MILANO - La vicenda dei contratti derivati del Monte dei Paschi continua a tenere banco sulla scena politica ed economica nazionale. In campo scende anche il ministro uscente dell'Economia, Vittorio Grilli, che a margine della commemorazione per i 10 anni della scomparsa di Giovanni Agnelli non lesina le stoccate. "Non è un fulmine a ciel sereno", commenta Grilli a chi gli chiede di quanto sta emergendo a Rocca Salimbeni e nel sistema bancario italiano. "Sappiamo da un anno che la banca è in una situazione problematica", aggiunge, escludendo però che si possa aprire una crisi anche in altri istituti: "Non ho evidenza di problemi simili in altre banche".
Come si sia arrivati a questa situazione e perché non la si sia intercettata prima non pare però essere un problema che riguardi il Tesoro: "Sui controlli - ha concluso Grilli - dico solo che spettano alla Banca d'Italia". Il riferimento è anche alle dichiarazioni di Via Nazionale circa "operazioni emerse solo di recente" e di cui la banca centrale era stata "tenuta all'oscuro". Parole che ai più sono suonate come un affondo contro Bankitalia, inducendo in un secondo momento il ministero di via XX Settembre a precisare: "Non ottimi ma eccellenti i rapporti con il Governatore della Banca d'Italia e con l'istituto centrale".
La vicenda è diventata subito terreno di scontro in campagna elettorale, mentre l'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, ha scritto ai dipendenti sottolineando che l'istituto ha avviato un percorso di "reale cambiamento e assoluta trasparenza gestionale". Viola sintetizza gli ultimi eventi culminati nella scoperta di vecchi documenti non a conoscenza dell'attuale management, ma spiega che le ultime novità "non ci colgono di sorpresa", in particolare in merito alle verifiche sui titoli strutturati avviate già da novembre. "Sono consapevole delle difficoltà del momento che rendono non facile la relazione con i nostri clienti" aggiunge Viola, che ricorda ai dipendenti il suo apprezzamento per il loro attaccamento all'istituto. Anche grazie a queste qualità, aggiunge Viola, anche questa volta sarà possibile un rilancio della banca.
E oggi a Siena si è riunito anche il consiglio di amministrazione del Mps. Al termine dei lavori il cda ha emesso una nota nella quale "esprime il suo profondo sconcerto per la leggerezza con la quale viene trattato il tema della ricapitalizzazione della banca" e assicura che la situazione "è completamente sotto controllo".
Da via Nazionale era arrivata ieri una netta presa di distanza dagli ex vertici della banca toscana. Tra le accuse della Fondazione Mps e le reazioni in campo politico, oggi si sono fatti sentire anche i banchieri. Secondo il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, quelli del Monte sono "solo fatti episodici, la banca è già stata ampliamente rinnovata nei suoi vertici, ma il sistema bancario è sano". Il banchiere ha anche auspicato che si arrivi in fretta a nominare una nuova guida per per l'Abi, che ha perso il suo presidente Giuseppe Mussari, dimessosi appunto per la vicenda che riguarda il suo passato ruolo al vertice del Monte. Sulla stessa linea una seconda voce da Ca de Sass, quella del consigliere delegato Enrico Cucchiani, che ha specificato che "quello di Mps è un caso molto circoscritto, che non ha punti di comunanza con il resto del sistema bancario italiano". In accordo anche il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro: "I numeri parlano chiaro. Il sistema è robusto perchè non ha in pancia rischi significativi".
In questo turbinio di voci, nessun commento arriva dalla Commissione europea. Il portavoce del responasabile della concorrenza Joaquin Almunia si è limitato a indicare che a metà dicembre l'Antitrust ha approvato temporaneamente l'aiuto pubblico al salvataggio, cioè la ricapitalizzazione per 3,9 miliardi di euro (attraverso i Monti bond) per ragioni di stabilità finanziaria. Il via libera è subordinato alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro sei mesi dal 17 dicembre, cioè entro i prossimi cinque mesi.
Nel frattempo a Piazza Affari il titolo ha subito un'ulteriore ondata di vendite, chiudendo con un -8,19%.
Come si sia arrivati a questa situazione e perché non la si sia intercettata prima non pare però essere un problema che riguardi il Tesoro: "Sui controlli - ha concluso Grilli - dico solo che spettano alla Banca d'Italia". Il riferimento è anche alle dichiarazioni di Via Nazionale circa "operazioni emerse solo di recente" e di cui la banca centrale era stata "tenuta all'oscuro". Parole che ai più sono suonate come un affondo contro Bankitalia, inducendo in un secondo momento il ministero di via XX Settembre a precisare: "Non ottimi ma eccellenti i rapporti con il Governatore della Banca d'Italia e con l'istituto centrale".
La vicenda è diventata subito terreno di scontro in campagna elettorale, mentre l'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, ha scritto ai dipendenti sottolineando che l'istituto ha avviato un percorso di "reale cambiamento e assoluta trasparenza gestionale". Viola sintetizza gli ultimi eventi culminati nella scoperta di vecchi documenti non a conoscenza dell'attuale management, ma spiega che le ultime novità "non ci colgono di sorpresa", in particolare in merito alle verifiche sui titoli strutturati avviate già da novembre. "Sono consapevole delle difficoltà del momento che rendono non facile la relazione con i nostri clienti" aggiunge Viola, che ricorda ai dipendenti il suo apprezzamento per il loro attaccamento all'istituto. Anche grazie a queste qualità, aggiunge Viola, anche questa volta sarà possibile un rilancio della banca.
E oggi a Siena si è riunito anche il consiglio di amministrazione del Mps. Al termine dei lavori il cda ha emesso una nota nella quale "esprime il suo profondo sconcerto per la leggerezza con la quale viene trattato il tema della ricapitalizzazione della banca" e assicura che la situazione "è completamente sotto controllo".
Da via Nazionale era arrivata ieri una netta presa di distanza dagli ex vertici della banca toscana. Tra le accuse della Fondazione Mps e le reazioni in campo politico, oggi si sono fatti sentire anche i banchieri. Secondo il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, quelli del Monte sono "solo fatti episodici, la banca è già stata ampliamente rinnovata nei suoi vertici, ma il sistema bancario è sano". Il banchiere ha anche auspicato che si arrivi in fretta a nominare una nuova guida per per l'Abi, che ha perso il suo presidente Giuseppe Mussari, dimessosi appunto per la vicenda che riguarda il suo passato ruolo al vertice del Monte. Sulla stessa linea una seconda voce da Ca de Sass, quella del consigliere delegato Enrico Cucchiani, che ha specificato che "quello di Mps è un caso molto circoscritto, che non ha punti di comunanza con il resto del sistema bancario italiano". In accordo anche il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro: "I numeri parlano chiaro. Il sistema è robusto perchè non ha in pancia rischi significativi".
In questo turbinio di voci, nessun commento arriva dalla Commissione europea. Il portavoce del responasabile della concorrenza Joaquin Almunia si è limitato a indicare che a metà dicembre l'Antitrust ha approvato temporaneamente l'aiuto pubblico al salvataggio, cioè la ricapitalizzazione per 3,9 miliardi di euro (attraverso i Monti bond) per ragioni di stabilità finanziaria. Il via libera è subordinato alla presentazione di un piano di ristrutturazione entro sei mesi dal 17 dicembre, cioè entro i prossimi cinque mesi.
Nel frattempo a Piazza Affari il titolo ha subito un'ulteriore ondata di vendite, chiudendo con un -8,19%.