MILANO - La Banca centrale europea conferma: "La ripresa in Europa partirà nella seconda parte dell'anno". La crescita economica del Vecchio continente non è però esente dal rischio di "avvitarsi in una spirale negativa" avverte il numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi parlando al Parlamento europeo riunito in seduta plenaria a Strasburgo. Di più. Per Draghi "è della massima importanza che prima dell'estate sia finalizzata la legislazione sulla supervisione bancaria perché entri in vigore nel 2014 ed è importante anche procedere con il meccanismo di fallimento ordinato delle banche".
Al Parlamento, Draghi ha anche ricordato come l'Eurozona abbia imparato dalla crisi che una "più profonda unione economica e monetaria è essenziale" ma non deve andare soltanto nel senso di un miglior funzionamento del sistema finanziario: l'unione non deve essere "solo caratterizzata da efficienza, ma anche da equità nella condivisione degli oneri".
Solo pochi giorni fa, al termine del board della Bce che lasciato invariato allo 0,75% il costo del denaro, Draghi aveva spiegato che "i rischi al ribasso includono la possibilità di una domanda interna più debole del previsto e di una lenta o insufficiente implementazione delle riforme strutturali nell'area euro. Questi fattori hanno la potenzialità di danneggiare il miglioramento della fiducia e quindi rinviare la ripresa". Inoltre Draghi nota che "questo indebolimento economico si sta espandendo ai paesi che non avevano conosciuto la frammentazione" e dunque ai paesi centrali dell'Eurozona.
Per Draghi "è essenziale che i governi dell'Eurozona intensifichino le riforme strutturali e proseguano con il consolidamento fiscale e la ristrutturazione del sistema finanziario. La Bce non può compensare la mancanza d'azione dei governi". Draghi aveva già sottolineato l'importanza di rafforzare le istituzioni comunitarie "anche tramite l'unione bancaria".
Al Parlamento, Draghi ha anche ricordato come l'Eurozona abbia imparato dalla crisi che una "più profonda unione economica e monetaria è essenziale" ma non deve andare soltanto nel senso di un miglior funzionamento del sistema finanziario: l'unione non deve essere "solo caratterizzata da efficienza, ma anche da equità nella condivisione degli oneri".
Solo pochi giorni fa, al termine del board della Bce che lasciato invariato allo 0,75% il costo del denaro, Draghi aveva spiegato che "i rischi al ribasso includono la possibilità di una domanda interna più debole del previsto e di una lenta o insufficiente implementazione delle riforme strutturali nell'area euro. Questi fattori hanno la potenzialità di danneggiare il miglioramento della fiducia e quindi rinviare la ripresa". Inoltre Draghi nota che "questo indebolimento economico si sta espandendo ai paesi che non avevano conosciuto la frammentazione" e dunque ai paesi centrali dell'Eurozona.
Per Draghi "è essenziale che i governi dell'Eurozona intensifichino le riforme strutturali e proseguano con il consolidamento fiscale e la ristrutturazione del sistema finanziario. La Bce non può compensare la mancanza d'azione dei governi". Draghi aveva già sottolineato l'importanza di rafforzare le istituzioni comunitarie "anche tramite l'unione bancaria".