Economia

USA

Obama in vantaggio negli Stati chiave
171mila posti, disoccupazione sotto l'8%

Un nuovo sondaggio Ipsos vede il presidente uscente davanti a Romney in Virginia, Ohio e Florida. Per Obama, buone notizie dall'economia: i senza lavoro aumentano perché cresce il numero di persone che cercano un impiego attivamente. Aumentano gli occupati: trend positivo che continua da 25 mesi. Romney: "Siamo a un punto morto". Il presidente: "Fatti progressi reali"

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MILANO - Testa a testa fra il presidente Barack Obama e il candidato Mitt Romney. Secondo un sondaggio Ipsos, i due candidati sono pari con il 46%, ma a Obama è in vantaggio negli stati chiave di Virginia, Ohio e Florida. Vantaggio, comunque, che rientra nel margine di errore del sondaggio stesso. Obama è avanti di tre punti in Virginia e di due punti in Ohio e Florida, testa a testa con Romney in Colorado.

Il sondaggio registra, dunque, il rafforzamento della posizione del presidente uscente derivata dai consensi raccolti con la gestione dell'emergenza per l'uragano Sandy e le buone notizie giunte dall'economia: a ottobre gli Stati Uniti hanno creato più posti di lavoro del previsto, mentre la disoccupazione è aumentata, come previsto, dal 7,8 al 7,9% rimanendo quindi sotto la soglia dell'8%, dato oltre il quale nessun presidente è mai stato rieletto. Il mese scorso sono stati creati 171mila posti di lavoro.

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Duro il commento del candidato repubblicano, Mitt Romney, secondo cui i dati sul mercato del lavoro "ci ricordano che l'economia è virtualmente a un punto morto. Il tasso di disoccupazione è più alto ora di quando il presidente Obama ha assunto l'incarico". A gennaio 2009 era al 7,8%, ma è stato superiore all'8% per 43 mesi, la serie più lunga da quando è iniziata la raccolta dei dati del 1948. "Il presidente Obama - aggiunge Romney in un comizio in Wisconsin - non ha mai capito come si creano i posti di lavoro. Con Obama gli Stati Uniti potrebbero andare incontro ad un'altra recessione". "Io - promette Romney - dal primo giorno in cui sarò presidente aiuterò gli americani a tornare al lavoro. Obama si è più concentrato sull'Obamacare che sulla creazione di posti di lavoro. E gli elettori indecisi dovrebbero guardare di più ai risultati ottenuti negli anni dai candidati per scegliere".

Di tenore ovviamente diverso la valutazione del presidente: "L'economia americana sta facendo progressi reali", dice Obama aprendo la lunga serie di comizi di oggi in Ohio, lo Stato decisivo per la vittoria finale nelle elezioni del 6 novembre. "Ad ottobre - sottolinea - nel settore privato ci sono state più assunzioni che negli ultimi otto mesi". E ribadisce: "Finché ci sarà un solo americano che cerca lavoro e non riesce a trovarlo", questo significa che "la battaglia continua e abbiamo ancora del lavoro da fare".

Nel dettaglio di ottobre, l'economia americana ha creato 171mila posti di lavoro contro un incremento atteso dagli analisti di 125mila unità e in seguito anche a una revisione al rialzo degli occupati di settembre e di agosto, che salgono complessivamente di 84mila unità. Il settore privato ha creato in ottobre 184mila posti di lavoro, la cifra più elevata da febbraio. Da luglio, quindi, l'economia americana ha creato in media 173mila posti di lavoro al mese, in aumento rispetto alla media di 67mila, mantenendo un trend positivo che dura da 25 mesi.

Il tasso di disoccupazione (calcolato su una diversa base statistica) sale, invece, dal 7,8% al 7,9%, un dato atteso dal mercato anche in virtù dell'aumentato partecipazione al mondo del lavoro: a settembre gli occupati sono saliti di 148mila unità (dato rivisto dalle iniziali +114mila unità) e ad agosto di 192mila unità (dalle iniziali +142 mila unità). In sostanza diminuisco quanti hanno smesso di cercare attivamente lavoro.