Economia

Auto, in Francia e Spagna
crollano le immatricolazioni

A Madrid il calo a marzo è del 16,4%, mentre a Parigi le vendite sono scese del 13,9%, male il gruppo Psa Peugeot Citroen (-23,6%). Dacia tiene a galla Renault. Nella penisola iberica ancora in vigore gli incentivi

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MILANO - La crisi non molla la presa sul mercato dell'auto. In Spagna, come in Francia le immatricolazioni di nuove autovetture hanno mostrato un ulteriore calo a marzo: -16,4% oltralpe e -13,9% nella penisola iberica. In Francia la diminuzione è stata più forte per i gruppi francesi che per quelli stranieri ed ha raggiunto il -23,6% per Psa Peugeot Citroen. Per Renault la flessione è stata meno marcata (-8,3%) grazie al marchio a basso costo Dacia. A parità di giorni lavorativi, il calo è del 12,5%, con 165.244 vetture immatricolate. I produttori esteri, nel loro complesso, hanno segnato un calo del 15,5% delle loro registrazioni.

Anche in Spagna continua il calo delle nuove immatricolazioni di auto: secondo le associazioni dei produttori (Anfac), commercianti (Faconauto) e venditori (Ganvam ), il dato negativo così alto è dovuto al fatto che questo marzo ha avuto tre giorni lavorativi in meno rispetto a quello del 2012, per effetto della Pasqua, considerato che in Spagna giovedì, venerdì e sabato santi sono giorni festivi. Inoltre, il consumo è a livelli minimi per i redditi più bassi, la scarsa fiducia dei consumatori e la stretta creditizia. Nel mese scorso sono state immatricolate 72.677 nuove vetture; dall'inizio dell'anno 180.724. Tuttora è in vigore il Piano Pive 2 di incentivi governativi per l'acquisto di auto, "un aspetto - ha sottolineato il direttore della comunicazione Anfac, David Barrientos - che agisce da supporto importante, evitando conseguenze peggiori".