Economia

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Grecia, l'Eurogruppo vota sui nuovi aiuti
Passo indietro del Fmi, 120 miliardi dall'Ue

Il Fondo monetario internazionale potrebbe mettere sul piatto solo 13 miliardi. Le condizioni economiche hanno portato il fabbisogno di Atene a 136 miliardi. In cassa ci sono solo 34 miliardi

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MILANO - Il destino della Grecia è appeso all'Eurogruppo di oggi. Il mercato scommette sul via libera agli aiuti, ma a poche ore dall'inizio della riunione sorgono nuove nubi sul cielo di Atene. E sì perché secondo i calcoli del Financial Times e del Wall Street Journal, alla Grecia potrebbero non bastare più i 130 miliardi preventivati: ne servirebbero almeno 136 e, peggio, il Fondo Monetario Internazionale potrebbe fare un passo indietro e mettere sul piatto solo 13 miliardi lasciare a Bruxelles l'onere di trovare 123 miliardi. Molti più degli 80 raccolti per la prima tranche di aiuti nel maggio 2010. Parte delle risorse potrebbero arrivare dalla Banca centrale europea che ha deciso di restituire agli stati membri il plusvalore realizzato con l'acquisto sul mercato secondario dei bond greci a prezzi stracciati rispetto al loro valore nominale: in questo modo Francoforte potrebbe ricavare circa 10-15 miliardi di euro.

A complicare la situazione è il peggioramento della situazione economica che rende più difficile la riduzione del debito pubblico al 120% del Pil nel 2020, rispetto al 160% attuale. Nell'analisi di sostenibilità presentata ai ministri, la troika prevede che, senza azioni aggiuntive, il debito pubblico greco non riuscirà a calare nel 2020 al di sotto del 129% del Pil. Il 9% in più vale 25-30 miliardi di euro, che quindi bisognerà trovare da qualche altra parte. Fra le soluzione proposte, oltre all'aumento delle risorse, anche l'allungamento della durata del piano di aiuti e di una diminuzione dei tassi d'interesse pagati da Atene per il primo programma di aiuti da 110 miliardi di euro (concesso a maggio 2010 e di cui sono stati versati finora 73 miliardi).

Di certo il prossimo 20 marzo scadono 14,5 miliardi di titoli di Stato che Atene dovrà rimborsare per evitare il fallimento. Il rischio è, quindi, che oggi si arrivi all'ennesimo rinvio; il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha già annunciato che potrebbe convocare un nuovo summit dell'eurozona il 2 marzo e non è escluso che venga decisa una divisione in due parti del piano di aiuti. Una parte subito per far fronte alla scadenza di marzo, e un'altra dopo le elezioni di aprile, in modo da evitare sorprese da chi formerà il prossimo governo greco.

Nel frattempo Atene continua a fare buon viso a cattivo gioco e, in qualche modo, ha realizzato tutte le condizioni poste dai ministri finanziari nel loro ultimo incontro straordinario. Sabato scorso il governo ha deciso la nuova riduzione delle pensioni per recuperare gli ultimi 325 milioni di euro e il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble ha dichiarato che "siamo prossimi ad avere una solida base per prendere una decisione lunedì"; la Commissione europea "si aspetta che l'Eurogruppo prenda in questa riunione tutte le decisioni necessarie per il secondo piano di aiuti alla Grecia".