Mps, la Gdf sequestra 40 milioni scudati
Manipolazione del mercato per Mussari e Vigni
L'operazione della finanza di Roma su indicazione di Siena per ipotesi di truffa alla banca. Conferme sulle ipotesi di reato degli ex vertici: i pm indagano Mussari, Vigni e Pirondini anche per falso in prospetto. L'ex dg interrogato per otto ore assicura piena collaborazione. Il cda iscrive a bilancio 730 milioni di perdite potenziali dalle operazioni sui derivati. Viola: "La banca e solida, nessun problema di liquidità, riprenderemo tutto"
MILANO - Scattano i sequestri nell'ambito dell'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. Il nucleo speciale di polizia valutaria - gruppo tutela del risparmio - della Guardia di Finanza di Roma ha dato esecuzione a cinque decreti di sequestro probatorio presso terzi emessi oggi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, aventi ad oggetto liquidità e titoli per un totale complessivo di circa 40 milioni di euro, oggetto di scudo fiscale. I provvedimenti - informa un comunicato della Procura di Siena - sono stati eseguiti nei confronti di banche e fiduciarie in ordine all'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dell'istituto Mps. Si tratta di fondi relativi alle intermediazioni sulle operazioni in derivati con le banche estere Dresdner e Lutifin, nell'ambito dell'attività della cosiddetta "banda del 5%".
La notizia segue a stretto giro le prime conferme sulle ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sulla vicenda…
La notizia segue a stretto giro le prime conferme sulle ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sulla vicenda…
MILANO - Scattano i sequestri nell'ambito dell'inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. Il nucleo speciale di polizia valutaria - gruppo tutela del risparmio - della Guardia di Finanza di Roma ha dato esecuzione a cinque decreti di sequestro probatorio presso terzi emessi oggi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, aventi ad oggetto liquidità e titoli per un totale complessivo di circa 40 milioni di euro, oggetto di scudo fiscale. I provvedimenti - informa un comunicato della Procura di Siena - sono stati eseguiti nei confronti di banche e fiduciarie in ordine all'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno dell'istituto Mps. Si tratta di fondi relativi alle intermediazioni sulle operazioni in derivati con le banche estere Dresdner e Lutifin, nell'ambito dell'attività della cosiddetta "banda del 5%".
La notizia segue a stretto giro le prime conferme sulle ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, in particolare per i suoi ex vertici, nel giorno in cui si è tenuto l'interrogatorio dell'ex direttore generale Antonio Vigni, durato circa otto ore, ed è riunito il cda che deve fare il punto sulla situazione dei derivati.
Falso in prospetto. Per l'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, la Procura di Siena ipotizza i reati di falso in prospetto e manipolazione del mercato. Le ipotesi emergono dall'avviso di comparizione inviato agli indagati. Mussari, l'ex direttore finanziario Daniele Pirondini, l'ex dg Vigni e l'allora responsabile dell'area legale Raffaele Giovanni Rizzi, sono indagati in concorso per falso in prospetto in relazione agli aumenti di capitale del 2008 e del 2011 (in questo secondo caso non Pirondini). Secondo i magistrati, in quelle occasioni "non venivano descritti, in particolare, in modo compiuto, i Fresh 2008 e non erano descritti i contratti di total return swap sottoscritti da Fondazione Mps". Gli indagati esponevano quindi "false informazioni e occultavano notizie in modo idoneo a indurre in errore i destinatari del prospetto".
Manipolazione del mercato. Gli stessi Mussari, Vigni e Pirondini sono indagati per manipolazione del mercato in concorso perché, si legge, "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso" nell'ambito del programma di finanziamento ideato per il reperimento delle risorse per l'acquisizione di Antonveneta "partecipavano e contribuivano alla predisposizione della complessa operazione finanziaria denominata Fresh 2008, diffondendo al mercato notizie false e idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione" della banca.
Ostacolata Bankitalia. Vigni, Pirondini e Marco Morelli, allora vice dg e responsabile delle operazioni di finanziamento per l'acquisto di Antonveneta (oggi responsabile per l'Italia di Merril Lynch), sono indagati per concorso in ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. I pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso scrivono che i tre, in riferimento all'aumento di capitale da 1 miliardo riservato a JP Morgan, a fronte di richieste di "delucidazioni circa la computabilità" nel core capital da parte della Banca d'Italia, "al fine di ostacolare l'esercizio delle funzioni di vigilanza, esponevano fatti materiali non rispondenti al vero". Inoltre avrebbero nascosto "a Banca d'Italia la sussistenza di una indemnity a firma di Marco Morelli rilasciata il 15 aprile 2008 a favore di JP Morgan". Alla vigilanza sarebbe stato omesso poi "di avere rilasciato una indemnity side letter a Bank of New York in occasione dell'assemblea dei sottoscrittori del Fresh".
L'esposto della Fondazione. In precedenza, la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, che controlla Mps con una quota del 37,5%, aveva presentato un esposto contro ignoti per la fuga di notizie e la pubblicazione di documenti riservati. La denuncia dell'Ente presieduto da Gabriello Mancini riguarda le indiscrezioni giornalistiche relative all'inchiesta sull'acquisto di Antonveneta da parte della banca, annunciata nell'ottobre del 2007 e all'origine di tutto il caos che è montato intorno all'istituto senese. Il presidente della Fondazione Mps, secondo quanto riporta l'agenzia Radiocor, ha presentato ai Carabinieri di Siena un esposto per la diffusione su alcuni giornali di stralci dei verbali della deputazione generale dell'ente, l'organo di indirizzo. Tra i verbali ci sono anche quelli risalenti al 2008, quando la Fondazione decise la strategia per la sottoscrizione dell'aumento di Banca Mps finalizzato all'acquisto di Antonveneta.
Vigni dai pm, interrogatorio fiume. Oggi era anche il giorno dell'interrogatorio di Vigni, ex direttore generale della banca. L'ex manager ha risposto alle domande dei pubblici ministeri che indagano sull'acquisto di Antonveneta dalla mattinata e per circa otto ore. I suoi legali, Enrico de Martino e Roberto Borgogno, hanno confermato la volontà di dare piena collaborazione agli inquirenti.
La riunione del Cda. Nel frattempo è iniziato, intorno alle 14, il consiglio di amministrazione della banca a Rocca Salimbeni. Il board dove affrontare l'analisi sul caso dei derivati. Ieri era stato il presidente, Alessandro Profumo, ad assicurare che sarà fatta chiarezza su tutte le operazioni emerse. Profumo, riferendosi alle operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia, intervenendo a Otto e Mezzo aveva precisato "che non si tratta di un buco", ma di "operazioni che hanno spalmato una perdita nel tempo". Oggi il Cda doveva decidere se rivedere il bilancio per inserirvi quelle perdite. La riunione è durata oltre sei ore e al termine Profumo e alcuni consiglieri hanno lasciato Rocca Salimbeni senza rilasciare dichiarazioni.
Ha parlato invece il consigliere Pietro Giovanni Corsa: "Abbiamo fatto chiarezza sulla terza banca d'Italia, che è la più antica e anche la più bella e vorremmo che restasse tale. Noi ci crediamo fermamente. Non sono preoccupato - ha aggiunto Corsa - ma deluso perché non si fa giustizia di tutto il grande lavoro di trasparenza che stiamo facendo".
Il board alla fine ha calcolato in 730 milioni le perdite potenziali scatenate dallo scandalo derivati. Secondo indiscrezioni, è questa la cifra che sarebbe stata iscritta a bilancio sotto la voce perdite causate dalla gestione precedente con le operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia. Nel dettaglio, secondo la nota finale del Cda, 273,5 milioni fanno riferimento all'operazione Alexandria, 305,2 milioni a Santorini e 151,7 milioni a Nota Italia. la nota sottolinea che la base patrimoniale dell'istituto è "solida" con un core tier 1 al 12,1% proforma al 30 settembre 2012 tenendo conto dei Monti Bond e dell'impatto della correzione degli errori.
Anche l'ad Fabrizio Viola alla fine ha detto che "è stata fatta chiarezza". "La banca non ha problemi di liquidità", ha detto l'amministratore delegato. Poi, rispondendo ai cronisti sui 40 milioni sequestrati dalla finanza oggi, ha aggiunto: "Ci andremo a riprendere quelli ed altri, se dovessero essercene. La banca è stata danneggiata".
La notizia segue a stretto giro le prime conferme sulle ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti sulla vicenda del Monte dei Paschi di Siena, in particolare per i suoi ex vertici, nel giorno in cui si è tenuto l'interrogatorio dell'ex direttore generale Antonio Vigni, durato circa otto ore, ed è riunito il cda che deve fare il punto sulla situazione dei derivati.
Falso in prospetto. Per l'ex presidente di Mps, Giuseppe Mussari, la Procura di Siena ipotizza i reati di falso in prospetto e manipolazione del mercato. Le ipotesi emergono dall'avviso di comparizione inviato agli indagati. Mussari, l'ex direttore finanziario Daniele Pirondini, l'ex dg Vigni e l'allora responsabile dell'area legale Raffaele Giovanni Rizzi, sono indagati in concorso per falso in prospetto in relazione agli aumenti di capitale del 2008 e del 2011 (in questo secondo caso non Pirondini). Secondo i magistrati, in quelle occasioni "non venivano descritti, in particolare, in modo compiuto, i Fresh 2008 e non erano descritti i contratti di total return swap sottoscritti da Fondazione Mps". Gli indagati esponevano quindi "false informazioni e occultavano notizie in modo idoneo a indurre in errore i destinatari del prospetto".
Manipolazione del mercato. Gli stessi Mussari, Vigni e Pirondini sono indagati per manipolazione del mercato in concorso perché, si legge, "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso" nell'ambito del programma di finanziamento ideato per il reperimento delle risorse per l'acquisizione di Antonveneta "partecipavano e contribuivano alla predisposizione della complessa operazione finanziaria denominata Fresh 2008, diffondendo al mercato notizie false e idonee a determinare una sensibile alterazione del prezzo dell'azione" della banca.
Ostacolata Bankitalia. Vigni, Pirondini e Marco Morelli, allora vice dg e responsabile delle operazioni di finanziamento per l'acquisto di Antonveneta (oggi responsabile per l'Italia di Merril Lynch), sono indagati per concorso in ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. I pm Aldo Natalini, Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso scrivono che i tre, in riferimento all'aumento di capitale da 1 miliardo riservato a JP Morgan, a fronte di richieste di "delucidazioni circa la computabilità" nel core capital da parte della Banca d'Italia, "al fine di ostacolare l'esercizio delle funzioni di vigilanza, esponevano fatti materiali non rispondenti al vero". Inoltre avrebbero nascosto "a Banca d'Italia la sussistenza di una indemnity a firma di Marco Morelli rilasciata il 15 aprile 2008 a favore di JP Morgan". Alla vigilanza sarebbe stato omesso poi "di avere rilasciato una indemnity side letter a Bank of New York in occasione dell'assemblea dei sottoscrittori del Fresh".
L'esposto della Fondazione. In precedenza, la Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, che controlla Mps con una quota del 37,5%, aveva presentato un esposto contro ignoti per la fuga di notizie e la pubblicazione di documenti riservati. La denuncia dell'Ente presieduto da Gabriello Mancini riguarda le indiscrezioni giornalistiche relative all'inchiesta sull'acquisto di Antonveneta da parte della banca, annunciata nell'ottobre del 2007 e all'origine di tutto il caos che è montato intorno all'istituto senese. Il presidente della Fondazione Mps, secondo quanto riporta l'agenzia Radiocor, ha presentato ai Carabinieri di Siena un esposto per la diffusione su alcuni giornali di stralci dei verbali della deputazione generale dell'ente, l'organo di indirizzo. Tra i verbali ci sono anche quelli risalenti al 2008, quando la Fondazione decise la strategia per la sottoscrizione dell'aumento di Banca Mps finalizzato all'acquisto di Antonveneta.
Vigni dai pm, interrogatorio fiume. Oggi era anche il giorno dell'interrogatorio di Vigni, ex direttore generale della banca. L'ex manager ha risposto alle domande dei pubblici ministeri che indagano sull'acquisto di Antonveneta dalla mattinata e per circa otto ore. I suoi legali, Enrico de Martino e Roberto Borgogno, hanno confermato la volontà di dare piena collaborazione agli inquirenti.
La riunione del Cda. Nel frattempo è iniziato, intorno alle 14, il consiglio di amministrazione della banca a Rocca Salimbeni. Il board dove affrontare l'analisi sul caso dei derivati. Ieri era stato il presidente, Alessandro Profumo, ad assicurare che sarà fatta chiarezza su tutte le operazioni emerse. Profumo, riferendosi alle operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia, intervenendo a Otto e Mezzo aveva precisato "che non si tratta di un buco", ma di "operazioni che hanno spalmato una perdita nel tempo". Oggi il Cda doveva decidere se rivedere il bilancio per inserirvi quelle perdite. La riunione è durata oltre sei ore e al termine Profumo e alcuni consiglieri hanno lasciato Rocca Salimbeni senza rilasciare dichiarazioni.
Ha parlato invece il consigliere Pietro Giovanni Corsa: "Abbiamo fatto chiarezza sulla terza banca d'Italia, che è la più antica e anche la più bella e vorremmo che restasse tale. Noi ci crediamo fermamente. Non sono preoccupato - ha aggiunto Corsa - ma deluso perché non si fa giustizia di tutto il grande lavoro di trasparenza che stiamo facendo".
Il board alla fine ha calcolato in 730 milioni le perdite potenziali scatenate dallo scandalo derivati. Secondo indiscrezioni, è questa la cifra che sarebbe stata iscritta a bilancio sotto la voce perdite causate dalla gestione precedente con le operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia. Nel dettaglio, secondo la nota finale del Cda, 273,5 milioni fanno riferimento all'operazione Alexandria, 305,2 milioni a Santorini e 151,7 milioni a Nota Italia. la nota sottolinea che la base patrimoniale dell'istituto è "solida" con un core tier 1 al 12,1% proforma al 30 settembre 2012 tenendo conto dei Monti Bond e dell'impatto della correzione degli errori.
Anche l'ad Fabrizio Viola alla fine ha detto che "è stata fatta chiarezza". "La banca non ha problemi di liquidità", ha detto l'amministratore delegato. Poi, rispondendo ai cronisti sui 40 milioni sequestrati dalla finanza oggi, ha aggiunto: "Ci andremo a riprendere quelli ed altri, se dovessero essercene. La banca è stata danneggiata".