Economia

i mercati: la chiusura

La Cina taglia le stime di crescita
Seduta negativa per le Borse mondiali

Pechino prevede che quest'anno non crescerà più del 7,5%. E' il più basso dal 2004. I listini europei prima scivolano, poi iniziano una lenta marcia di risalita, ma non riescono ad andare sopra la parità. Male anche l'Asia e Wall Street. Lo spread Btp/Bund resta stabile intorno ai 310 punti base. Quotazioni in rialzo per il petrolio. Deludente l'indice Pmi dell'Eurozona

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MILANO - Seduta con il segno meno per la Borse europee a causa del nervosismo intorno allo swap del debito greco e all'annuncio, fatto stamani a Pechino, che quest'anno l'economia cinese non dovrebbe crescere più del 7,5%, il livello più basso dal 2004. A Milano Piazza Affari ha chiuso in ribasso dello 0,68%, mentre tra gli altri mercati del Vecchio continente Londra cede lo 0,55%, Francoforte lo 0,79% e Parigi lo 0,39%. Tra i titoli di Piazza Affari sono andate male le banche e soprattutto Finmeccanica (-2,91%) col mercato che ragiona su conti, dismissioni e possibili avvicendamenti al vertice del gigante pubblico.

Seduta negativa anche a Wall Street dove il Dow Jones perde lo 0,6%, lo S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq l'1,4%. Le Borse Usa perdono nonostante i dati macroeconomici positivi: l'indice Ism dei servizi a febbraio sale a 57,3 da 56,8 punti, contro una stima per un calo a 56 punti. Bene anche gli ordini industriali a gennaio in calo dell'1%, una discesa inferiore alle attese.

Sul fronte obbligazionario lo spread Btp-Bund è tornato a quota 311, lo stesso livello a cui aveva chiuso la scorsa settimana, dopo aver toccato un picco di 320 punti in mattinata.

A pesare sulla giornata borsistica europea si è aggiunto anche l'indice Pmi composito dell'Eurozona, sceso a 49,3 punti a febbraio dai 50,4 punti di gennaio. Il dato è peggiore delle attese, che erano pari a 49,7 punti. Migliori i segnali provenienti dalle vendite al dettaglio nell'Eurozona a gennaio, in crescita dello 0,3% e dello 0,4% nella Ue.

In Asia la Borsa di Tokyo è scivolata nel finale e ha chiuso a -0,80%, spinta verso il basso dalle prese di beneficio, la debolezza di Wall Street e la risalita dello yen su dollaro ed euro. L'indice Nikkei ha ceduto 78,44 punti, a quota 9.698,59, e ha ripiegato dai massimi del 2 agosto 2011. A Hong Kong l'indice Hang Seng ha perso l'1,38%, Shanghai è arretrata dello 0,64%, mentre a Seul il Kospi ha lasciato lo 0,91%.

L'euro è scambiato a 1,3223 contro il dollaro e 107,637 contro lo yen. Il petrolio apre in rialzo di 14 centesimi a 106,84 dollari al barile al mercato di New York. L'oro è sostanzialmente stabile sui mercati internazionali con il lingotto consegna aprile che guadagna lo 0,2% a 1.713,70 dollari l'oncia. In controtendenza il lingotto consegna spot che cede lo 0,2% a 1.709,82 dollari.