Economia

Mps, Baldassarri interrogato
"Tutti sapevano di Alexandria"

I pm del capoluogo toscano, Antonio Nastasi e Giuseppe Gross, hanno sentito per oltre tre ore l'ex direttore dell'area finanza del Monte nel carcere milanese di San Vittore. Il legale: "Secondo voi i vertici potevano non sapere di operazioni di questo spessore?"

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MILANO - Gianluca Baldassarri, l'ex capo dell'area finanza Monte dei Paschi accusato di associazione per delinquere, truffa e ostacolo all'attività degli organi di vigilanza nell'ambito dell'inchiesta sull' istituto di Rocca Salimbeni, è stato interrogato per oltre tre ore dai pm di Siena. L'ex manager ha in sostanza ribadito quanto aveva già detto al gip Maria Alfonsa Ferraro e cioé che in banca tutti sapevano dell'operazione di ristrutturazione di Alexandria, e del suo collegamento anche con i finanziamenti di Nomura per l'acquisto di Btp.
 
Baldassarri, che per tre ore ha risposto alle domanda dei pm di Siena, Antonio Nastasi e Giuseppe Grosso, come ha spiegato il suo difensore avvocato Filippi Dinacci, ha ribadito e si è soffermato su quanto già detto la scorsa volta, e cioè durante l'interrogatorio di garanzia, rispondendo in maniera "puntuale sui meccanismi tecnici". Alla domanda se l'ex manager di Monte dei Paschi di Siena avesse affermato che l'operazione al centro dell'inchiesta e per la quale si configura il reato di ostacolo all'attività di vigilanza di Bankitalia, fosse stata legittimata dai vertici di Mps, il legale ha replicato: "Secondo voi in un'operazione di questo genere, di questo spessore, in banca si poteva non sapere?".

L'avvocato Dinacci al termine dell'interrogatorio ha risposto ad alcune domande dei cronisti che gli hanno chiesto più volte se il suo assistito avesse tirato in ballo altre persone o se comunque avesse affermato che l'operazione era stata legittimata dai vertici di Mps. "Qui è un problema di tecnica del reato - ha spiegato il legale - che si configura nel momento in cui i soggetti responsabili di un ente ostacolano la vigilanza di Banca d'Italia. A valle l'area finanza e le altre aree possono costruire delle operazioni, ma poi - ha proseguito il difensore - certe operazioni sono validate dagli organi deliberativi".

Baldassarri era stato fermato e il 17 febbraio scorso il suo fermo in carcere era stato confermato dal Gip. Già in precedenza l'ex manager, ascoltato proprio in occasione della richiesta di convalida dal fermo, aveva detto di non avere mai nascosto il contratto Alexandria.

Dinacci ha poi proseguito ricordando che nel caso di specie il suo assistito "ha già detto in termini molto chiari che i contratti erano stati tutti puntualmente depositati. Non c'è il contratto generale ma tutti i contratti di acquisto e compravendita erano stati regolarmente depositati". In sostanza l'interrogatorio, come è stato riferito, si è concentrato sulla lettera di intenti relativa alla ristrutturazione di Alexandria e quindi sui fatti legati al reato contestato di ostacolo agli organi di vigilanza. Interrogatorio in cui Baldassarri ha dato delle risposte anche tecniche ribadendo che sarebbero state molte le persone che sapevano all'interno dell'Istituto di Rocca Salimbeni.

Nei giorni scorsi erano state perquisite le abitazioni degli altri vertici del Monte dei Paschi, l'ex presidente Giuseppe Mussari e l'ex direttore generale Antonio Vigni.