✕

Mps, via libera del Tar
ai Monti Bond

Per il Tribunale non ci sono situazioni di pregiudizio immediato e diretto nell'emissione da 3,9 miliardi che verrà sottoscritta dal Tesoro. Ok anche dalla Corte dei Conti alla registrazione del decreto. Il legale di Mussari scarica le responsabilità sui dirigenti
2 minuti di lettura
MILANO - Via libera del Tar del Lazio ai Monti Bond da 3,9 miliardi per il Monte dei Paschi di Siena. Il tribunale amministrativo, si legge nell'ordinanza emessa nella serata di giovedì, ha respinto il ricorso del Codacons che aveva chiesto di sospendere la delibera della banca d'italia che autorizza appunto l'emissione del prestito da 3,9 miliardi di euro che verrà sottoscritto dal Tesoro e in parte servirà per rimborsare i precedenti Tremonti Bond e in parte a sostenere il piano di rilancio approntato dai nuovi vertici, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo.

Nell'ordinanza si spiega che il Tribunale non individua situazioni di "pregiudizio immediato e diretto" nell'emissione. Le ipotesi formulate dai ricorrenti, si legge, di una misura con "conseguenze pregiudizievoli per l"intero Paese" e a "danno della collettivita, anche con conseguenze gravose per l'istituto bancario destinatario dei provvedimenti impugnati", "appare inde…
MILANO - Via libera del Tar del Lazio ai Monti Bond da 3,9 miliardi per il Monte dei Paschi di Siena. Il tribunale amministrativo, si legge nell'ordinanza emessa nella serata di giovedì, ha respinto il ricorso del Codacons che aveva chiesto di sospendere la delibera della banca d'italia che autorizza appunto l'emissione del prestito da 3,9 miliardi di euro che verrà sottoscritto dal Tesoro e in parte servirà per rimborsare i precedenti Tremonti Bond e in parte a sostenere il piano di rilancio approntato dai nuovi vertici, Fabrizio Viola e Alessandro Profumo.

Nell'ordinanza si spiega che il Tribunale non individua situazioni di "pregiudizio immediato e diretto" nell'emissione. Le ipotesi formulate dai ricorrenti, si legge, di una misura con "conseguenze pregiudizievoli per l"intero Paese" e a "danno della collettivita, anche con conseguenze gravose per l'istituto bancario destinatario dei provvedimenti impugnati", "appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi".

Il Tar del Lazio, commenta il Codacons, "rigetta la sospensione dei Monti Bond non perchè regolari e legittimi ma solo perché al momento in mancanza del decreto di erogazione del prestito ancora non emesso non vi sarebbe un danno grave e irreparabile immediato. Il Tar rinvia la decisione a dopo "l'approfondimanto istruttoriò in corso". Il Codacons valuterà oggi "se proporre appello al Consiglio di Stato o attendere l'emissione del decreto di sottoscrizione per tornare al Tar semprechè il ministro Grilli non si astenga dall'emanarlo". Ieri anche la sezione controllo preventivo di legittimità della Corte dei Conti ha registrato il decreto che individua le risorse per la sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi da Mps. 

Secondo quanto ricostruito nei giorni scorsi da Repubblica, in sede europea è stata richiesta una correzione al decreto sui Monti bond che potrebbe rendere il tesoro azionista a siena già tra un anno. In particolare i funzionari di Bruxelles hanno apportato una modifica che riguarda il pagamento degli interessi. Solo quelli maturati al 31 dicembre 2012 saranno regolabili con altri bond, mentre da quest'anno Mps dovrà corrispondere il tasso in contanti, e se non bastano aggiungere azioni. La prima emissione, entro il primo marzo, sarà di 3,9 miliardi, cui seguiranno dopo l'ok al bilancio 2012 (rosso previsto due miliardi) 171 milioni di altri bond per le cedole su 1,9 miliardi di Tremonti bond in essere. Nella primavera del 2014 i 400 milioni di interessi andranno pagati in denaro vero: e molti ritengono che la banca dovrà accogliere il tesoro nel capitale.

Sul fronte guidiziari, infine, si registrano le dichiarazioni del legale di Giuseppe Mussari, Tullio Padovani, che ha sottolineato che  "la posizione" dell'ex numero uno "è quella di un presidente non operativo, che riceve informazioni dalla struttura sullo svolgimento delle operazioni. Per questo partecipò alla conference call con Nomura: per esprimere un consenso dipendente da quanto gli era stato assicurato dai dirigenti che avevano seguito tecnicamente le varie fasi dell'operazione".