MILANO - Conciliare crescita e taglio del deficit si può. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama lanciando il suo piano di bilancio. "Questo budget - ha osservato - risponde all'esigenza sia di far crescere l'economia sia di ridurre il deficit. Come abbiamo visto nel 1990, non c'è nulla in grado di ridurre il deficit più velocemente della crescita economica. Questo è stato il mio obiettivo da quando sono entrato in carica ed è l'obiettivo a cui dovremmo sempre puntare".
Il Pil degli Stati Uniti crescerà del 2,3% in quest'anno fiscale, per poi accelerare e segnare un incremento del 3,2% nell'anno fiscale 2014. Sono le stime contenute nel progetto di legge di bilancio da 3.770 miliardi di dollari presentato, con le spese federali in crescita del 6%. Sono stime riviste al ribasso rispetto a quelle presentate al Congresso, dove per l'anno in corso la stima di crescita era del 2,7%. Il deficit è visto al 6% del Pil nell'anno fiscale 2013 ed è poi previsto scenda rispettivamente al 4,4% e al 3,2% nei due esercizi successivi. Anche il deficit, per il quale sono previsti 1.800 miliardi di tagli, calerà meno velocemente di quanto ipotizzato. Il calo del deficit per il 2013 doveva essere al 5,3% del Pil. Il tasso di disoccupazione è invece stimato al 7,2% l'anno prossimo, in diminuzione dall'attuale 7,6%.
Obama ha ribadito che "la priorità è sostenere la classe media" e "aiutare le aziende a creare più posto di lavoro". Quanto al deficit, "sta già calando, nonostante i battibecchi in corso a Washington. Questo non significa che il lavoro sia finito", ha precisato il presidente, sostenendo che il suo budget "terminerà il lavoro incompleto in modo bilanciato".
A questo proposito, Obama ha sottolineato che la sua versione del budget "eliminerà lo stupido sequester" ovvero i tagli automatici alla spesa entrati in vigore il primo marzo scorso. Il presidente, come sempre, ha invitato al "compromesso" riferendosi ai senatori repubblicani, alcuni dei quali stasera ceneranno alla casa bianca nella old family dining room.
Dal punto di vista fiscale, come da attese il piano della Casa Bianca prevede che si riducano gli sgravi per i redditi più elevati. Sono inclusi anche tagli e risparmi sui programmi Medicare e sulle pensioni, mentre da un balzello sulle sigarette dovrebbero arrivare le risorse per un piano per pagare gli asili. Nel budget sono inclusi anche 50 miliardi di investimenti per le infrastrutture.
Il piano repubblicano passato alla camera non prevede invece alcun aumento delle tasse e forti tagli alle spese con lo scopo di azzerare il deficit entro il 2023. Il piano presentato al senato, e sostenuto invece solo dai democratici, prevede invece di ridurre il deficit attraverso aumenti delle tasse e tagli alla spesa ma non interviene sul social security come invece appare disposto a fare il presidente. La grande sfida sarà ora di riuscire a trovare un terreno di intesa tra queste tre bozze di budget.
Il Pil degli Stati Uniti crescerà del 2,3% in quest'anno fiscale, per poi accelerare e segnare un incremento del 3,2% nell'anno fiscale 2014. Sono le stime contenute nel progetto di legge di bilancio da 3.770 miliardi di dollari presentato, con le spese federali in crescita del 6%. Sono stime riviste al ribasso rispetto a quelle presentate al Congresso, dove per l'anno in corso la stima di crescita era del 2,7%. Il deficit è visto al 6% del Pil nell'anno fiscale 2013 ed è poi previsto scenda rispettivamente al 4,4% e al 3,2% nei due esercizi successivi. Anche il deficit, per il quale sono previsti 1.800 miliardi di tagli, calerà meno velocemente di quanto ipotizzato. Il calo del deficit per il 2013 doveva essere al 5,3% del Pil. Il tasso di disoccupazione è invece stimato al 7,2% l'anno prossimo, in diminuzione dall'attuale 7,6%.
Obama ha ribadito che "la priorità è sostenere la classe media" e "aiutare le aziende a creare più posto di lavoro". Quanto al deficit, "sta già calando, nonostante i battibecchi in corso a Washington. Questo non significa che il lavoro sia finito", ha precisato il presidente, sostenendo che il suo budget "terminerà il lavoro incompleto in modo bilanciato".
A questo proposito, Obama ha sottolineato che la sua versione del budget "eliminerà lo stupido sequester" ovvero i tagli automatici alla spesa entrati in vigore il primo marzo scorso. Il presidente, come sempre, ha invitato al "compromesso" riferendosi ai senatori repubblicani, alcuni dei quali stasera ceneranno alla casa bianca nella old family dining room.
Dal punto di vista fiscale, come da attese il piano della Casa Bianca prevede che si riducano gli sgravi per i redditi più elevati. Sono inclusi anche tagli e risparmi sui programmi Medicare e sulle pensioni, mentre da un balzello sulle sigarette dovrebbero arrivare le risorse per un piano per pagare gli asili. Nel budget sono inclusi anche 50 miliardi di investimenti per le infrastrutture.
Il piano repubblicano passato alla camera non prevede invece alcun aumento delle tasse e forti tagli alle spese con lo scopo di azzerare il deficit entro il 2023. Il piano presentato al senato, e sostenuto invece solo dai democratici, prevede invece di ridurre il deficit attraverso aumenti delle tasse e tagli alla spesa ma non interviene sul social security come invece appare disposto a fare il presidente. La grande sfida sarà ora di riuscire a trovare un terreno di intesa tra queste tre bozze di budget.