spinta dai buoni dati macroedonomici Usa e dalla speranza che la prossima settimana sia firmato l'accordo sul debito greco. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,96% e chiuso a quota 12904,16; il Nasdaq è cresciuto dell'1,51% a 2959,85 punti.
Sul fronte macroeconomico europeo, il Prodotto interno lordo della Spagna è calato dello 0,3% nel quarto trimestre 2011, mentre nell'intero anno appena chiuso ha registrato un progresso dello 0,7%. In Portogallo, invece, il tasso di disoccupazione è salito al 14% nel corso del quarto trimestre dal 12,4% dei tre mesi precedenti. Segnali positivi sul fronte del debito pubblico: la Spagna ha raccolto sul mercato 4,074 miliardi di euro mediante due collocamenti a 3 e 7 anni registrando una solida domanda ma tassi con andamenti contrastanti a seconda delle scadenze: sui tre anni è salito al 3,332% dal 2,861%, sui sette anni è sceso al 4,832% dal 5,352% di due settimane fa.
La Francia colloca bene 8,45 miliardi di bond con scadenza a 2, 3 e 5 anni. C'era attesa per i 5 miliardi di euro di nuovi quinquennali, collocati all'1,93% e per i quali ci sono state richieste di oltre 10 miliardi di euro.
Euro in lieve recupero nei confronti del dollaro a quota 1,307, mentre nel cambio con lo yen l'euro passa di mano oggi a quota 101,97 contro i 101,93 dell'ultima valutazione. Si è interrotta, invece, dopo tre sedute consecutive la striscia positiva che ieri aveva visto issarsi ai nuovi massimi da sei mesi la Borsa di Tokyo, tornata oggi in seppur lieve ribasso al termine di una giornata contrastata. L'indebolimento dello yen sui mercati valutari, potenzialmente positivo per l'export nipponico, ha comunque contribuito ad arginare le perdite.
Al termine delle contrattazioni l'indice Nikkei dei 225 titoli-guida è sceso così a quota 9.238,10 dopo aver ceduto non più di 22,24 punti pari allo 0,24%. Analogo l'andamento odierno del Topix relativo all'intero listino, che a sua volta ha lasciato sul terreno 2,71 punti pari allo 0,33% per attestarsi in chiusura a quota 800,25.
Listini del petrolio in lieve rialzo: il Wti è salito a 101,93 dollari il barile, il Brent è ripresa a 119,60 dollari.