Mps, Mussari risponde per tre ore agli inquirenti.
Contestazione al suo arrivo: monetine e insulti
L'ex presidente ascoltato dai pm. La difesa: "Colloquio positivo". Secretato il contenuto dell'interrogatorio. Davanti al palazzo di giustizia di Siena le urla di un gruppo di persone: "Ladri, ladri". Domani a Milano i magistrati ascolteranno Baldassarri. Il Tar chiede chiarimenti alla Corte dei Conti sui Monti bond
SIENA - E' durato circa tre ore e mezza l'interrogatorio di Giuseppe Mussari. Davanti all'ingresso del Palazzo di giustizia, un gruppo di persone ha atteso il passaggio dell'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, all'ingresso e all'uscita, per contestarlo platealmente con urla, insulti ("Ladro, ladro") e lanci di monetine car. Mussari, che era accompagnato dagli avvocati, è apparso tirato in volto, mentre le forze dell'ordine lo hanno "scortato" all'interno del tribunale tra la folla telecamere e giornalisti. Scene simili all'uscita, dopo l'interrogatorio, e nuove urla: "Vergogna", "La pacchia è finita".
Nel mezzo, al terzo piano dell'edificio, Mussari ha risposto alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso; insieme a loro c'era anche Giuseppe Bottillo, comandante del Nucleo valutario della Guardia di finanza. Il primo incontro di Mussari con i pm si era concluso con una richiesta di rinvio per l'asse…
Nel mezzo, al terzo piano dell'edificio, Mussari ha risposto alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso; insieme a loro c'era anche Giuseppe Bottillo, comandante del Nucleo valutario della Guardia di finanza. Il primo incontro di Mussari con i pm si era concluso con una richiesta di rinvio per l'asse…
SIENA - E' durato circa tre ore e mezza l'interrogatorio di Giuseppe Mussari. Davanti all'ingresso del Palazzo di giustizia, un gruppo di persone ha atteso il passaggio dell'ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, all'ingresso e all'uscita, per contestarlo platealmente con urla, insulti ("Ladro, ladro") e lanci di monetine car. Mussari, che era accompagnato dagli avvocati, è apparso tirato in volto, mentre le forze dell'ordine lo hanno "scortato" all'interno del tribunale tra la folla telecamere e giornalisti. Scene simili all'uscita, dopo l'interrogatorio, e nuove urla: "Vergogna", "La pacchia è finita".
Nel mezzo, al terzo piano dell'edificio, Mussari ha risposto alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso; insieme a loro c'era anche Giuseppe Bottillo, comandante del Nucleo valutario della Guardia di finanza. Il primo incontro di Mussari con i pm si era concluso con una richiesta di rinvio per l'assenza di uno degli avvocati, Tullio Padovani. Proprio Padovani ha parlato con la stampa dopo l'interrogatorio: "Ho assistito a tanti interrogatori e questo lo colloco in una fascia alta di gradimento per un difensore", ha spiegato. "Io sono sereno", ha aggiunto il legale e a proposito della brevità dell'interrogatorio ha detto: "Anche questo è un elemento di gradimento, può essere una buona notizia". La procura ha secretato i verbali dell'interrogatorio.
Intanto, sul fronte milanese dell'inchiesta, il pm Angelo Renna ha chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere per Gianluca Baldassarri, l'ex responsabile dell'area finanza di Mps, indagato nell'inchiesta senese per associazione per delinquere, truffa e ostacolo a Bankitalia. Da quanto si è saputo, nella richiesta del pm viene segnalato che l'ex manager aveva già inoltrato la richiesta di iscrizione all'Aire (Elenco italiani residenti all'estero). La richiesta di misura cautelare è basata sul pericolo di fuga e di inquinamento probatorio. L'interrogatorio per la convalida del fermo si terrà davanti al gip di Milano, Alfonsa Maria Ferraro, domani mattina. Il giudice dovrà anche decidere sulla misura cautelare.
Su un altro fronte, quello del rafforzamento dell'istituto attraverso il prestito dello Stato dei Monti Bond, il Tar del Lazio ha deciso con un'ordinanza che entro tre giorni la Corte dei Conti dovrà chiarire se è stato registrato o meno il decreto ministeriale con il quale è stato dato il via libera all'emissione di 3,9 miliardi di titoli. ll deposito dei "documentati chiarimenti" dovrà avvenire nell'ambito del ricorso amministrativo con il quale il Codacons chiede la sospensione e il successivo annullamento delle procedure finalizzate all'utilizzo di "strumenti finanziari" in favore di Mps.
Nel mezzo, al terzo piano dell'edificio, Mussari ha risposto alle domande dei pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso; insieme a loro c'era anche Giuseppe Bottillo, comandante del Nucleo valutario della Guardia di finanza. Il primo incontro di Mussari con i pm si era concluso con una richiesta di rinvio per l'assenza di uno degli avvocati, Tullio Padovani. Proprio Padovani ha parlato con la stampa dopo l'interrogatorio: "Ho assistito a tanti interrogatori e questo lo colloco in una fascia alta di gradimento per un difensore", ha spiegato. "Io sono sereno", ha aggiunto il legale e a proposito della brevità dell'interrogatorio ha detto: "Anche questo è un elemento di gradimento, può essere una buona notizia". La procura ha secretato i verbali dell'interrogatorio.
Intanto, sul fronte milanese dell'inchiesta, il pm Angelo Renna ha chiesto la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere per Gianluca Baldassarri, l'ex responsabile dell'area finanza di Mps, indagato nell'inchiesta senese per associazione per delinquere, truffa e ostacolo a Bankitalia. Da quanto si è saputo, nella richiesta del pm viene segnalato che l'ex manager aveva già inoltrato la richiesta di iscrizione all'Aire (Elenco italiani residenti all'estero). La richiesta di misura cautelare è basata sul pericolo di fuga e di inquinamento probatorio. L'interrogatorio per la convalida del fermo si terrà davanti al gip di Milano, Alfonsa Maria Ferraro, domani mattina. Il giudice dovrà anche decidere sulla misura cautelare.
Su un altro fronte, quello del rafforzamento dell'istituto attraverso il prestito dello Stato dei Monti Bond, il Tar del Lazio ha deciso con un'ordinanza che entro tre giorni la Corte dei Conti dovrà chiarire se è stato registrato o meno il decreto ministeriale con il quale è stato dato il via libera all'emissione di 3,9 miliardi di titoli. ll deposito dei "documentati chiarimenti" dovrà avvenire nell'ambito del ricorso amministrativo con il quale il Codacons chiede la sospensione e il successivo annullamento delle procedure finalizzate all'utilizzo di "strumenti finanziari" in favore di Mps.