MILANO - "Il fronte principale su cui si giocano oggi la sostenibilità del debito pubblico e il rapporto con gli investitori finanziari internazionali è quello delle riforme strutturali e delle politiche per la crescita economica". Lo ha detto il vice direttore centrale della Banca d'Italia Salvatore Rossi in audizione alla Camera secondo cui si può riavviare la crescita solo "abbassando la pressione fiscale sui contribuenti in regola, grazie anche a una forte azione di contrasto all'evasione fiscale, ripensando la composizione del prelievo e la struttura delle imposte, accrescendo l'efficienza nella produzione dei servizi pubblici". In quest'ottica - rileva Rossi - le misure sull'Irpef compensano parte del drenaggio fiscale dell'ultimo quinquennio e riducono leggermente il cuneo fiscale sul lavoro, ma non arrecano benefici ai contribuenti con redditi inferiori alla soglia di esenzione dall'imposta. Per Bankitalia sarebbe meglio "un regime di tassazione con aliquote più basse e agevolazioni meno numerose e più semplici perché riduce le distorsioni, accresce la trasparenza, stimola lo sviluppo economico".
Insomma la situazione resta delicata e anche per questo Bankitalia sottolinea che in primavera "potrebbe essere prudente prevedere contenute misure correttive", connesse con il processo di revisione della spesa, così che si "assicuri il pareggio in termini strutturali anche dopo il 2013". Secondo Rossi, infatti, la Legge di Stabilità, "aumenta il disavanzo del 2013, di poco meno di 3 miliardi, portandolo all'1,8 per cento del Pil; in termini strutturali, non verrebbe comunque meno l'impegno al pareggio" preso con l'Ue. "Nel biennio successivo - ha proseguito il vice direttore generale di Bankitalia - la legge non modifica i saldi del quadro tendenziale: si lasciano emergere lievi disavanzi strutturali, ancorchè nei margini di tolleranza concessi dalle regole europee". Una situazione che riduce i margini di sicurezza che sarebbe "opportuno avere in un contesto di incertezza sulle prospettive di crescita e di volatilità dei mercati".
Secondo Palazzo Koch il taglio dell'Irpef rischia di diventare un'arma a doppio taglio perché molti enti locali per compensare il mancato gettito potrebbe inasprire l'imposizione fiscale: "L'evidenza finora disponibile con riferimento alle aliquote dell'Imu deliberate dai Comuni - prosegue Rossi - suffraga la rilevanza del rischio" che nel prossimo futuro aumentino le tasse locali. "In prospettiva - dice - sarebbe opportuno completare il processo di decentramento dotando gli enti di una sufficiente autonomia impositiva, a fronte però di entrate trasferite dal centro che siano circoscritte a finalità perequative e siano definite ex ante. La maggiore autonomia si dovrebbe accompagnare con adeguate forme di responsabilizzazione e di trasparenza".
A preoccupare Bankitalia è poi l'evasione dell'Iva che "resta molto ampia: aumentare il peso di questa imposta sul totale delle entrate richiede un rafforzamento dell'azione di contrasto all'evasione. La conferma dell'aumento permanente di un punto percentuale delle aliquote Iva riflette l'esigenza di ridurre il disavanzo di bilancio limitando gli effetti distorsivi sull'economia".
Insomma la situazione resta delicata e anche per questo Bankitalia sottolinea che in primavera "potrebbe essere prudente prevedere contenute misure correttive", connesse con il processo di revisione della spesa, così che si "assicuri il pareggio in termini strutturali anche dopo il 2013". Secondo Rossi, infatti, la Legge di Stabilità, "aumenta il disavanzo del 2013, di poco meno di 3 miliardi, portandolo all'1,8 per cento del Pil; in termini strutturali, non verrebbe comunque meno l'impegno al pareggio" preso con l'Ue. "Nel biennio successivo - ha proseguito il vice direttore generale di Bankitalia - la legge non modifica i saldi del quadro tendenziale: si lasciano emergere lievi disavanzi strutturali, ancorchè nei margini di tolleranza concessi dalle regole europee". Una situazione che riduce i margini di sicurezza che sarebbe "opportuno avere in un contesto di incertezza sulle prospettive di crescita e di volatilità dei mercati".
Secondo Palazzo Koch il taglio dell'Irpef rischia di diventare un'arma a doppio taglio perché molti enti locali per compensare il mancato gettito potrebbe inasprire l'imposizione fiscale: "L'evidenza finora disponibile con riferimento alle aliquote dell'Imu deliberate dai Comuni - prosegue Rossi - suffraga la rilevanza del rischio" che nel prossimo futuro aumentino le tasse locali. "In prospettiva - dice - sarebbe opportuno completare il processo di decentramento dotando gli enti di una sufficiente autonomia impositiva, a fronte però di entrate trasferite dal centro che siano circoscritte a finalità perequative e siano definite ex ante. La maggiore autonomia si dovrebbe accompagnare con adeguate forme di responsabilizzazione e di trasparenza".
A preoccupare Bankitalia è poi l'evasione dell'Iva che "resta molto ampia: aumentare il peso di questa imposta sul totale delle entrate richiede un rafforzamento dell'azione di contrasto all'evasione. La conferma dell'aumento permanente di un punto percentuale delle aliquote Iva riflette l'esigenza di ridurre il disavanzo di bilancio limitando gli effetti distorsivi sull'economia".