MILANO - La Bank Of Japan, al termine di un vertice di due giorni, ha dato il via libera, come previsto, a misure di allentamento quantitativo illimitate con l'obiettivo di giungere a un tasso di inflazione del 2%. Lo riferisce un inusuale comunicato congiunto della banca centrale e del governo, che sin dall'inizio del suo recente insediamento aveva fatto pressione in modo deciso sull'istituto perché combattesse in maniera più risoluta la spirale di deflazione che attanaglia da anni l'economia nipponica.
A deludere i mercati e il primo ministo Shinzo Abe è la decisione della Boj di rendere effettive le misure a partire dal prossimo anno fiscale (che inizia ad aprile), anziché immediatamente. Bisognerà quindi aspettare ancora prima che la Boj possa avviare operazioni mensili di acquisti di titoli senza un termine prefissato, come avveniva in passato, uno schema molto simile ai programmi di alleggerimento quantitativo adottati di recente dalla statunitense Federal Reserve. L'importo degli interventi sarà pari a 13mila miliardi di yen ogni mese per un periodo indefinito.
Le misure varate dall'istituto arrivano al termine di forti tensioni con il nuovo primo ministro Abe, il quale, ritenendo troppo morbida la linea dell'attuale governatore, Masaaki Shirakawa, aveva espresso pubblicamente l'intenzione di non rinnovare il suo mandato, in scadenza ad aprile (proprio all'inizio del prossimo anno fiscale), giungendo addirittura a minacciare di cambiare la legge che tutela l'indipendenza della banca centrale, qualora le sue richieste non fossero state accolte. La Bank Of Japan ha inoltre rivisto al rialzo le sue stime sul Pil, che è previsto in crescita del 2,3% nell'anno fiscale fino al marzo 2014, contro la precedente stima di un'espansione dell'1,6%. I tassi di interesse sono rimasti tra lo zero e lo 0,1%
Fa buon viso a cattivo gioco, Abe che ha quindi lodato le misure della Boj definendole "epocali" ribadendo però la necessità di intervenire sull'ordinamento per aumentare il controllo del governo sull'istituto, invocando un "cambio di regime" nella strategia macroeconomica.
A deludere i mercati e il primo ministo Shinzo Abe è la decisione della Boj di rendere effettive le misure a partire dal prossimo anno fiscale (che inizia ad aprile), anziché immediatamente. Bisognerà quindi aspettare ancora prima che la Boj possa avviare operazioni mensili di acquisti di titoli senza un termine prefissato, come avveniva in passato, uno schema molto simile ai programmi di alleggerimento quantitativo adottati di recente dalla statunitense Federal Reserve. L'importo degli interventi sarà pari a 13mila miliardi di yen ogni mese per un periodo indefinito.
Le misure varate dall'istituto arrivano al termine di forti tensioni con il nuovo primo ministro Abe, il quale, ritenendo troppo morbida la linea dell'attuale governatore, Masaaki Shirakawa, aveva espresso pubblicamente l'intenzione di non rinnovare il suo mandato, in scadenza ad aprile (proprio all'inizio del prossimo anno fiscale), giungendo addirittura a minacciare di cambiare la legge che tutela l'indipendenza della banca centrale, qualora le sue richieste non fossero state accolte. La Bank Of Japan ha inoltre rivisto al rialzo le sue stime sul Pil, che è previsto in crescita del 2,3% nell'anno fiscale fino al marzo 2014, contro la precedente stima di un'espansione dell'1,6%. I tassi di interesse sono rimasti tra lo zero e lo 0,1%
Fa buon viso a cattivo gioco, Abe che ha quindi lodato le misure della Boj definendole "epocali" ribadendo però la necessità di intervenire sull'ordinamento per aumentare il controllo del governo sull'istituto, invocando un "cambio di regime" nella strategia macroeconomica.