MILANO - Dopo le vicende di Dominique Strauss-Kahn, l'attuale numero uno del Fmi Christine Lagarde entra in altre storie giudiziarie. L'abitazione a Parigi della direttrice del Fondo monetario internazionale è stata oggetto di una perquisizione da parte della polizia, nell'ambito delle indagini sulla cessione del marchio di abbigliamento sportivo Adidas al Crédit Lyonnais. Lo ha riferito l'avvocato della stessa Lagarde, Yves Repiquet, precisando che la donna non è stata sentita dagli inquirenti. Peraltro "madame Lagarde non ha nulla da nascondere", ha detto il legale.
La questione che ha portato alla perquisizione riferita oggi risale al periodo nel quale Lagarde ha ricoperto la carica di ministro dell'Economia della Francia, tra il 2007 e il 2011. In particolare la sua decisione di far ricorso ad un controverso arbitrato per chiudere il contenzioso tra il Crédit Lyonnais e il magnate ed ex ministro Bernard Tapie. L'arbitrato si chiuse nel 2008 con una decisione favorevole a Tapie: la condanna del "Consortium de réalisation", ente pubblico che gestiva i debito della banca a pagare 285 milioni di euro al finanziere, cifra che raggiunse quota 400 milioni con gli interessi. Gli inquirenti vogliono capire se la vicinanza di Tapie all'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, abbia potuto influenzare le decisioni del ministro delle Finanze Lagarde.
Ma proprio in prossimità della nomina della Lagarde alla guida del Fmi, nel 2011, la giustizia francese puntò i riflettori sulla vicenda. Altre perquisizioni sono state già effettuate presso gli uffici e l'abitazione dell'ex capo della segreteria della lagarde al ministero, Stéphane Richard, dell'ex segretario generale dell'eliseo Claude Guéant e di Tapie. Il caso Tapie-Lcl riguardava la consulenza che la banca diede all'uomo d'affari per la vendita del marchio Adidas, nei primi anni Novanta, e in particolare il fatto che l'istituto prima acquistò la società da Tapie, per poi cederla di nuovo a un prezzo ben più elevato.
La questione che ha portato alla perquisizione riferita oggi risale al periodo nel quale Lagarde ha ricoperto la carica di ministro dell'Economia della Francia, tra il 2007 e il 2011. In particolare la sua decisione di far ricorso ad un controverso arbitrato per chiudere il contenzioso tra il Crédit Lyonnais e il magnate ed ex ministro Bernard Tapie. L'arbitrato si chiuse nel 2008 con una decisione favorevole a Tapie: la condanna del "Consortium de réalisation", ente pubblico che gestiva i debito della banca a pagare 285 milioni di euro al finanziere, cifra che raggiunse quota 400 milioni con gli interessi. Gli inquirenti vogliono capire se la vicinanza di Tapie all'ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, abbia potuto influenzare le decisioni del ministro delle Finanze Lagarde.
Ma proprio in prossimità della nomina della Lagarde alla guida del Fmi, nel 2011, la giustizia francese puntò i riflettori sulla vicenda. Altre perquisizioni sono state già effettuate presso gli uffici e l'abitazione dell'ex capo della segreteria della lagarde al ministero, Stéphane Richard, dell'ex segretario generale dell'eliseo Claude Guéant e di Tapie. Il caso Tapie-Lcl riguardava la consulenza che la banca diede all'uomo d'affari per la vendita del marchio Adidas, nei primi anni Novanta, e in particolare il fatto che l'istituto prima acquistò la società da Tapie, per poi cederla di nuovo a un prezzo ben più elevato.