PARIGI - La nuova partita di Maurizio Borletti si chiama Printemps. L'imprenditore italiano cerca infatti di non perdere la gestione del gruppo di distribuzione francese. Ceduto dalla famiglia Pinault nel 2006, il grande magazzino della capitale e le sue filiali sono di nuovo in vendita: la divisione della Deutsche Bank che detiene il pacchetto di controllo (70%) ha infattti deciso, com'era previsto, di cedere la sua partecipazione. Una vendita che mette in difficoltà il gruppo di azionisti guidati da Borletti (30%), che di fatto guida il Printemps (1,45 miliardi di fatturato nel 2011) e che è riuscito, grazie alla gestione di Paolo De Cesare, a ridare smalto all'ammiraglia di boulevard Haussmann.
I grandi magazzini non sono più quelli di una volta, dove si trovava di tutto, dal cacciavite all'abito da sposa. Con il passare dei decenni, molti sono stati chiusi, travolti dal cambiamento della grande distribuzione, che da una ventina d'anni punta tutto sulla diffusione monomarca, cioè sull'integrazione verticale produttore-distributore-consumatore. Ma a Parigi c'è un modello che ha fatto scuola: il Bon Marché, il più antico grande magazzino e l'unico sulla rive gauche, acquistato dalla Lvmh e trasformato in un megastore di lusso. Un modello che ha funzionato e che il Printemps ha adottato con successo, aumentando il fatturato e attirando la nuova clientela cinese.
Adesso, però, la Deutsche Bank vuole disfarsi della partecipazione, una scelta irritante per Borletti, che nel 2011 ha dovuto rassegnarsi di fronte all'arrivo della thailandese Central Retail Corporation, che ha preso il controllo della Rinascente. Secondo il "Figaro", Borletti cercherebbe un nuovo "sleeping partner" e starebbe pensando al gruppo cinese Wanda, che opera nell'immobiliare e non nella distribuzione (il che lascerebbe mano libera a Borletti per la gestione). Ma secondo il settimanale "Challenges", la vera offerta potrebbe arrivare dai rivali del Printemps, cioè dalle Galeries Lafayette, che sarebbero pronte a sborsare 1,6 miliardi per rilevare il gruppo controllato dalla Deutsche Bank e che già nel 2006 avevano tentato invano di prendere il controllo dell'azienda.
Un'operazione che potrebbe sollevare le perplessità dell'Authority della concorrenza, che sarebbe già stata informalmente consultata. I due gruppi sono rivali, oltre che nella capitale, anche in numerose città francesi, ma un'eventuale fusione potrebbe accompagnarsi alla cessione di assets non strategici. La battaglia è insomma aperta e la sorte del Printemps dovrebbe decidersi nei prossimi mesi.
I grandi magazzini non sono più quelli di una volta, dove si trovava di tutto, dal cacciavite all'abito da sposa. Con il passare dei decenni, molti sono stati chiusi, travolti dal cambiamento della grande distribuzione, che da una ventina d'anni punta tutto sulla diffusione monomarca, cioè sull'integrazione verticale produttore-distributore-consumatore. Ma a Parigi c'è un modello che ha fatto scuola: il Bon Marché, il più antico grande magazzino e l'unico sulla rive gauche, acquistato dalla Lvmh e trasformato in un megastore di lusso. Un modello che ha funzionato e che il Printemps ha adottato con successo, aumentando il fatturato e attirando la nuova clientela cinese.
Adesso, però, la Deutsche Bank vuole disfarsi della partecipazione, una scelta irritante per Borletti, che nel 2011 ha dovuto rassegnarsi di fronte all'arrivo della thailandese Central Retail Corporation, che ha preso il controllo della Rinascente. Secondo il "Figaro", Borletti cercherebbe un nuovo "sleeping partner" e starebbe pensando al gruppo cinese Wanda, che opera nell'immobiliare e non nella distribuzione (il che lascerebbe mano libera a Borletti per la gestione). Ma secondo il settimanale "Challenges", la vera offerta potrebbe arrivare dai rivali del Printemps, cioè dalle Galeries Lafayette, che sarebbero pronte a sborsare 1,6 miliardi per rilevare il gruppo controllato dalla Deutsche Bank e che già nel 2006 avevano tentato invano di prendere il controllo dell'azienda.
Un'operazione che potrebbe sollevare le perplessità dell'Authority della concorrenza, che sarebbe già stata informalmente consultata. I due gruppi sono rivali, oltre che nella capitale, anche in numerose città francesi, ma un'eventuale fusione potrebbe accompagnarsi alla cessione di assets non strategici. La battaglia è insomma aperta e la sorte del Printemps dovrebbe decidersi nei prossimi mesi.