Economia

il caso

Cinquanta dollari per cinquanta recensioni
Il mercato dei falsi commenti su internet

Marco Camisani Calzolari ha comprato decine di commenti positivi sul web come idraulico pur essendo un professore di Comunicazione: "In rete non c'è nessuno controllo, eppure c'è in gioco la reputazione di persone e aziende" 

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MILANO - Cinquanta dollari per crearsi un'ottima reputazione, ma anche per distruggere quella di un concorrente. Oppure semplicemente per fare un dispetto a qualcuno. Poche settimane fa gli studiosi della Cornell University avevano rivelato l'esistenza di un mercato sotteraneo di recensioni sul web pagate profumatamente dalle aziende in causa. Un caso che aveva suscitato polemiche, da un lato il mondo delle imprese che chiede controlli e verifiche, dall'altro quello della rete che rivendica il diritto alla libertà.

Eppure il problema delle recensioni, delle opinioni, dei pareri cresce ogni giorno di più. Su TripAdvisor, per esempio, vengono registrati migliaia di commenti al secondo, un flusso di notizie impossibile da controllare e soprattutto da verificare. "Al punto che sono riuscito ad aver ottime recesioni come idraulico senza aver mai smontato un tubo in vita mia, ma solo pagando cinquanta dollari" racconta Marco Camisani Calzolari, professore di Comunicazione allo Iulm. Eppure sul suo sito personale sembra un professionista degli impianti: "Ha risolto il mio problema giusto in tempo" dice Himanshu; "ti ringrazio per l'eccezionale servizio che mi ha offerto la scorsa settimana" aggiunge Teresa e insieme a loro altre decine di finti utenti. I pareri però sembrano perfetti, tutti originali con uno stile diverso. Alcuni entusiasti, altri più realisti. In comune hanno il fatto che nessuno conosce Marco, gli è solo stato raccontanto che il professore è un appassionato e capace idraulico che vuole incrementare la propria visibilità. Di verifiche neppure l'ombra. 

Insomma, il gioco è semplice. Si contatta uno dei tanti siti che forniscono recesioni ad hoc, si racconta (o si inventa) il proprio caso e si effettua il pagamento. Poi arrivano le recensioni. Quelle comprate dal ricercatore sono state prodotte attraverso profili Facebook, "il che aumenta il valore dell'esperimento perché dimostra che non sono stato io a produrli. Si tratta per lo più di profili falsi, creati da società specializzate solo per sviluppare traffico", aggiungere commenti positivi (o negativi) e accrescere la visibiltà delle aziende in rete. Proprio Camisani Calzolari aveva denunciato, pochi mesi fa, la presenza di falsi follower su Facebook e su Twitter che servivano solo ad accrescere - virtualmente - la popolarità di un personaggio o di una azienda, "senza però aver un ritorno reale". 

Il caso delle recensioni però è diverso: "Tocca aspetti della vita quotidiana, crea o distrugge la reputazioni delle persone. Aumenta e riduce la possibilità di un business, basti pensare agli effetti di un commento su un sito di aste online come eBay, oppure al giudizio su un ristorante o un albergo su TripAdvisor. In questo senso il modello di Booking.com è diverso perché permette di commentare solo a chi è davvero stato nell'hotel in questione. Spesso conviene diffidare dei commenti troppo negativi". Le falle nella rete sono evidenti, ma i rimedi non sono semplici: "E' un problema di cultura, serve un cambio di mentalità perché in questo modo si creano solo danni, ma la strada è lunga" conclude Camisani Calzolari.