Economia

Frequenze tv, ecco le regole per l'asta:
esclusi Rai, Mediaset e Telecom Italia

L'Agcom vara il provvedimento. Per rispondere ai rilievi della Commissione europea, solo chi già detiene al massimo un solo multiplex potrà concorrere per tre lotti. Sarà il ministero dello Sviluppo Economico ad approvare il bando di gara

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ROMA - Il Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato oggi all'unanimità il provvedimento definitivo sulle regole per l'asta delle frequenze televisive del digitale terrestre.

Per rispondere all'obiettivo di garantire un maggior grado di concorrenza e pluralismo nella diffusione dei contenuti, come richiesto anche dalla Commissione europea, il provvedimento consente di concorrere per tutti e tre i lotti (L1, L2, L3) ai soli nuovi entranti o piccoli operatori (cioè che detengono un solo multiplex) e per due lotti agli operatori già in possesso di due multiplex; limita ad un solo multiplex la partecipazione degli operatori integrati, attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv a pagamento; esclude dalla partecipazione alla gara gli operatori che detengono tre o più multiplex, ovvero Rai, Mediaset e Telecom Italia.

Il provvedimento verrà ora trasmesso al ministero dello Sviluppo economico al quale la legge n. 44 del 2012 affida il compito di approvare il bando di gara e di gestire la procedura. In un'ottica di gestione efficiente dello spettro e di sviluppo futuro dei servizi destinati all'LTE, è stato deciso di escludere dalla gara le frequenze dei lotti U di durata quinquennale previsti nel primo schema di provvedimento. All'asta andranno frequenze che compongono tre reti televisive digitali terrestri nazionali con un diritto d'uso ventennale.

Attraverso questo provvedimento l'Autorità ha individuato un percorso che dovrebbe portare a un riordino complessivo e di pianificazione delle risorse frequenziali nazionali assegnate alla televisione digitale terrestre e di risolvere così alcune criticità in un orizzonte di breve-medio periodo. L'Autorità, nell'ambito dei propri poteri e fino al mutare delle attuali condizioni tecnologiche e di mercato, assicurerà il rispetto del cap di 5 multiplex che ogni operatore può detenere anche al di fuori della gara.