Ikea si allea con Marriott
per gli hotel low cost
Il colosso dell'arredamento svedese punta a una catena di alberghi in Europa: apripranno 50 strutture in 5 anni, con un investimento da 500 milioni di euro. La prima sarà a Milano. Prezzo medio 60 euro a notte per stanza
MILANO - Ikea si prepara al lancio di una catena di alberghi low cost insieme a Marriott: un'operazione da 500 milioni di euro in investimenti per arrivare a 50 hotel in Europa nei prossimi 5 anni. A cominciare da Milano. L'indiscrezione è riportata dalla pagine del Wall Street Journal. La catena si chiamerà Moxy, ma gli hotel non avranno mobili o il design tipico di Ikea che, invece, propone nuove tecniche di costruzione per contenere i costi: le strutture avranno tra le 150 e le 300 stanze e sorgeranno vicino agli aeroporti, alle stazioni e alle fermate della metropolitana con un prezzo medio di 60 euro per notte, a camera
Il marchio sarà di proprietà di Marriott che cerca così di conquistare la fetta giovane del mercato, mentre Ikea punta sugli alberghi perché convinta che si tratti di un segmento di mercato "più stabile" indirizzato a quanti continuano a viaggiare, ma desiderano risparmiare sull'hotel.
Intanto, l'amministra…
Il marchio sarà di proprietà di Marriott che cerca così di conquistare la fetta giovane del mercato, mentre Ikea punta sugli alberghi perché convinta che si tratti di un segmento di mercato "più stabile" indirizzato a quanti continuano a viaggiare, ma desiderano risparmiare sull'hotel.
Intanto, l'amministra…
MILANO - Ikea si prepara al lancio di una catena di alberghi low cost insieme a Marriott: un'operazione da 500 milioni di euro in investimenti per arrivare a 50 hotel in Europa nei prossimi 5 anni. A cominciare da Milano. L'indiscrezione è riportata dalla pagine del Wall Street Journal. La catena si chiamerà Moxy, ma gli hotel non avranno mobili o il design tipico di Ikea che, invece, propone nuove tecniche di costruzione per contenere i costi: le strutture avranno tra le 150 e le 300 stanze e sorgeranno vicino agli aeroporti, alle stazioni e alle fermate della metropolitana con un prezzo medio di 60 euro per notte, a camera
Il marchio sarà di proprietà di Marriott che cerca così di conquistare la fetta giovane del mercato, mentre Ikea punta sugli alberghi perché convinta che si tratti di un segmento di mercato "più stabile" indirizzato a quanti continuano a viaggiare, ma desiderano risparmiare sull'hotel.
Intanto, l'amministratore delegato di Ikea, Mikael Ohlsson, in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, prevede per il gruppo una crescita annua del fatturato del 10% per arrivare a un cifra tra "45 e 50 miliardi di dollari" nel 2020, con l'apertura di 20-25 nuovi negozi all'anno: "Ikea è ancora molto piccola mentre i bisogni sono immensi. Noi abbiamo raddoppiato le nostre dimensioni ogni 8-12 anni", ha spiegato il manager aggiungendo che saranno investiti "15 miliardi di euro per aprire 20-25 punti vendita ogni anno". Queste nuove aperture "aggiunte agli attuali 298 negozi permetteranno di aumentare il giro d'affari del 10% annuo, per arrivare nel 2020 a una cifra tra 45 e 50 miliardi di euro", ha specificato.
Il gruppo prova così a mettersi alle spalle lo scandalo della carne di cavallo nelle polpette e la distruzione di tonnellate di cioccolata in Cina.
Il marchio sarà di proprietà di Marriott che cerca così di conquistare la fetta giovane del mercato, mentre Ikea punta sugli alberghi perché convinta che si tratti di un segmento di mercato "più stabile" indirizzato a quanti continuano a viaggiare, ma desiderano risparmiare sull'hotel.
Intanto, l'amministratore delegato di Ikea, Mikael Ohlsson, in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro, prevede per il gruppo una crescita annua del fatturato del 10% per arrivare a un cifra tra "45 e 50 miliardi di dollari" nel 2020, con l'apertura di 20-25 nuovi negozi all'anno: "Ikea è ancora molto piccola mentre i bisogni sono immensi. Noi abbiamo raddoppiato le nostre dimensioni ogni 8-12 anni", ha spiegato il manager aggiungendo che saranno investiti "15 miliardi di euro per aprire 20-25 punti vendita ogni anno". Queste nuove aperture "aggiunte agli attuali 298 negozi permetteranno di aumentare il giro d'affari del 10% annuo, per arrivare nel 2020 a una cifra tra 45 e 50 miliardi di euro", ha specificato.
Il gruppo prova così a mettersi alle spalle lo scandalo della carne di cavallo nelle polpette e la distruzione di tonnellate di cioccolata in Cina.