MILANO - Come da attese, la Federal reserve ha deciso di lasciare i tassi di interesse fermi nel range compreso tra lo 0 e lo 0,25%, il livello minimo record a cui erano stati portati nel dicembre 2008. Un livello a cui resteranno finché il tasso di disoccupazione è al di sopra del 6,5% e l'inflazione si mantiene al di sotto del 2,5%. Lo ha comunicato la Banca centrale americana al termine della due giorni del suo braccio di politica monetaria, il Federal open market committe. Invariato anche il piano di sostegno all'economia attraverso l'acquisto di titoli di stato. La decisione del Fomc è stata approvata con undici voti favorevoli e uno contrario, quello del governatore della Fed di Kansas City, Elizabeth Duke. La Federal Reserve appare
orientata a ricominciare ad aumentare il costo del denaro nel 2015. Sono infatti 13, si legge in una nota, i membri del Fomc che preferirebbero effettuare il primo rialzo dei tassi nel 2015, mentre uno solo auspicherebbe un ritocco non prima del 2016. Tale tabella di marcia è coerente con l'obiettivo della Fed di mantenere i tassi ai minimi storici finchè la disoccupazione non scenderà al 6,5%. Infatti le nuove previsioni trimestrali dell'istituto stimano il tasso di disoccupazione tra il 6% e il 6,5% nel 2015, laddove nel 2014 non scenderebbe sotto il 6,7%.
Riviste al ribasso invece le stime sul Pil degli Stati Uniti, che nel 2013 è ora previsto in crescita tra il 2,3% e il 2,8%, laddove a dicembre era stata stimata una forbice tra il 2,3% e il 3%. Per il 2014 la forbice è tra il 2,9% e il 3,4%, contro l'intervallo tra il 3% e il 3,5% calcolato a dicembre. Migliorate le stime sul tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, visto ora tra il 7,3% e il 7,5% nel 2013 e tra il 6,7% e il 7% nel 2014. Lo scorso dicembre era stato previsto un tasso di disoccupazione tra il 7,4% e il 7,7% nel 2013 e tra il 6,8% e il 7,3% nel 2014.
Negli Stati Uniti si assiste "a un ritorno a una crescita economica moderata dopo la pausa dell'anno scorso", tuttavia "restano rischi per l'economia". Per questo motivo la Fed proseguirà con le misure di stimolo all'economia, in particolare con l'acquisto di titoli garantiti da mutui per 40 miliardi di dollari al mese e di titoli di stato per 45 miliardi di dollari. La Fed teme che la politica fiscale possa avere un effetto sulla crescita e sul mercato del lavoro. Lo afferma il presidente della Fed, Ben Bernanke. Negli Stati Uniti sono entrati in vigore tagli automatici alla spesa pubblica per 85 miliardi di dollari fino a settembre e 1.200 miliardi di dollari in dieci anni. "La pausa nella crescita nel quarto trimestre è stata temporanea. Segnali di miglioramento si sono avuti sul mercato del lavoro, ma un tasso di disoccupazione al 7,7% resta elevato". "La politica monetaria da sola - avverte Bernanke - non può contrastare tutti i venti contrari sull'economia".
orientata a ricominciare ad aumentare il costo del denaro nel 2015. Sono infatti 13, si legge in una nota, i membri del Fomc che preferirebbero effettuare il primo rialzo dei tassi nel 2015, mentre uno solo auspicherebbe un ritocco non prima del 2016. Tale tabella di marcia è coerente con l'obiettivo della Fed di mantenere i tassi ai minimi storici finchè la disoccupazione non scenderà al 6,5%. Infatti le nuove previsioni trimestrali dell'istituto stimano il tasso di disoccupazione tra il 6% e il 6,5% nel 2015, laddove nel 2014 non scenderebbe sotto il 6,7%.
Riviste al ribasso invece le stime sul Pil degli Stati Uniti, che nel 2013 è ora previsto in crescita tra il 2,3% e il 2,8%, laddove a dicembre era stata stimata una forbice tra il 2,3% e il 3%. Per il 2014 la forbice è tra il 2,9% e il 3,4%, contro l'intervallo tra il 3% e il 3,5% calcolato a dicembre. Migliorate le stime sul tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, visto ora tra il 7,3% e il 7,5% nel 2013 e tra il 6,7% e il 7% nel 2014. Lo scorso dicembre era stato previsto un tasso di disoccupazione tra il 7,4% e il 7,7% nel 2013 e tra il 6,8% e il 7,3% nel 2014.
Negli Stati Uniti si assiste "a un ritorno a una crescita economica moderata dopo la pausa dell'anno scorso", tuttavia "restano rischi per l'economia". Per questo motivo la Fed proseguirà con le misure di stimolo all'economia, in particolare con l'acquisto di titoli garantiti da mutui per 40 miliardi di dollari al mese e di titoli di stato per 45 miliardi di dollari. La Fed teme che la politica fiscale possa avere un effetto sulla crescita e sul mercato del lavoro. Lo afferma il presidente della Fed, Ben Bernanke. Negli Stati Uniti sono entrati in vigore tagli automatici alla spesa pubblica per 85 miliardi di dollari fino a settembre e 1.200 miliardi di dollari in dieci anni. "La pausa nella crescita nel quarto trimestre è stata temporanea. Segnali di miglioramento si sono avuti sul mercato del lavoro, ma un tasso di disoccupazione al 7,7% resta elevato". "La politica monetaria da sola - avverte Bernanke - non può contrastare tutti i venti contrari sull'economia".