Economia

la scheda

Come funziona il Redditometro
Scostamento fino a 12mila euro

Nessun accertamento per le differenze tra reddito dichiarato e reddito ricostruito fino al 20%. Bonus di mille euro al mese. I contribuenti potranno dimostrare le loro spese al Fisco: non serve conservare ogni scontrino. Multa del 30% sulla parte eccedente per gli evasori

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MILANO - La missione del Redditometro è chiara: aiutare il fisco a recuperare più dei 13 miliardi di euro di evasione fiscale accertati lo scorso anno. Un compito non semplice per un Paese dove ogni anno - secondo l'Agenzia delle entrate - vengono sottratti 120 miliardi di euro, poco meno dell'8% del Pil. Il Redditometro - introdotto per legge nel 2010 potrà risalire fino ai redditi del 2009 - non avrà "la faccia feroce" assicura il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ma sposta sui contribuenti il compito di dimostrare la congruità del proprio stile vite con il reddito dichiarato. Ogni anno verranno effettuati circa 40mila controlli, ma potenzialmente sono 4,3 milioni i cittadini che spendono più di quanto potrebbero.

Come funziona. Il meccanismo è semplice: consumi e tenori di vita saranno confrontati sulle fonti di reddito dichiarate senza ricorrere a controlli patrimoniali e bancari incrociati. Per raggiungere le scopo sono state censite 100 voci di spesa "critiche ", divise in due gruppi che verranno elettronicamente setacciate e sommate per ciascun contribuente. Il primo proviene da spese fatte in Italia, dagli immobili, alle auto, ai movimenti di capitali, alle utenze, ai mutui, alla sanità privata alle ristrutturazioni. Il secondo è quello fornita dallo stesso contribuente: a cominciare dalla dichiarazione dei redditi dove avranno un peso sensibile le "deduzioni", dai mutui alle assicurazioni alle ristrutturazioni. Per quanto riguarda invece i consumi correnti, come alimenti, abbigliamento o sport saranno utilizzati i dati dell'Istat: saranno, però, ponderati in base al luogo e al tipo di famiglia presa in esame e attribuiti "figurativamente". Inoltre verranno computati e tenuti in considerazione anche gli incrementi patrimoniali dell'anno e il risparmio dell'anno.

Allarme. Il Redditometro avrà un margine di tolleranza del 20% tra reddito dichiarato e spese accertate oltre il quale il fisco chiederà al contribuente le necessarie spiegazioni. C'è però un'ulteriore franchigia: se il discostamento del 20% è inferiore ai 12mila euro l'anno, mille euro al mese il controllo non verrà effettuato. L'extra bonus di mille euro serve, quindi, a correggere gli errori dovuti all'applicazione delle medie Istat. Per esempio: con un reddito dichiarato di 30mila euro e uno ricostruito da 40mila, il margine di tolleranza del 20% è superato (33,3%), ma l'accertamento non scatta perché lo scostamento è inferiore ai 12mila euro annui di franchigia. Il controllo arriverebbe, invece, con un reddito ricostruito di 43mila euro (discostamente superiore al 20% e oltre i 12mila euro). Lo stesso vale per un reddito dichiarato da 80mila euro e uno ricostruito da 95mila: il discostamento è superiore alla franchigia, ma inferiore al 20%, in questo caso niente accertamento.

Consumi simbolo. Il vecchio redditometro scattava in presenza di beni di lusso-simbolo, come barche, aerei, cavalli, collaboratori domestici, abitazioni, sulla base delle quali si presumeva e si attribuiva un reddito al contribuente. Ora invece l'accertamento delle spese del contribuente sarà fatto su uno spettro più ampio di beni e soprattutto per larga parte con dati "certi" in possesso dell'Agenzia delle entrate: si partirà infatti da elementi concreti, come la potenza delle auto, la lunghezza delle barche, i consumi elettrici e non semplici consumi-simbolo.

L'accertamento. Verificato lo scostamento oltre il 20% e la franchigia stabilità, scatterà la concovazione dell'Agenzia delle entrate che si trasformerà in contraddittorio e, se non si raggiungerà una spiegazione plausibile della incongruità della situazione, si trasformerà in accertamento fiscale. Il contribuente potrà difendersi dimostrando che il Fisco ha ricostruito in modo sbagliato la spesa: non serve conservare tutti gli scontrini di molti l'Agenzia delle entrate ha traccia, meglio tenere quelli per l'acquisto di beni durevoli o di spese straordinarie. Il contribuente, però, può anche dimostrare che il pagamento è stato effettuato da terzi oppure che è frutto di risparmi del passato (in questo caso servono pezze giustificative a dimostrazione del fatto). Ci sono poi i redditi che non risultano dalla dichiarazioni come i dividendi o i redditi fondiari, ma anche le Borse di studio o le donazioni. 

La multa. Se il contribuente riuscirà a dimostrare l'incongruenza l'accertamento verrà chiuso, altrimenti scatterà una sanzione pari al 30% della quota in eccedenza.