Economia

I tedeschi si scoprono più europeisti:
solo il 25% vorrebbe tornare al marco

Un anno fa, in Germania, uno su due sognava di lasciare la moneta unica per la vecchia divisa. Secondo gli analisti il risultato dell'indagine rispecchia i vantaggi economici e strategici dell'Eurozona

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BERLINO - Marco? No, grazie. O almeno, no grazie lo dicono in maggioranza, e si rivelano molto meno euroscettici di prima. Parliamo ovviamente dei cittadini tedeschi. I quali, secondo un sondaggio pubblicato oggi dal quotidiano economico-finanziario Handelsblatt, nonostante insicurezze e paure create anche nei loro animi dalla crisi dell'Eurozona, in maggioranza si dicono favorevoli a tenersi l'euro. In altre parole, la nostalgia del D-Mark, la moneta europea più forte del dopoguerra, sta perdendo terreno.

Secondo il sondaggio, effettuato per Handelsblatt dall'istituto demoscopico Forsa, ben il 69 per cento dei tedeschi preferiscono tenersi anche nel futuro la moneta unica. E soltanto il 27 per cento si dice a favore di una reintroduzione del marco: solo lo scorso anno erano oltre il 50%. Sorprende che la maggioranza dei tedeschi sia diventata più pro-euro, nonostante i gravi problemi del debito sovrano in Grecia, Spagna, Portogallo, Cipro e le preoccupazioni per la crisi politica e la recessione contemporanee in Italia.

La svolta è interessante, e conferma il trend di un altro sondaggio Forsa, pubblicato a metà marzo, secondo cui solo 33 tedeschi su cento provano nostalgia del marco. Un altro dato interessante del sondaggio pubblicato oggi  è che tanto più alto è il reddito degli interrogati, quanto più alta è la percentuale di sì all'euro. In sostanza, le élites di Germania sarebbero più europeiste rispetto ai ceti meno abbienti. Le persone con un reddito dai 3.000 euro netti mensili in su infatti sono al 79 per cento favorevoli alla moneta comune.

Probabilmente, commentano gli osservatori, molti cittadini tedeschi vedono i vantaggi economici e strategici dell'euro per la Repubblica federale. La disoccupazione in Germania, al 7,2 per cento, è molto più bassa che in paesi come Italia, Spagna o anche Francia. E il prodotto interno lordo quest'anno dovrebbe ancora (dati della Commissione europea) registrare una minicrescita dello 0,5 per cento per poi salire del 2 per cento nel 2014. In contemporanea con il sondaggio sull'accettazione o meno dell'euro, sono usciti comunque dati meno rassicuranti. Le esportazioni tedesche sono calate in febbraio dell'1,5 per cento rispetto a gennaio e del 2,8 per cento rispetto al febbraio dell'anno scorso. Lo ha annunciato l'istituto federale di statistica, indicando le cause den calo nella crisi nell'eurozona ma anche nel rallentamento generale dell'economia mondiale.