Economia

la crisi<strong><br /></strong>

Marcegaglia: "No a una cattiva riforma
Senza art. 18, sul lavoro cambia tutto"

La presidente uscente degli industriali nega la possibilità di licenziamenti a catena: "Non c'è imprenditore che rinuncerebbe a un bravo lavoratore solo per il gusto di mandarlo a casa. E' assurdo"

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MILANO - La riforma del mercato del lavoro messa a punto dal governo Monti "è una proposta complessiva, ma che ha ancora dei difetti: riduce un po' la flessibilità in entrata (false partite iva), aumenta un po' il costo della flessibilità in entrata, c'è una parte degli ammortizzatori sociali e sulla flessibilità in uscita introduce alcuni elementi interessanti". E' la sintesi della presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenuta all'assemblea generale di Confindustria Mantova, dove ha negato che in futuro ci possa essere un'ondata di licenziamenti: "Ditemi qual'è quell'imprenditore che se ha un bravo lavoratore lo licenzia per il gusto di licenziare. E' una cosa che non sta ne in cielo nè in terra".

Il sistema Italia, ha continuato il numero uno degli industriali, non esiste in alcuna parte del mondo e comunque, ha aggiunto, "se si può cambiare quel poco di flessibilità in uscita, piuttosto che fare una cattiva riforma del lavoro è meglio non farla. La faremo magari in un altro momento". Insomma nel caso venisse modificato l'impianto della riforma allora ci dovrebbe essere "una nuova proposta completamente diversa. Non possiamo infatti levare questo pezzo (l'articolo 18) e lasciare gli oneri maggiori alle imprese".

Parlando poi del problema degli esodati Marcegaglia ha auspicato che che sia il governo a farsene carico: "Ci sono persone che rischiano di rimanere senza posto di lavoro, nè pensione. Ma non è accettabile che questo significhi un aumento del costo del lavoro per le imprese". Anche perché i dati sulla disoccupazione provano che l'Italia "è ancora in recessione. Quest'anno faremo un -1,6% di pil".