Economia

la cronologia

Grecia, le tappe della crisi

Il percorso che ha portato alla concessione della seconda tranche di aiuti alla Grecia è iniziato nel 2009 e prima di giungere alla sua conclusione ha attraversato tutti gli alti e bassi vissuti negli ultimi due anni e mezzo dall'unione monetaria europea

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18 ottobre 2009 - Il nuovo governo socialista del primo ministro George Papandreou annuncia che il deficit di bilancio raggiungerà almeno il 12% del pil, il doppio rispetto alle stime precedenti. Il disavanzo raggiunge infine il 15,6% del prodotto interno lordo.

8 dicembre 2009 - L'agenzia Fitch abbassa il rating della Grecia da A- a BBB+. Il rating sui bond di Atene da parte di tre principali agenzie internazionali ha raggiunto infine il livello spazzatura.

3 marzo 2010 - Atene annuncia il primo piano di austerità, che prevede tra l'altro aumento dell'Iva e delle tasse sugli alcolici e sui tabacchi, il congelamento delle pensioni e tagli agli stipendi nel settore pubblico.

23 aprile 2010 - Dopo aver introdotto la prima serie di misure di austerità il primo ministro chiede all'eurozona e al Fondo monetario internazionale (Fmi) un prestito di salvataggio, spiegando che la Grecia non è in grado di affrontare l'aumento dei tassi d'interesse sul debito.

2 maggio 2010 - I ministri delle Finanze dell'eurozona decidono di garantire alla Grecia un prestito da 110 miliardi di euro che sarà erogato a rate nei tre anni successivi.

18 maggio 2010 - La Grecia riceve 14,5 miliardi di euro in prestito, appena in tempo per la scadenza del pagamento di alcuni titoli di Stato.

23 aprile 2011 - Dai dati della Commissione europea emerge che il deficit di bilancio di Atene ha raggiunto il 13,6% del Pil nel 2009, quasi un punto percentuale in più rispetto alla stima del governo di Atene, pari al 12,7%.

29 giugno 2011 - Il Parlamento greco approva un piano di austerità da 28 miliardi di euro. In due giorni di violente proteste nelle strade del Paese rimangono ferite 300 persone, tra manifestanti e agenti di polizia. Il piano prevede tagli alle spese e aumenti delle tasse. L'approvazione delle misure è una condizione imposta dall'Ue, necessaria per ricevere ulteriori aiuti.

3 luglio 2011 - I ministri delle Finanze dell'Ue si accordano per erogare alla Grecia la tranche da 8,7 miliardi di euro, ma rinviano la decisione su un secondo pacchetto di salvataggio. Senza la nuova rata e senza il pagamento di 3,3 miliardi di euro autorizzati alcuni giorni dopo dall'Fmi, Atene sarebbe andata in default in pochi giorni, diventando il primo Paese sviluppato ad andare in bancarotta negli ultimi 60 anni.

2 ottobre 2011 - Il ministero delle Finanze di Atene annuncia che la Grecia non raggiungerà gli obiettivi di deficit per il 2011 e il 2012 stabiliti insieme ai creditori internazionali. Il ministero stima che nel 2011 il deficit raggiungerà l'8,5% del Pil, invece del 7,8%, mentre nel 2012 il disavanzo sarà pari al 6,8%, e non al 6,5% come previsto. Il ministero spiega l'abbassamento delle stime con una recessione più grave del previsto. Di seguito il governo rivedrà il deficit per il 2011 al 9,5%.

27 ottobre 2011 - I leader europei raggiungo un accordo con i creditori della Grecia in base al quale gli investitori privati accetteranno una perdita del 50% del valore nominale dei bond greci in loro possesso. In questo modo i funzionari sperano di ridurre il livello del debito di Atene al 120% del Pil entro il 2020. L'accordo, raggiunto dopo quasi 11 ore di colloqui, prevede un nuovo pacchetto di salvataggio per la Grecia del valore di 130 miliardi di euro, concesso dall'Ue e dall'Fmi.

4 novembre 2011  - Papandreou ottiene la fiducia del Parlamento, ma un gruppo di deputati socialisti chiede la formazione di un governo di unità nazionale.
5 novembre 2011 - I leader dei due più grandi partiti politici decidono di formare un governo di unità nazionale per iniziare ad applicare il piano di salvataggio e poi tenere elezioni anticipate.

11 novembre 2011 - Lucas Papademos, ex vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), presta giuramento come primo ministro di un nuovo esecutivo, sostenuto da socialisti, conservatori e dal partito di destra Laos.

16 novembre 2011 - Papademos ottiene la fiducia del Parlamento. Primo incontro con Charles Dallara, direttore dell'Istituto della finanza internazionale (Iif), che rappresenta i creditori privati della Grecia nelle trattative sull'haircut con il governo di Atene.

28 gennaio 2012 - Atene raggiunge un accordo preliminare con gli investitori privati per ridurre il debito del Paese e aprire la strada al secondo salvataggio da 130 miliardi di euro.

21 febbraio 2012 - Dopo oltre 12 ore di colloqui i Paesi dell'eurozona raggiungono l'accordo per il via libera a un secondo prestito ad Atene, da 130 miliardi di euro, che permetterà di salvare la Grecia dal default altrimenti previsto per marzo. L'accordo prevede la riduzione del debito del Paese al 120,5% del Pil entro il 2020.