ROMA - Nessuna richiesta sull'articolo 18, ma un consistente pacchetto di mofiche alla parte della legge sulla riforma del lavoro che regola la flessibilità in entrata. E' questo in estrema sintesi la conclusione del faccia a faccia avvenuto questa mattina tra il segretario del Pdl Angelino Alfano e la presidente di di Confindustria Emma Marcegaglia.
"La riforma del mercato del lavoro noi vogliamo approvarla perché serve all'Italia anche per quanto riguarda la credibilità nei mercati internazionali. Serve farla bene per questo vogliamo modificare alcune norme troppo gravose e negative per quanto riguarda le assunzioni", si è limitato a dire Alfano. E' entrato invece maggiormente nei dettagli Giuliano Cazzola, anche lui presente all'incontro. "La delegazione di imprenditori che abbiamo ricevuto - ha chiarito il parlamentare del Pdl - non ci ha chiesto nulla ma ci ha fatto presente la questione dei contratti a termine, delle partite Iva, e dell'apprendistato: tutte cose che sostanzialmente diciamo e chiediamo noi".
Sull'argomento è intervenuto anche Fabrizio Cicchitto. "Continueremo a lavorare alle modifiche del ddl di riforma del lavoro con spirito di collaborazione e non conflittuale con il governo Monti", ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camerasostenendo che il testo così come è ora "è troppo sbilanciato contro le imprese".
Alfano è tornato invece sulla questione dell'Imu, che il Pdl vuole sia una tassa straordinaria. "Noi - ha sottolineato - proponiamo che non venga più rinnovata nel 2013 e siccome la botta è grossa proponiamo anche che possa essere pagata a rate".
Auspica cambiamenti al testo del dl lavoro, ma in senso opposto a quelli chiesti da Confindustria, anche la Cgil. "A differenza di tanti che cominciano a sbraitare in queste ore abbiamo detto che gli obiettivi erano quelli di ridurre la precarietà e che avremmo misurato rispetto a questo gli avanzamenti e gli arretramenti. Ci pare che nel testo finale del ddl sul mercato del lavoro ci siano degli oggettivi arretramenti e non ci sia una risposta ai giovani di questo paese", ha sottolineato la segretaria Susanna Camusso. "Così come - ha aggiunto - sugli ammortizzatori c'è troppa frettolosità rispetto invece ad una situazione di crisi economica ancora molto pesante e con necessità di protezione per tutte quelle persone che hanno visto con la riforma del Governo Monti allontanarsi di molto la prospettiva della pensione. Pensiamo che sia utile che il Parlamento faccia un lavoro che rimetta in equilibrio il rapporto tra l'ingresso al lavoro e gli ammortizzatori, dopodiché non pensiamo, e lo abbiamo detto, che i licenziamenti facili siano un problema di questo Paese".
"La riforma del mercato del lavoro noi vogliamo approvarla perché serve all'Italia anche per quanto riguarda la credibilità nei mercati internazionali. Serve farla bene per questo vogliamo modificare alcune norme troppo gravose e negative per quanto riguarda le assunzioni", si è limitato a dire Alfano. E' entrato invece maggiormente nei dettagli Giuliano Cazzola, anche lui presente all'incontro. "La delegazione di imprenditori che abbiamo ricevuto - ha chiarito il parlamentare del Pdl - non ci ha chiesto nulla ma ci ha fatto presente la questione dei contratti a termine, delle partite Iva, e dell'apprendistato: tutte cose che sostanzialmente diciamo e chiediamo noi".
Sull'argomento è intervenuto anche Fabrizio Cicchitto. "Continueremo a lavorare alle modifiche del ddl di riforma del lavoro con spirito di collaborazione e non conflittuale con il governo Monti", ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camerasostenendo che il testo così come è ora "è troppo sbilanciato contro le imprese".
Alfano è tornato invece sulla questione dell'Imu, che il Pdl vuole sia una tassa straordinaria. "Noi - ha sottolineato - proponiamo che non venga più rinnovata nel 2013 e siccome la botta è grossa proponiamo anche che possa essere pagata a rate".
Auspica cambiamenti al testo del dl lavoro, ma in senso opposto a quelli chiesti da Confindustria, anche la Cgil. "A differenza di tanti che cominciano a sbraitare in queste ore abbiamo detto che gli obiettivi erano quelli di ridurre la precarietà e che avremmo misurato rispetto a questo gli avanzamenti e gli arretramenti. Ci pare che nel testo finale del ddl sul mercato del lavoro ci siano degli oggettivi arretramenti e non ci sia una risposta ai giovani di questo paese", ha sottolineato la segretaria Susanna Camusso. "Così come - ha aggiunto - sugli ammortizzatori c'è troppa frettolosità rispetto invece ad una situazione di crisi economica ancora molto pesante e con necessità di protezione per tutte quelle persone che hanno visto con la riforma del Governo Monti allontanarsi di molto la prospettiva della pensione. Pensiamo che sia utile che il Parlamento faccia un lavoro che rimetta in equilibrio il rapporto tra l'ingresso al lavoro e gli ammortizzatori, dopodiché non pensiamo, e lo abbiamo detto, che i licenziamenti facili siano un problema di questo Paese".