LONDRA - Sono lunghissime, più larghe di un'autostrada, alte come edificio di vari piani. Sono i nuovi giganti del mare, le navi cargo dell'ultima generazione, che entreranno in funzione questa estate. Il loro nome ufficiale è Triple E, in cui la E significa "economy, energy efficient, environmentally improved", ovvero che fanno risparmiare soldi, energia e riducono i danni all'ambiente. C'è un solo piccolo (anzi grande) problema: sono così grosse che ben pochi porti al mondo sono in grado di accoglierle. Così, dopo aver rifatto le navi, ingrandendole, adesso i trasporti commerciali via mare stanno rifacendo i porti, con investimenti di centinaia di milioni di euro per adeguarli a questi mammuth degli oceani, presentati in anteprima dal Guardian di Londra.
Le cifre sono impressionanti. Le nuove navi sono in grado di trasportare 18mila container di sei metri l'uno. E' tre volte di più del numero di container (5mila) che venivano mediamente trasportati su una nave quindici anni or sono. E quando l'uomo d'affari americano Malcom McLean inventò l'idea di trasportare le merci in scatole di metallo, negli anni '50, la prima nave che li caricò a bordo (una petroliera riadattata) ne ospitava appena 58. Se i 18mila container di una nuova nave cargo Triple E fossero messi sopra l'altro, calcolano gli esperti del quotidiano londinese, arriverebbero fino alla stratosfera, a 45mila metri di altitudine. Se venissero caricati su un singolo treno, questo dovrebbe essere lungo 110 chilometri (diciamo da Bologna a Rimini, per dare un'idea).
Ma nessun porto dell'America del Nord o del Sud è abbastanza grande per permettere l'ingresso di navi simili. Né possono attraversare il canale di Panama. Passeranno appena, per un pelo, da quello di Suez. E dunque nei primi tempi faranno rotta solo dalla Cina all'Europa, dove un pugno di porti, come quello inglese di Southampton, sono abbastanza ampi e con acque abbastanza profonde affinché questi giganti possano attraccare. Altri porti, come quello di Antwerp in Belgio, stanno programmando enormi lavori per ingrandirsi ed essere in grado di ospitare le nuove navi. Il punto è: quanto ingrandirsi? Gli specialisti affermano che la nuova generazione di navi Triple E non rappresenta il limite massimo: le navi commerciali continueranno a crescere. Esiste la tecnologia, e l'interesse economico, a farle ancora più grandi. David Tozer, manager per le navi container al Lloyd's Register Group, prevede che prima o poi arriveranno le navi da 25mila container l'uno. Bisognerà ingrandire i canali e i porti un'altra volta.
Le cifre sono impressionanti. Le nuove navi sono in grado di trasportare 18mila container di sei metri l'uno. E' tre volte di più del numero di container (5mila) che venivano mediamente trasportati su una nave quindici anni or sono. E quando l'uomo d'affari americano Malcom McLean inventò l'idea di trasportare le merci in scatole di metallo, negli anni '50, la prima nave che li caricò a bordo (una petroliera riadattata) ne ospitava appena 58. Se i 18mila container di una nuova nave cargo Triple E fossero messi sopra l'altro, calcolano gli esperti del quotidiano londinese, arriverebbero fino alla stratosfera, a 45mila metri di altitudine. Se venissero caricati su un singolo treno, questo dovrebbe essere lungo 110 chilometri (diciamo da Bologna a Rimini, per dare un'idea).
Ma nessun porto dell'America del Nord o del Sud è abbastanza grande per permettere l'ingresso di navi simili. Né possono attraversare il canale di Panama. Passeranno appena, per un pelo, da quello di Suez. E dunque nei primi tempi faranno rotta solo dalla Cina all'Europa, dove un pugno di porti, come quello inglese di Southampton, sono abbastanza ampi e con acque abbastanza profonde affinché questi giganti possano attraccare. Altri porti, come quello di Antwerp in Belgio, stanno programmando enormi lavori per ingrandirsi ed essere in grado di ospitare le nuove navi. Il punto è: quanto ingrandirsi? Gli specialisti affermano che la nuova generazione di navi Triple E non rappresenta il limite massimo: le navi commerciali continueranno a crescere. Esiste la tecnologia, e l'interesse economico, a farle ancora più grandi. David Tozer, manager per le navi container al Lloyd's Register Group, prevede che prima o poi arriveranno le navi da 25mila container l'uno. Bisognerà ingrandire i canali e i porti un'altra volta.